INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

Il patrimonio artistico, ricchezza e orgoglio dell'Europa

L'arte vissuta e l'arte percepita. Il patrimonio storico, artistico e culturale dell'Europa rappresenta la grande ricchezza del continente che unisce più di qualsiasi Trattato internazionale.

Molti cittadini europei hanno certamente la percezione di vivere in un continente straordinariamente ricco di cultura e di arte, ma conoscere più da vicino i loro sentimenti e le loro idee rispetto al futuro delle nuove generazioni e soprattutto alla tutela e alla conservazione di tale patrimonio millenario sarebbe utile, per una migliore visione d'insieme dell'Unione fatta di molti Stati e culture differenti. A questo ci ha pensato la Commissione Europea con un'indagine condotta sui cittadini di tutte le nazioni appartenenti alla UE con un questionario molto dettagliato con il fine di approfondire lo stato d'animo e il grado di consapevolezza della grande ricchezza del patrimonio culturale, storico e artistico presente nel vecchio continente.

In questa infografica, elaborata per la rivista Aggiornamenti Sociali, una sintesi delle domande di questa ricerca condotta per capire l'orientamento e la consapevolezza del valore del grandissimo patrimonio storico, culturale e artistico. Interessante il dato della percezione di vivere accanto a monumenti e opere d'arte con la Svezia che risponde positivamente all'87% mentre l'Italia che possiede il maggior numero di siti Unesco al mondo, 58, resta in coda come penultima con un 67% di vita percepita e vissuta accanto all'arte addirittura al di sotto della Media UE che è di 73%.

I risultati mostrano che la maggior parte dei cittadini dell'Europa vive a contatto quotidianamente con il patrimonio culturale e più di sette persone su dieci dichiara di risiedere vicino a qualche forma di patrimonio culturale come siti storici, musei, eventi tradizionali o festival; che la maggioranza considera questo patrimonio importante non solo per sé stesso ma per la comunità intera, per il proprio paese e per tutta l'Europa nel suo insieme; che quasi nove su dieci pensa che questo valore dovrebbe essere insegnato nelle scuole e che tre quarti ritiene che le autorità pubbliche dovrebbero destinare maggiori risorse al patrimonio culturale europeo e infine che più di due terzi desidera saperne molto di più.
Una sala del Museo del Louvre a Parigi
La percezione dell'arte vissuta
In tutta la UE la maggioranza degli intervistati ha dichiarato di aver visitato un monumento storico o un sito, che ha partecipato a un evento tradizionale o visitato un museo o una galleria, anche se in realtà c'è molta differenza tra un paese e l'altro. Ad esempio, quasi nove intervistati su dieci in Svezia hanno visitato un museo o una galleria nell'ultimo anno, rispetto a quattro su dieci intervistati in Romania. La maggior giustificazione per la poca partecipazione è soprattutto la mancanza di tempo, mentre poco più di un terzo fa riferimento a costi troppo elevati e poco più di tre su dieci dicono che la mancanza di interesse è il principale ostacolo all'accesso ai siti o alle attività del patrimonio culturale.
Una sala del Museo del Prado a Madrid
La forza della storia e della cultura europea
Il patrimonio culturale è considerato una forza positiva in Europa. Vivere vicino al patrimonio culturale può dare un senso di maggiore appartenenza all'Europa e non solo può migliorare la qualità della vita oltre a creare posti di lavoro, ma anche suscitare un certo orgoglio di appartenenza sentimento questo non solo legato al proprio paese ma anche rispetto al patrimonio dei paesi vicini. La maggioranza è inoltre concorde anche sulla cultura e sull'importanza determinante degli scambi culturali perché rafforzano il senso di "europeismo" oltre che a sviluppare una maggiore comprensione, accrescimento personale e tolleranza reciproca.
Piazza San Marco a Venezia e l'Acquedotto Romano di Segovia
La protezione del patrimonio dipende anche da noi
Gli intervistati sono propensi a pensare che le autorità dovrebbero fare molto di più per proteggere il patrimonio e in particolare le autorità nazionali e quattro su dieci pensano che l'Unione Europea dovrebbe agire di più in questa direzione e un terzo pensa che gli stessi cittadini dovrebbero attivarsi responsabilmente in questo settore.
Le nuove generazioni e la rete
Le opinioni dei giovani nella fascia 15-24 anni sono variabili. Sono i più inclini ad ammettere la mancanza di interesse come principale barriera alla visita di siti del patrimonio culturale o alla partecipazione ad eventi, ma sono in realtà anche i più propensi alla partecipazione se questa scelta può influenzare la destinazione delle loro vacanze. Questa fascia di età è anche la più assidua su Internet per scopi di ricerca di contenuti sul patrimonio culturale e sono i più propensi a pensare che l'Unione Europea come istituzione dovrebbe fare molto di più per la tutela dei beni, seguito da vicino dalle autorità nazionali e dai cittadini stessi.
Il David di Michelangelo a Firenze e il Museo Van Gogh di Amsterdam

Più in generale, nell'analisi socio-demografica, gli intervistati under 55 hanno più probabilità di aver partecipato a una qualche forma di patrimonio culturale nell'ultimo anno e che però sono più propensi a segnalare almeno un ostacolo o un problema alla partecipazione. L'analisi mostra infine che questa generazione ha un atteggiamento molto positivo e responsabile nei confronti del patrimonio culturale europeo e rispetto ai più giovani si espone di più in maniera personale con deciso coinvolgimento e dichiara che vivere vicino o all'interno di u continente con un tale patrimonio culturale e nello stesso tempo esserne coinvolti denota atteggiamenti e rafforzamento del concetto di unione di culture e popoli.

Il Sarcofago di Carlo Magno nella Cattedrale di Aquisgrana
Corridoio delle statue nella Galleria degli Uffizi di Firenze
Commisione Europea, Special Eurobarometer 466, Cultural Heritage. ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

COP26 dodici giorni per salvare il pianeta Terra

Le strategie globali per contrastare i cambiamenti climatici alla COP26

Ormai tutti sappiamo che il cambiamento climatico è strettamente legato alle emissioni globali di gas serra nell'atmosfera e che la causa primaria di questo danno è l'impiego di combustibili fossili. Sappiamo anche che a queste fonti è legata la produzione dell'energia necessaria al riscaldamento, ai trasporti e ai processi produttivi dell'industria ed è comprensibile la grande difficoltà che i governi mondiali hanno nel prendere provvedimenti importanti ma necessari. per ridurre veramente l'inquinamento e contenere così i cambiamenti climatici che sconvolgono molte aree del pianeta.

Sappiamo che per poter aumentare le possibilità di limitare l'aumento delle temperature medie di 2°C  bisogna riportare il dato a livelli preindustriali e limitarli a 1,5°C. In questo primo ventennio del 2000 siamo arrivati al massimo picco di emissioni globali e ora dobbiamo invertire la tendenza e creare una discesa. L'obiettivo è quello di arrivare con le emissioni nel 2050 inferiori del 40/70% rispetto al 2010 e in proiezione a zero nel 2100.

