INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

Lo stato della corruzione nel mondo durante il Covid

Questa classifica annuale di Transparency International, l'organizzazione che misura attraverso le opinioni di esperti e dirigenti di aziende il livello di percezione della corruzione nel governo, nel pubblico impiego, negli affari e nella vita quotidiana, si riferisce ad un anno particolarmente difficile per il mondo intero quello della pandemia.

I parametri messi in campo per questa lista sono vari, vanno dalla corruzione dei governi allo scambio di denaro fino all'inadeguatezza di leggi e norme che regolano i vari rapporti. Il tema è quindi soprattutto l'attenzione ai governi e agli strumenti messi in campo per la lotta e il contrasto al fenomeno corruzione che è sicuramente mondiale. I risultati di quest'anno mostrano che i paesi con libertà civili e politiche ben protette generalmente controllano meglio la corruzione, perché le libertà fondamentali di associazione e di espressione sono cruciali nella lotta per un mondo meno schiavo dalla corruzione.

L'infografica che segue mette insieme i dati relativi al Corruption Perceptions Index (CPI) 2021 su 180 paesi e individua il fenomeno nei vari continenti facendo una media tra i dati migliori con i peggiori di ogni area con la classifica dei peggiori e dei migliori.

La Mappa della Corruzione. ©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA
In due anni di devastante pandemia di COVID-19, l'indice rivela che i livelli di corruzione sono rimasti stagnanti in tutto il mondo. Nonostante gli impegni sulla carta, 131 paesi non hanno compiuto progressi significativi contro la corruzione nell'ultimo decennio mentre nel frattempo resta grave la situazione dei diritti umani e della democrazia in quasi tutto il mondo.

SOMMARIO. Più di due terzi dei paesi, il 68% ha un punteggio inferiore a 50/100 e il punteggio medio globale rimane intorno a 43/100. In 10 anni di rilevamenti sono solo 25 i paesi che hanno migliorato significativamente i propri punteggi e nello stesso periodo 23 paesi sono precipitati in classifica. Tra l'altro molti di questi paesi ad alto punteggio di corruzione rimangono un rifugio sicuro per personaggi compromessi provenienti dall'estero.

La corruzione mondiale è stabile o peggiorata nell'86% negli ultimi 10 anni
I MIGLIORI. Come stanno le cose in Europa. Con un punteggio medio di 66/100, l'Europa occidentale e l'UE sono ancora in cima l'indice, ma i progressi negli ultimi anni sono stati deboli. La pandemia ha però minacciato la trasparenza e la responsabilità in tutta l'area, senza lasciare nessun paese immune e dando segnali preoccupanti di retrocessione anche tra i migliori. Anche quest'anno si distinguono in particolare i Paesi Nordici. I primi paesi più virtuosi sono Danimarca, Finlandia e poi Nuova Zelanda, ciascuno con un punteggio di 88/100. Norvegia, Singapore, Svezia con 85/100 Svizzera 84/100, Paesi Bassi 82/100, Lussemburgo 81/100 e Germania che chiude la top ten dei migliori con 80/100. Alcuni problemi storici di corruzione contribuiscono a relegare l'Italia in posizione inferiore alla media europea con 56/100 perdendo tre posizioni nella lista rispetto al 2020.
L'Italia ha perso 3 posizioni nella classifica ed è sotto la media europea
I PEGGIORI. Molto male l'Africa Sub-sahariana. Con un punteggio medio di 33/100, l'Africa Sub-sahariana non mostra miglioramenti significativi rispetto agli anni precedenti. I guadagni ottenuti dai migliori punteggi sono oscurati dalla scarsa performance complessiva dell'area: 44 paesi su 49 ottengono ancora un punteggio inferiore a 50/100. Ciò rafforza l'urgente necessità per i governi africani di attuare gli impegni di anticorruzione esistenti se vogliono alleggerire l'effetto devastante della corruzione su milioni di cittadini che vivono in condizioni di estrema povertà. In fondo all'indice ci sono Sud Sudan 11/100 e