In questa infografica è molto chiaro che l'escalation del gas serra dal 1860 ad oggi è dovuta principalmente dalle attività umane. È un'elaborazione del rapporto di EEA "Shaping the future of energy in Europe: Clean, smart and renewable" e evidenzia i dati dell'inquinamento globale modellando un futuro di energia pulita, intelligente e rinnovabile. È chiaro il picco del 2020 e l'impatto sul futuro e anche che, secondo i dati Epa, il più grande inquinatore del mondo con il 30% di emissioni è la Cina.

Infografica Energia e Mitigazione dei cambiamenti climatici. Per Aggiornamenti Sociali. ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA
Che cosa è la COP26
È una conferenza 2021 delle Nazioni Unite che si tiene dal 31 ottobre al 12 novembre in Scozia a Glasgow sotto la presidenza del Regno Unito a cui partecipano i leader di 190 paesi con il tema del contenimento delle emissioni e sui cambiamenti climatici. Ai leader e alle delegazioni dei Paesi partecipanti si uniscono 30 mila tra delegati, rappresentanti di governo, capi di Stato, imprese, attivisti, ecologisti e cittadini per dodici giorni di negoziati per concordare un piano d’azione coordinato per affrontare il cambiamento climatico. Per capire di più è necessario guardare indietro a un’altra COP a quella di Parigi

Nel 2015 ci fu la prima COP 21 con l'Accordo di Parigi con l’impegno di puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi e i Paesi concordarono che ogni 5 anni avrebbero presentato un piano aggiornato che rifletteva la loro massima ambizione possibile. Quest'anno l'appuntamento di Glasgow con la COP26 è l'occasione d'oro per aggiornare i piani di riduzione delle proprie emissioni dopo la grande pandemia di Covid-19.

L'inquinamento atmosferico delle polvere sottili
Il decennio fino al 2030 sarà cruciale perché gli impegni di Parigi non sono sufficienti a limitare il riscaldamento globale (tradurrebbero in un riscaldamento ben superiore ai 3 gradi entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali) per questo il vertice sarà decisivo per il futuro del pianeta. Se non invertiremo ulteriormente, le temperature continueranno a salire e l'obiettivo non sarà raggiunto. I negoziati sul clima costituiranno il più grande vertice internazionale che il Regno Unito abbia mai ospitato.
Allarme climatico in Cina
Una missione americana che analizza il ghiaccio del Polo Nord (Foto: NASA/Kathryn Hansen)

Disastri ecologici per l'affondamento di petroliere vicino alle coste
Ogni Paese presenterà una serie di ulteriori obiettivi di riduzione entro il 2030 che sono:
 
Accelerare il processo di fuoriuscita dal carbone

Ridurre la deforestazione

Accelerare la transizione verso i veicoli elettrici

Incoraggiare gli investimenti nelle rinnovabili

Il vertice mira anche a lavorare e cooperare con i Paesi più esposti e già colpiti dai cambiamenti climatici e metterli in condizioni di:

Proteggere e ripristinare gli ecosistemi

Costruire difese, sistemi di allerta, infrastrutture e agricolture più resilienti per contrastare la perdita di abitazioni, mezzi di sussistenza e persino di vite umane. 

Per raggiungere i primi due obiettivi, i Paesi sviluppati devono mantenere la promessa di mobilitare almeno 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima entro il 2020-21 (un anno di ritardo viaa causa del Covid-9). Le istituzioni finanziarie internazionali dovrebbero fare la loro parte così come tutti e lavorare per liberare le migliaia di miliardi che la finanza pubblica e quella privata dovranno impiegare per raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette globali. 

COP26 la più grande sfida del millennio
Tutto questo è possibile solo con nuove politiche green e il radicale investimento in opzioni nuove e più pulite. Ciò potrebbe significare che tutti i veicoli stradali diventeranno elettrici nei prossimi decenni, tutti i tetti saranno ricoperti da pannelli solari, tutti gli edifici isolati termicamente per prevenire la perdita di calore e tutti i prodotti progettati per durare più a lungo e che possono essere riutilizzati e riciclati facilmente. Potrebbe anche significare cessare le sovvenzioni per i combustibili fossili. Molti paesi continuano a sovvenzionarli, nonostante i ripetuti impegni per eliminare gradualmente tali sussidi nel futuro.
I ricercatori del Danish Meteorological Institute sul ghiaccio marino ridotto a pozzanghera. Foto di Steffen M. Olsen/Twitter
Anche gli orsi polari come vittime del riscaldamento globale
La desertificazione di molte aree del pianeta è direttamente legata al riscaldamento globale
Le fiamme nelle foreste di Kabylie, regione dell'Algeria (Ryad Kramdi)

Anche L'Europa colpita da frane e smottamenti. L'ultimo grave in Germania

La siccità avanza provocando desertificazioni in molte aree dell'Africa. Foto Fao

Le fiamme nel villaggio di Pefki, sull'Isola di Evia. Foto Angelos Tzortzinis/Afp

Un oleodotto ha provocato una fuoriuscita di petrolio inquinando oltre 30 km di spiagge e una palude protetta sulle coste di Orange Country California Photo Afp

Fonte COP26 https://ukcop26.org/it/iniziale/©nfograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Italia e le sue 20 Biosfere protette dall'Unesco

Dalle Alpi alla Sila, dal confine orientale alle bianche spiagge di Budoni, dal primo traforo del Monviso alla Grotta di Maga Circe tutte le 20 Biosfere più straordinarie d’Italia.

Nel 1971 l’UNESCO ha avviato un Programma intergovernativo chiamato "L'Uomo e la Biosfera" “Man and the Biosphere” MAB per promuovere un nuovo rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso una maggior tutela della biodiversità e nello stesso tempo una attenzione ad un più corretto Sviluppo Sostenibile. L’obiettivo è quello migliorare le relazioni tra uomo e ambiente usando però un approccio scientifico, quello delle scienze naturali e sociali dell’economia e dell’educazione, per ottimizzare la vita delle persone e contemporaneamente proteggere gli ecosistemi naturali, appoggiando progetti innovativi e razionali finalizzati ad uno sviluppo economico adeguato nel rispetto dell’uomo, della cultura e dell’ambiente in cui vive. All’interno del MAB vengono identificate delle aree chiamate Riserve della Biosfera che comprendono varie tipologie di ecosistemi in cui si possono promuovere, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali, attività di cooperazione scientifica, di ricerca e di sostenibilità e protezione ambientale. 131 sono attualmente i Paesi interessati al programma e le Biosfere identificate in totale nel mondo sono 727 di cui 20 sono in Italia.

Le 20 Biosfere italiane protette dall'Unesco ©infograficapisanoRIPRODUZIONE RISERVATA
I QUATTRO OBIETTIVI. Queste le finalità citate dal Programma UNESCO
IDENTIFICARE i cambiamenti della biosfera derivanti dalle attività umane e naturali e i conseguenti effetti sulle persone e sull’ambiente, in particolare nell’ambito del cambiamento climatico; STUDIARE le interrelazioni dinamiche tra gli ecosistemi e i processi socioeconomici, in particolare in un contesto di rapida perdita di diversità biologica e culturale; ASSICURARE il benessere dell’uomo e un ambiente vivibile in un contesto in cui la rapida urbanizzazione e il consumo di energia sono portatori di cambiamento ambientale; PROMUOVERE lo scambio di conoscenza dei problemi e delle soluzioni ambientali e rafforzare l’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile.

Le prime a essere inserite nel Programma risalgono al 1997 per arrivare al 2021 con la nomina della ventesima Riserva che è il Monte Grappa nel Veneto. Qui di seguito tutte le indicazioni e una sintesi delle caratteristiche delle aree in sequenza per anno d’inserimento nel programma mondiale.

-Molise 1997 COLLEMELUCCIO-MONTEDIMEZZO Si trova nella provincia di Isernia e comprende due ampie foreste in un’area sub-montana, con picchi di oltre 1.200 m. e dove abbondano boschi di abeti argentati, querce, faggete tra villaggi sparsi nel territorio. Il paesaggio è caratterizzato da rilievi, pianure fluviali e lacustri e da alcune sorgenti d’acqua oltre alla presenza di numerose specie animali, tra le quali la salamandra occhialuta, la rana italica, il lupo grigio e la puzzola. Oltre a essere importanti aree per la conservazione della biodiversità, sono anche luoghi ideali per ricordare alle giovani generazioni il rispetto della natura attraverso l’attivazione di siti per ricerche scientifiche su flora e fauna. Esiste poi un’ampia rete di sentieri come Colle San Biagio fino a Montedimezzo, dove periodicamente si organizzano corse podistiche e mountain bike.

-Lazio 1977 CIRCEO Dal 2013 il territorio della Riserva si è esteso fino ai confini attuali includendo Sabaudia e San Felice Circeo e parte dei comuni di Latina e Terracina. Il Parco Nazionale del Circeo esiste per tutelare un ricco mosaico di ambienti e la sua origine, avvenuta durante la bonifica dell'intera area pontina, ha evitato il disboscamento dell'antica "Selva di Terracina", salvando il Lago di Sabaudia, la Duna Litoranea e il Promontorio del Circeo. Ci sono anche i laghi costieri di Fogliano, Monaci e Caprolace, che costituiscono uno dei più importanti ambienti umidi costieri d'Italia ma la caratteristica è nella sua diversità di ambienti. Le dune lungo la costa proteggono l'entroterra favorendo la crescita della selva che al riparo dalla salsedine ospita nel promontorio molti uccelli. L'Isola di Zannone, che fa parte dell'Arcipelago delle Isole Ponziane, con Ventotene, Ponza, Palmarola, Santo Stefano e Gavi, è l’unica a essere costituita da un insieme di rocce vulcaniche, metamorfiche e sedimentarie risalenti ad oltre 200 milioni di anni. Grazie a queste caratteristiche Zannone si differenzia dalle altre brulle dell’arcipelago con una ricca e compatta vegetazione mediterranea ben conservata e dove gli uccelli migratori amano soggiornare durante i loro viaggi.

Il Parco Nazionale del Circeo nel Lazio
-Friuli Venezia Giulia 1979 MIRAMARE Si trova a 7 km da Trieste vicino al confine con la Slovenia ed ha la forma di un promontorio roccioso carsico, con boschi e pascoli oltre a scogliere e spiagge sul mare con caratteristiche marine particolari, che conservano alti valori di biodiversità, l’obiettivo infatti è mantenere questa diversità biologica nell’ambiente marino con ricerca scientifica, attività di monitoraggio e tutela severa con divieto di pesca e passaggio di imbarcazioni. Sono presenti inoltre numerosi terrazzamenti con muretti a secco con coltivazioni di ulivi e vigneti e l’area è caratterizzata da piccoli villaggi e zone in cui è presente una proporzione notevole di residenti di origine etnica, culturale e linguistica slovena. Svetta sulla roccia il magnifico e caratteristico Castello di Miramare costruito nel 1856 dall’Arciduca Ferdinando Massimiliano di Habsburg. 

-Campania 1997 CILENTO E VALLO DI DIANO È caratterizzata da basse montagne di dolomite e tipici aspetti carsici come grotte e doline, mentre sulla costa si trovano scogliere, baie e spiagge sabbiose, con grotte marine e sorgenti. Una delle principali caratteristiche del territorio è l’alto livello di diversità biologica, legato alla grande varietà geomorfologica e climatica e anche grazie alle numerose tipologie di habitat ospita una grande varietà di fauna molto diversificata compresi gli uccelli predatori. È abitato da 220 mila persone dedite soprattutto all’agricoltura e alla produzione di olio, una antica tradizione risalente al Medioevo e ai monaci benedettini che piantarono i primi ulivi e l’area è nota per la presenza di importanti siti storici e archeologici come Paestum.

-Campania 1997 SOMMA-VESUVIO E MIGLIO D’ORO Comprende il vulcano attivo del Vesuvio che distrusse la città di Pompei i cui scavi, insieme alla zona archeologica di Ercolano e Torre Annunziata, sono già sito UNESCO. Il complesso vulcanico è costituito da due strutture ben distinguibili: la Caldera del Somma e il Gran Cono del Vesuvio. La Caldera del Somma è costituita dal monte omonimo semicircolare e rappresenta i resti dell’antico vulcano, da una vasta depressione la Valle del Gigante, suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell'Inferno, che rappresenta la parte interna residua dell'antica Caldera dove si trova il più recente Gran Cono del Vesuvio di 1.281m, più volte distrutto e ricostruito nel corso delle eruzioni antiche e recenti. La flora presente nel territorio è di tipo mediterraneo e il complesso vulcanico è stato colonizzato da più di 900 specie, considerando quelle estinte e quelle più recenti. Nonostante la costante attività vulcanica nell’area della Riserva vivono circa 600 mila.

-Lombardia e Piemonte 2002-2018 TICINO VAL GRANDE VERBANO Comprende un territorio di oltre 332 mila ettari ed è ritenuto uno dei parchi fluviali più grandi d’Europa. Si trova lungo il fiume tra Piemonte e Lombardia e funziona come un importante corridoio ecologico tra le Alpi e gli Appennini all’interno della Pianura Padana urbanizzata e industrializzata. A Nord arriva fino al confine svizzero includendo l’intero ambito del Lago Maggiore, dei Comuni rivieraschi e di quel territorio che porta al Parco Nazionale della Val Grande e del Parco regionale del Campo dei Fiori. Vari sono gli ecosistemi e la Riserva, che è caratterizzata da paesaggi rurali tradizionali, con pascoli, campi di mais, conserva al suo interno numerose specie di animali e di tipi oltre ad avere al suo interno numerose zone archeologiche e storiche.

Ticino Parco Nazionale della Val Grande
-Toscana 2003 ISOLE DI TOSCANA È composta da 7 isole: Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri ed altre più piccole. Le isole racchiudono una grande diversità geologica, geomorfologica e biologica che ben rappresenta la regione mediterranea. Un grande parco nazionale queste isole nato per proteggere rare specie endemiche, tra cui l’animale più veloce del mondo: il falco pellegrino. Sono abitate da circa 30 mila persone e sono presenti 30 siti preistorici, etruschi e resti di ville romane. Storicamente Capraia, Gorgona e Pianosa furono luoghi di carceri e dopo la loro chiusura avvenuta negli anni ’90 queste isole sono riuscite a conservare l’ambiente sia di terra che di mare proprio grazie a queste limitazioni di accesso.

-Toscana 2004 SELVE COSTIERE DI TOSCANA Confermato nel 2016 con un territorio molto più vasto del precedente, si trova lungo la costa occidentale a ovest di Pisa, tra Viareggio e Livorno dove vivono circa 70 mila persone. Questa Riserva è ricca di biodiversità e include dune, acquitrini, pinete e zone agricole. Fondamentale la protezione delle dune costiere che, con le loro relazioni simbiotiche con i boschi limitrofi, proteggono dai forti venti marini l’entroterra e consentono la vita di molteplici specie di animali e specie rare di uccelli che spaziano anche tra i numerosi ed estesi acquitrini luogo idoneo alla loro riproduzione.
Il Falco Pellegrino
-Piemonte 2013 MONVISO È una Riserva transfrontaliera tra la Francia e l’Italia. Si trova nella regione delle Alpi e ha una grande varietà di ecosistemi in diverse condizioni climatiche che va dai 3.841m a 450 sul livello sul mare. Si estende su oltre 293 mila ettari che va dai due versanti del Monviso e incorpora molte valli: Valle Maira, Valle Varaita, Valle Po, Bronda e Infernotto e l’area del Saluzzese, di Racconigi e di Savigliano, oltre una parte della Provincia di Torino con i comuni di confine di Villafranca Piemonte, Pancalieri, Cavour e Bobbio Pellice in tutto oltre 260 mila abitanti. Nella parte bassa e pianeggiante è ricca di frutteti in alto si caratterizza per un tipico paesaggio montano. Ospita il “Buco di Viso”, la prima galleria alpina di 75 metri tra l’Italia e la Francia costruito nel XV secolo dai Marchesi di Saluzzo per facilitare lo scambio delle merci verso la Provenza.

-Calabria 2014 SILA Include il Parco Nazionale della Sila. La Riserva comprende un vasto altopiano e si estende tra 71 Comuni i cui abitanti principalmente svolgono attività di agricoltura, silvicoltura e allevamento. Il paesaggio è molto variegato con boschi, vallate, morene glaciali, laghi e sorgenti e questa varietà di ambienti naturali che è caratterizzato da diversi microclimi consente di mantenere la biodiversità e le specie tipiche del Mediterraneo. Nei boschi della Sila possiamo incontrare rari gatti selvatici, puzzole, scoiattoli, tassi e volpi.

Il Parco Nazionale della Sila in Calabria
-Toscana Emilia Liguria 2015-2021 APPENNINO TOSCO-EMILIANO Si estende nel territorio di 34 comuni dell’Appennino tra Emilia Romagna, Toscana e Liguria ed è sulla dorsale appenninica dal Passo della Cisa al Passo delle Forbici, e rappresenta il confine geografico e climatico tra Europa continentale e mediterranea. Un’area con una grande quantità di fortezze e edifici storici, siti geologici, vie storiche e pievi oltre a laghi glaciali in un dislivello geografico che va dai 2 mila m. del Monte Cusna con boschi, coltivazioni e pascoli ai 60 m. della Lunigiana. Questo territorio possiede oltre il 70% della biodiversità italiana con la presenza di 2.000 specie, di cui 122, tra uccelli, anfibi, rettili, mammiferi, pesci e invertebrati di alto interesse. È la terra di produzioni di eccellenza come il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma.

-Trentino Alto Adige 2015 ALPI LEDRENSI E JUDICARIA Si estende dalle Dolomiti di Brenta al Lago di Garda passando per le valli delle Giudicarie, la Val di Ledro e la piana dell’Alto Garda. In circa 30 km di estensione esiste un dislivello altitudinale accentuato con gli oltre 3.000 m. della Cima Tosa delle Dolomiti ai 63 m. del Lago di Garda. È un patrimonio di zone protette con parchi, riserve naturali ed è habitat per oltre 1.600 specie di flora e 149 specie di fauna protette, fra cui l’orso bruno, il lupo e la lince. È ricca anche di valori culturali come le Palafitte di Fiavé e di Ledro che fanno già parte dei cento siti archeologici alpini che sono patrimonio mondiale UNESCO. Interessa 11 Comuni con 16 mila abitanti e l’89,6% sono boschi e prati e le attività umane sono silvo-pastorali per un totale di 800 aziende agricole, zootecniche e apistiche.

La lince delle Dolomiti
-Emilia Romagna Veneto 2015 DELTA DEL PO È l’unico Delta di fiume esistente in Italia e una delle più grandi riserve nazionali di zone umide con sbocco a mare senza sbarramenti. È il più lungo tratto di litorale sabbioso italiano non antropizzato creato dall’azione del Po che nel corso dei secoli ha sedimentato i propri depositi alluvionali presso la foce creando il progressivo avanzamento della linea di costa. Ci sono vaste zone umide di acque salmastre che garantiscono la conservazione delle lagune oltre ad un insieme fluviale caratterizzato da un tratto di fiume di grandi dimensioni e portata, dune costiere e formazioni sabbiose, zone umide e isole fluviali con golene e lanche. La presenza e le attività dell’uomo si concentrano a monte e si diradano verso il delta del fiume e in totale l’area interessa 16 comuni di cui 9 in Veneto e 7 in Emilia Romagna. (Veneto: Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Adria, Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Papozze, Corbola, Loreo; Emilia Romagna: Argenta, Codigoro, Comacchio, Mesola, Ostellato, Portomaggiore, Goro). La Riserva, oltre ad includere il sito UNESCO “Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta del Po”, ingloba anche la Valle di Gorino, la Valle Bertuzzi e le Valli residue del comprensorio di Comacchio. Nel territorio sono presenti numerose testimonianze storiche e culturali di notevole interesse e alcune ville veneziane del 17° secolo.
I fenicotteri del Delta del Po
-Piemonte 2016 COLLINA PO È un territorio unico con una grande ricchezza ambientale, paesaggistica e urbana. La Riserva coinvolge 86 comuni dell’area metropolitana di Torino e si trova lungo l’asse del Po tra il tratto pedemontano torinese e quello dell’alta pianura verso est, quindi si concentra tra il fiume e la Collina Torinese. Sono presenti parchi, riserve naturali e numerosi siti inseriti nella Rete Natura 2000, che testimoniano l’elevata biodiversità del luogo. Ospita 14 habitat di interesse comunitario di cui 3 classificati come prioritari. Sono presenti alcuni tratti in cui il bosco ripariale e la naturalità complessiva si sono conservati a un buon livello ecosistemico nonostante le pressioni ambientali che insistono sul territorio. Esistono diverse attività quali l'agricoltura, l'industria, il turismo e le attività socio-economiche che rendono il territorio della Riserva un laboratorio per la sperimentazione e l’implementazione di pratiche di gestione sostenibile delle risorse naturali e culturali. Le attività agricole presenti sono caratterizzate da una grande attenzione al rispetto dell’ambiente e insieme a un calendario d’iniziative culturali  testimoniano una grande organizzazione e progettualità messe in campo per la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, paesaggistiche e culturali.

-Sardegna 2017 TEPILORA, RIO POSADA E MONTALBO Il territorio è molto vario con picchi collinari e altopiani nell’interno e pianura verso la costa ed è costituito da un habitat unico nel suo genere con numerose specie endemiche come anfibi, rettili e invertebrati. La presenza dell’uomo risale al Neolitico ed è testimoniata da numerosi manufatti naturali e culturali ben conservati e all’interno della Riserva esiste un altro famoso sito UNESCO: il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. In totale l’area riunisce 17 comuni di cui 5 in provincia di Olbia Tempio e 12 di Nuoro alcuni molto noti come Budoni, San Teodoro e Posada, la metà dei 50 mila abitanti risiede sui comuni affacciati sulla costa.

-Lombardia 2018 VALLE CAMONICA-ALTO SEBINO Si trova nella parte orientale della Lombardia ed è una delle più estese vallate delle Alpi centrali. Ha caratteristiche tipiche delle valli alpine e prealpine, modellate dal ghiacciaio dell'Adamello con forte dislivello altimetrico, con paesaggi di fondovalle e alte vette come le cime del gruppo dell’Adamello 3.539 m. per terminare nel Lago d’Iseo a 200 m. s.l.m. Sono presenti acque interne, fiumi e laghi, boschi e foreste, ghiacciai, prati e praterie e un gran numero di specie animali e vegetali di cui molte endemiche, proprio grazie alla varietà degli ambienti.

La volpe dell'Appennino
-Umbria 2018 MONTE PEGLIA Si trova alla confluenza del fiume Tevere e del fiume Paglia ed è un antico vulcano oggi spento. È caratterizzato da un sistema collinare circondato su tre lati dalla confluenza dei due fiumi, in cui emerge il Monte Peglia con un ecosistema costituito da una vasta area boschiva e un’importante presenza di fauna, flora e funghi. La Riserva si pone come punto di congiunzione tra le riserve naturali dell’Italia del nord e dell'Europa e le riserve del sud del paese, con un ideale prolungamento verso il Mar Mediterraneo e l'Africa. Nei 40.000 ettari del Monte Peglia si possono ammirare oltre mille specie vegetali, quali cerri, roverelle, lecci e si osservano ben 44 specie di mammiferi selvatici, oltre varietà di uccelli, tra cui la moretta tabaccaia. Oltre si trova il gatto selvatico, la martora, il falco pellegrino, il gufo reale, la salamandrina pezzata e quella dagli occhiali, il cavedano etrusco ed il gambero di fiume ormai scomparsi altrove.
L'Aquila Reale
-Veneto Emilia Romagna Lombardia 2019 PO GRANDE Si trova nel tratto centrale del Po, il fiume più lungo d’Italia e uno dei maggiori in Europa e si estende nell’area di 85 comuni in 3 regioni: Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. L’ecosistema fluviale può essere definito un mosaico di vari sistemi ecologici con zone umide marginali, laghi, isole fluviali, foreste ripariali, prati igrofili, territori agrari e di bonifica del suolo. All'interno è caratterizzato da boschi e radure, ruscelli, stagni, argini e sentieri collegano i centri urbani, che testimoniano un passato ricco e tipico del paesaggio fluviale. L'area è dominata da numerose specie arboree, nelle aree di pianura alluvionale i boschi di pioppo si alternano ad ampi spazi aperti dedicati alla coltivazione di cereali e foragg

-Friuli Venezia Giulia 2019 ALPI GIULIE Interessa i territori del Parco delle Prealpi Giulie, della Riserva Naturale della Val Alba e del Parco Gran Monte e Sorgenti del Natisone e si estende lungo il confine delle Alpi Giulie slovene comprendendo il Parco nazionale del Triglav. Le due Riserve costituiscono una cerniera tra i paesaggi gli ecosistemi e le culture che s’incontrano tra il mondo latino e quello slavo. La natura biologica è determinata da diversi fattori tra i quali l’altitudine, le piogge abbondanti oltre alla sua collocazione biogeografica, una posizione favorevole tra aree alpine e continentali che risentono dell’influenza del Mediterraneo. Tra le diverse specie animali più diffuse ci sono gli orsi bruni, le linci, le lontre e i gatti selvatici, si svolgono molte attività all’aperto come una grande rete di sentieri diffusi, passeggiate, trekking ed escursioni in bicicletta. Gli 11 comuni interessati della provincia di Udine della Riserva sono anche impegnati nel completamento di una pista ciclabile internazionale dell’Alpe Adria e del potenziamento della vasta rete di musei e associazioni presenti sul territorio.

Il Lupo Appenninico
-Veneto 2021 MONTE GRAPPA È un’area localizzata nelle Prealpi Venete, con una superficie di 66.067 ettari. Comprende il territorio di 25 Comuni appartenenti alle Provincie di Belluno, Treviso e Vicenza e include il Massiccio del Grappa che circondato da una parte dalle aree pedemontane, a sud dalle colline e l’alta pianura che lo collegano alla Pianura Padana, a est e ovest con i fiumi Piave e Brenta che ne segnano il confine, distinguendo così i territori connessi con altri massicci della fascia prealpina veneta. Numerose sono le specie di flora e fauna sia endemiche che rare, molti i laghi eutrofici naturali, le lande alpine e boreali, le boscaglie. Il riconoscimento della Riserva intende valorizzare l’impegno delle comunità locali verso il raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, con il fine di migliorare il benessere della comunità attraverso il sostegno alla green economy, l’economia circolare e la responsabilità sociale d’impresa, oltre al contrasto allo spopolamento, oggi la popolazione residente conta 175 mila persone.
Il Monte Grappa in Veneto
Fonte dati UNESCO ©Infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

La Nuova Via della Seta dagli antichi Romani ad oggi

Dalla Via della Seta alla Nuova Via della Seta. Un progetto o forse solo un sogno nel cassetto

丝绸之路 Quante volte di recente abbiamo sentito parlare di una nuova Via della Seta ‪(丝绸之路‬). È un argomento che a molti di noi riporta indietro sui sussidiari di scuola primaria, quando si potevano leggere le storie degli splendori dell'Impero romano o dei viaggi in Cina di Marco Polo con avventurosi racconti di carovane e commerci di spezie e stoffe preziose in luoghi sconosciuti e misteriosi. Ebbene si tratta dell'antico concetto di scambio commerciale e di contaminazione culturale di una strada che in passato univa l'Occidente all'Oriente ma concettualmente più ampia, diciamo pure più moderna, anche se con gli stessi obiettivi e finalità di allora.  

La Nuova Via della Seta, detta anche BELT AND ROAD INITIATIVE (BRI) oppure ONE BELT ONE ROAD (OBOR) è un piano portato alla ribalta internazionale nel 2013 dal presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping con l’intenzione di dare vita a un progetto capace di connettere il Celeste Impero a tutto il resto del mondo. Costruire una rete commerciale e infrastrutturale, che colleghi l'Asia con l'Europa e l'Africa seguendo proprio le antiche rotte commerciali terrestri della Via della Seta partendo dalla Cina attraverso l'Asia centrale, verso il Medio Oriente e fino all'Europa. Uno degli altri grandi obiettivi cinesi di questo progetto è quello di politica interna e sarebbe di incentivare lo sviluppo regionale e cercare di ridurre la disparità tra le regioni costiere e quelle interne attraverso la costruzione di opere pubbliche di grandi dimensioni con la modernizzazione delle aree interne depresse.

Nell'infografica tutti i percorsi terrestri e marittimi del progetto cinese

La Nuova Via della Seta. ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA
 IL CORRIDOIO TRANS-CASPICO. La nuova via parte quindi dalla Cina attraversa il Kazakistan, il Mar Caspio, l'Azerbaigian e la Georgia fino all'Europa passando per la Turchia, che grazie alla sua posizione strategica tra il Caucaso e l'Asia, assicura i collegamenti di questo corridoio. Una gran parte di 4 milioni di tonnellate di merci da trasportare sul corridoio trans-caspico sarà composta da prodotti come il grano del Kazakistan. Sarà utilizzato anche per il trasporto di carbone e prodotti in metallo. Dalla Turchia saranno trasportati prodotti tessili e materiali da costruzioni. Questa via costituisce una delle principali tratte del progetto. Un'altra base del piano è la ferrovia Baku-Tbilisi-Kars (BTK) che dovrebbe trasportare quasi 1 milione di passeggeri e 6,5 milioni di tonnellate di merci all'anno, prima di sbloccare un potenziale di trasporto merci fino a 50 milioni di tonnellate all'anno, quest'altro corridoio faciliterà ulteriormente il trasporto di merci e passeggeri dalla Cina all'Europa e dalla Russia all'Asia meridionale fino all'Africa

Xi Jinping Foto Imago/Xinhua/Ju Peng
GLI INVESTIMENTI. Il piano punta a coinvolgere quasi 65 Paesi che raccolgono circa il 65% della popolazione mondiale e il 40% del Pil. All'inizio la sua realizzazione il costo stimato era di oltre 900 miliardi di dollari e quindi Pechino già nel 2014 mise in campo un fondo da 40 miliardi con il Silk Road Fund, volto ad attrarre nuovi investimenti esteri (China Investment Corporation-Export and Import Bank-China Development Bank). Altri 100 miliardi di dollari verrebbero dalla Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture (Aiib), una banca di sviluppo alla quale partecipano anche vari Paesi europei. Con l'obiettivo di creare una rete di supporto economico che potrebbe facilmente allargarsi e rendere possibile uno dei più grandi investimenti infrastrutturali di sempre. 

LE TRATTE TERRESTRI E MARITTIME. Sono previsti di due percorsi commerciali uno di tipo terrestre e uno di tipo marittimo.

One Belt: Il percorso terrestre comprende tre diverse rotte che connettono la Cina con Europa, Medioriente e Sud Est Asiatico

La prima rotta: da Xi’an città situata nel centro della Cina si snoda attraverso il centro dell’Asia, ovvero nel Kazakhistan e in Russia (Mosca), fino al Mar Baltico. La seconda rotta: da Xi’an attraversa il Medio Oriente, nello specifico Islamabad (Pakistan), Teheran (Iran) e Istanbul (Turchia). La terza rotta: da Kunming attraverso il sud-est asiatico, comprendendo Thailandia e Myanmar e terminare in India.

One Road: Il percorso marittimo, diviso in due rotte che si snodano rispettivamente verso l’Oceano Indiano e verso le isole del Pacifico

La prima rotta: inizia dal porto cinese di Fuzhou e attraversa l’oceano Indiano toccando Malesia, Sri Lanka, l'Africa e il Mar Rosso arrivando in Europa nel Mar Mediterraneo come direzione Venezia e Trieste. La seconda rotta: parte sempre da Fuzhou e arriva alle isole Pacifiche attraverso il Mar della Cina.

Nave Cargo cinese

 Treni a Hefei nella Cina Orientale Xinhua/Huang Bohan da Global Times
LO STOP NELL'ANNO DELLA PANDEMIA. Molto facilmente la Cina era riuscita a coinvolgere nel progetto molti Paesi per lo più nel Sud-est asiatico e nell'Africa ma anche in Europa Centrale e Asia Centrale perfino in Europa (l’Italia ha firmato nel 2019 un Memorandum d’intesa). Poi a fine 2019/2021 con la pandemia del Covid lo scenario è cambiato. La crisi economica scaturita dai vari lockdown in molti paesi e nella stessa Cina, ha ridotto gli investimenti e quindi alcune spese sono state ridimensionate per dare la precedenza a questioni interne. 

UN SOGNO SPEZZATO? Molti debiti contratti da vari governi soprattutto nei Paesi poveri africani e nel Sud-est asiatico e le sofferenze bancarie hanno di fatto costretto la Cina a ridimensionare le ambizioni di espansionismo commerciale e a non rischiare di prestare miliardi per le infrastrutture a paesi che potrebbero non poter restituire il denaro. Molti paesi che hanno già beneficiato dei prestiti e li hanno onorati mentre altri per esempio come la Nigeria, che aspettava un finanziamento alla Bank of China di 3 miliardi di dollari per un gasdotto e che invece se lo è visto negare. Molti prestiti delle banche cinesi destinati a vari progetti della BRI in Africa sarebbero passati dagli 11 miliardi di dollari del 2017 ai 3,3 del 2020 lasciando molti piani infrastrutturali in sospeso. Una cosa è certa che il governo cinese in questo momento si è messo in modalità di attesa e per adesso non è intenzionato a fare spese investire capitali che potrebbero compromettere soprattutto gli equilibri interni del paese.

Un antico tracciato della Via della Seta
UNA LUNGA STORIA SECOLARE. La Via della Seta era l'antica via commerciale che collegava l'Oriente all'Occidente e che veniva usata per il trasporto soprattutto di merci ma anche di idee tra le due grandi civiltà quella di Roma e quella della Cina. I tessuti preziosi come le sete venivano in occidente e invece i metalli preziosi come l'oro e l'argento andavano verso la Cina, per le idee c'erano anche le religioni che arrivarono dall'Occidente come il Cristianesimo oppure il Buddismo direttamente dall'India. AD UN CERTO PUNTO della storia questa Via divenne sempre più pericolosa e poco frequentata.

All'apice dell'Impero Romano, il commercio terrestre unì molte culture dell'Europa, del Nord Africa, dell'Asia Minore, della Cina e dell'India. Con il cristianesimo e il declino dei grandi imperi il sistema di trasporto su strada cadde in declino e fu dimenticato per secoli riducendo così di molto i flussi del commercio. Un po' come oggi ma per ragioni diverse. Solo con Carlo Magno nel VIII secolo ci fu una rinascita dei percorsi delle antiche strade romane per esempio nel IX secolo i Saraceni arrivarono in Spagna attraverso questa rete e intanto anche i Vichinghi già gestivano la rotta commerciale che collegava il Mar Baltico e il Medio Oriente attraverso la Russia.

Nel XII secolo ci fu una rinascita definitiva dell'uso delle strade e dei percorsi che portavano cibo grazie anche a quelle nuove costruite che collegavano le città che nascevano in fretta in tutta Europa. Aumentarono i carri e carrozze con le ruote  e ci fu un risveglio d'interesse per i viaggi via terra con più protezioni e spesso con pedaggi e tasse destinate alla loro manutenzione. Nel XIII e XIV secolo il percorso fu ripreso sotto i Mongoli, e in quel periodo il veneziano Marco Polo lo utilizzò per recarsi in Cina come dal noto racconto in lingua franco-veneta del 1298 de IL MILIONE.

Alcune illustrazioni de Livre des merveilles du monde. I viaggi di Marco Polo, detto IL MILIONE

Resta opinione diffusa nei secoli che questo percorso attraverso le carovane terrestri fosse uno dei modi d'introduzione dei virus delle epidemie di Peste Nera che sconvolsero l'Europa nella metà del XIV secolo dove morirono quasi 20 milioni di persone desertifiando quasi il continente. Oggi ancora con la storia del Covid-19 si ripresenta il vecchio ricordo ma questa volta con altri percorsi, altre tecnologie moderne di diffusione, con la differenza che la Peste Nera uccise solo in Europa, questo virus invece ha provocato uno sterminio su tutto il pianeta. Ma questa è un'altra storia che è ancora tutta da scoprire e da scrivere per intero.

Parte della vecchia Via della Seta esiste ancora, sotto forma di un'autostrada oggi asfaltata che collega il Pakistan e la regione cinese autonoma uigura dello Xinjiang. E alla fine del racconto tutto questo progetto sarà un giorno una realtà o solo megalomanie di potenti o un semplice ma incredibile sogno da tenere ancora nel cassetto.

Il paesaggio di Tashkurgan, Kashgar ©Ratnakorn Piyasirisorost/Getty Images
La Karakoram Highway si inerpica sull’Himalaya e raggiunge il Pakistan ©Ratnakorn Piyasirisorost/Getty Images
Bruna Pisano©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA


11 settembre. La lunga notte dell'informazione

11SETTEMBRE. LA LUNGA NOTTE DELL'INFORMAZIONE A L'ESPRESSO.
Avevamo appena chiuso il numero de l'Espresso quel pomeriggio, in anticipo come sempre, ed era tutto andato bene. Avevo spento il Mac, quando pensai di fermarmi per fare un'ultima chiamata. La voce al telefono di mio padre mi sembrò più agitata del solito. Mi descrisse una cosa in diretta mentre guardava la televisione, una cosa strana che stava accadendo proprio in quel momento. Era un'immagine in diretta dagli Stati Uniti che faceva vedere un aereo che si infilava in un grattacielo. Pensai fosse una fiction e quasi lo presi in giro, ma lui con tono molto serio quello che aveva quando intendeva "metterti al posto tuo" disse serio, «Non sembra uno sceneggiato, sembra proprio una cosa vera e poi hanno interrotto i programmi ed è una diretta sul telegiornale. Guarda che sembra proprio una cosa molto grave».

LA CHIAMATA DI EMERGENZA. Lasciai perdere la telefonata e uscendo mi chiamò il grande capo, Franco Originario. Il freddo art director della sezione dei grafici de l'Espresso, che in genere personalmente non chiamava mai e mentre se ne stava dentro il suo ufficio-bunker di vetro a controllare il servizio faceva chiamare altri. Capii che era successo davvero qualcosa. Anche lui con voce grave mi disse di tornare "immediatamente" in redazione perché il giornale doveva essere rifatto da capo. Senza particolari aggiunse di non prendere altri impegni per le ore a seguire. Pochi metri in realtà, perché la sede storica dell'Espresso di allora era in una deliziosa palazzina del '900 in Via Po quartiere Trieste di Roma ed era molto vicina allo studio. Mi precipitai francamente con un po' di ansia e capii immediatamente che doveva essere successo qualcosa di assolutamente straordinario. 

IL GHOTA. C'erano proprio tutti in redazione. Il ghota del miglior giornalismo di quell'epoca, in quel lungo corridoio del primo piano, il direttore Giulio Anselmi, Antonio Padellaro, Giampaolo Pansa, Antonio Gambino, Eugenio Scalfari, Bruno Manfellotto, Roberto Fabiani, Dante Matelli, Enrico Pedemonte, Pinna, Zaffina, Damilano, Mucchetti, Rossetti, De Nicola, c'era persino l'Ingegnere De Benedetti e tutti gli inviati in collegamento da tutte le parti del mondo, e tutti in redazione dai fattorini ai vicedirettori al fotografico e alla segreteria si accalcavano, si agitavano e discutevano davanti ai televisori che stavano mandando in onda uno speciale collegamento da New York, quando il secondo aereo improvvisamente ripreso in diretta dalle telecamere si schiantò sul secondo grattacielo. Quello del World Trade Center. Mi venne in mente che conoscevo bene quel posto perché lo avevo visitato forse l'anno prima perché ero a New York ed ero andata a trovare una mia amica svedese che lavorava in un famoso studio di avvocati statunitensi proprio in un piano di quel bellissimo grattacielo.

Rifacemmo tutto il giornale dalla prima all'ultima pagina. Una edizione speciale, con una pressione e ansia inaudita, palpabile, con le notizie che arrivavano velocemente e si accalcavano una sull'altra, si parlava di altri aerei pronti a colpire di allarmi bomba continui, non si sapeva dove avrebbero ancora colpito e quella notte sembrava non dovesse finire mai.

Tutti lavorammo fino all'alba cercando di restare lucidi e sicuramente già consapevoli che quell'11 settembre sarebbe poi diventato un fatto clamoroso che avrebbe cambiato la storia sia dell'America e anche di buona parte del resto del mondo. Abbiamo dato il massimo tutti insieme e abbiamo sentito tutti l'importanza di fare un giornale all'altezza della gravità del momento. Ci siamo riusciti perché il nostro gruppo era veramente straordinario.

 

«Stanotte i taxi solo per voi della stampa, non gira un'anima a Roma» disse l'autista che mi riportava a casa col chiarore dell'alba. Non ero stanca avevo in corpo tanto di quel caffè e di quella adrenalina che avrei potuto lavorare ancora per 10 ore. Sapevo che dopo poche ore tutto si sarebbe ripetuto e sarei dovuta ritornare di nuovo in redazione a breve. «L'accompagno a casa, basta però che non è zona San Pietro, perché l'esercito ha bloccato il Vaticano... ah Signo' stanotte hanno portato in salvo il Papa in un posto segreto, dicono che faranno salta' pure er cupolone... sti infamoni!».


Ripensai per un attimo a mio padre che mi aveva dato la notizia in diretta e che era rimasto colpito da immagini così incredibili, ma soprattutto pensai a mia madre, che sicuramente avrebbe colto l'occasione di pronunciare per l'ennesima volta la frase che più la terrorizzava da sempre e cioè «Non sarà mica che adesso scoppia di nuovo la guerra!». Una sua grande paura che l'ha accompagnata nella vita, forse perché la guerra l'aveva vissuta in prima persona, e sapeva che prima o poi per la follia di chi sta nella stanza dei bottoni o in qualche caverna un conflitto sarebbe potuto di nuovo accadere.

Nella foto la copertina dello speciale di quel giorno. Le immagini sono dell'Ansa. BrunaPisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

I top 20 influencer 2021 più pagati d'Europa

I TOP 20 INFLUENCER PIÙ PAGATI D'EUROPA. Per sapere chi sono i Top 20 influencer che guadagnano di più nel postare su Instagram contenuti relativi a aziende e società basta andare a vedere i siti specializzati, in particolare Hopper, che ogni anno aggiorna la classifica. Nonostante l'Europa rappresenti solo il 7% degli influencer mondiali, le cifre sono notevoli e sono legate soprattutto alla visibilità e alla notorietà del personaggio calcolata in rapporto al numero di follower di ciascuno. L'Africa e l'Asia insieme rappresentano il 25% della lista con un +10% rispetto al 2020. La parte da padrone la fanno gli Stati Uniti e la Gran Bretagna con il 62% di quota "mercato".

 
Anche se la parte del leone la fanno gli influencer americani il Re in assoluto resta a livello mondiale il calciatore del Portogallo Cristiano Ronaldo in cima anche alla classifica mondiale con un guadagno a post su Instagram di 1,604,000 dollari.

INFOGRAFICA DELLA RICH LIST EUROPE 2021. Sono identificati 6 "settori di competenza" dei vari personaggi TRAVEL-FASHION-SPORT-INFLUENCER-BEAUTY-FITNESS e la classifica e la classifica è ordinata per guadagno a post pubblicato su Instagram con la posizione mondiale, la nazionalità e il numero di follower su Instagram. 

I SOCIAL DOMINATI DALLE DONNE. Il 56% della professione di influencer tra beauty, fitness, fashion in giro per il mondo sono donne.

Classifica "Chi guadagna di più sui social". Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
CHI SONO E COSA FANNO. CLASSIFICA PER IMPORTO PAGATO DALLE AZIENDE A POST SU INSTAGRAM

1) SPORT. Cristiano Ronaldo Portogallo. È ampiamente considerato come uno dei migliori giocatori di calcio di tutti i tempi, battendo più record e vincendo il Pallone d'Oro più volte. È una delle celebrità più seguite su Instagram e ha lavorato con un'ampia varietà di marchi attraverso il suo canale di social media. Gioca nella Juventus.

2) SPORT. Zlatan Ibrahimović Svezia. È un calciatore professionista svedese che gioca come attaccante per il club di Serie A del Milan e della nazionale svedese. Ibrahimović è ampiamente considerato come uno dei migliori attaccanti di tutti i tempi ed è uno dei calciatori attivi più decorati al mondo.

3) INFLUENCER. Felix Kjelberg Svezia. È una celebrità di YouTube il cui canale di commenti su commedie e videogiochi ha guadagnato oltre 110 milioni di abbonati. È stato votato più popolare Gaming Web Star ai Teen Choice Awards 2014. Nel 2016, è stato incluso nell'elenco di Time Magazine delle 100 persone più influenti del mondo.

4) FASHION. Chiara Ferragni Italia. È un'imprenditrice, designer, influencer e autrice italiana che ha collaborato con marchi di moda e bellezza attraverso il suo blog The Blonde Salad. Nel settembre 2017 è stata classificata al primo posto nella lista dei "Top Fashion Influencer" di Forbes.

5) INFLUENCER. Khaby Lame Italia. È un personaggio dei social media noto principalmente per le sue brevi scenette comiche su TikTok. Ha accumulato oltre 74 milioni di follower e oltre 1 miliardo di Mi piace sulla piattaforma, da quando ha iniziato a postare nel marzo 2020.

6) SPORT. Kevin De Bruyne Belgio. È un calciatore professionista che gioca come centrocampista per il club di Premier League Manchester City. Riconosciuto per le sue eccezionali capacità di passaggio, tiro e dribbling, è ampiamente considerato uno dei migliori giocatori al mondo e il miglior centrocampista del mondo.

7) FASHION. Gianluca Vacchi Italia. È un imprenditore, finanziere e presidente della SEA Societa Europea Autocaravan. È stato soprannominato "The Coolest Man su Instagram" documentando il suo stile di vita lussuoso e viaggiando tra i suoi 20 milioni di follower.

8) FASHION. Frederico Lucia, conosciuto professionalmente come Fedez Italia. È un rapper e cantante italiano. Nel 2013 ha vinto un MTV Award italiano nella categoria InstaVIP Award. Ha sposato la fashion designer Chiara Ferragni nel settembre 2017.

9) BEAUTY. Nikkie de Jager Olanda, meglio conosciuta con il nome del suo canale YouTube NikkieTutorials. È una truccatrice e blogger di bellezza. Ha guadagnato popolarità online nel 2015 dopo che il suo video di YouTube "The Power of Makeup" è diventato popolare e ha ispirato molti altri video di persone che mostrano i loro volti con e senza trucco.

10) TRAVEL. Murad Osmann Russia. È un fotografo con sede a Mosca. La sua serie "Follow Me To", realizzata con sua moglie Natalia Zakharova, è diventata virale nel 2012 e da allora la coppia è stata nominata come top influencer di viaggio.

11) FASHION. Mariano Di Vaio Italia. È un blogger, stilista e attore. È stato ambasciatore del marchio per Hugo Boss, Dolce & Gabbana e Calvin Klein. Il suo primo libro pubblicato è My Dream Job. Ha lanciato la sua linea di gioielli, una collezione di scarpe e una collezione di occhiali.

12) FITNESS. Anna Nystrom Svezia. È una modella di fitness e immagini di Internet di Stoccolma. Nel 2018, il suo sogno di creare il proprio marchio si è realizzato quando ha lanciato la sua azienda, Ryvelle, che progetta e produce abbigliamento sportivo.

13) BEAUTY. Bianca Classen Germania. Meglio conosciuta con il nome del suo canale YouTube BibisBeautyPalace. È una YouTuber di moda e bellezza. A luglio 2021, ha oltre 5,9 milioni di abbonati su YouTube.

14) FASHION. Giulia De Lellis Italia. È una personalità televisiva, modella e fenomeno Instagram che solo su Instagram conta quasi 5 milioni di follower. È forse meglio conosciuta per i suoi contenuti di moda eleganti e ha lavorato con una varietà di marchi italiani.

15) TRAVEL. Alex Strohl Francia. È un fotografo e autore, noto soprattutto per i suoi paesaggi e la fotografia all'aperto. Nel 2018, XXLPIX lo ha classificato al 12° posto nella lista dei "TOP100 photographers on the web".

16) FITNESS. Lazar Angelov Bulgaria. È un bodybuilder e personal trainer, che ha iniziato a gareggiare nel 2006, non portando mai a casa meno del bronzo in gara. Ha una base di fan dedicata su YouTube, dove pubblica video di formazione per oltre 650.000 abbonati.

17) INFLUENCER. Leonie Hanne Germania. È una fashion influencer, modella e lifestyle blogger. Ha collaborato con marchi tra cui Tommy Hilfiger, Dior, Cartier, BVLGARI e Tory Burch, oltre a essere protagonista di campagne globali per artisti del calibro di Louis Vuitton.

18) TRAVEL. Hannes Becker Germania. È un fotografo che concentra il suo lavoro sulla vita all'aria aperta, sui viaggi e sui paesaggi. Ha più di 1,5 milioni di follower su Instagram e ha lavorato con marchi come SanDisk, Sony e Canon.

19) FASHION. Caroline Daur Germania. È una fashion blogger e modella. Ha iniziato a bloggare di moda nel 2014, lanciando CaroDaur.com. Attraverso il suo blog, ha collaborato con aziende come Adidas, Dolce & Gabbana, Fendi o Valentino.

20) FASHION. Xenia Tchoumi Russia. È una modella, attrice, blogger, autrice e imprenditrice russo-svizzera. Durante la sua carriera ha lavorato con marchi come Chopard, L'Oreal, Moet & Chandon, Bulgari, American Express, Tom Ford e Samsung. 

Fonte dati Rich List Europe 2021. Hopper. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

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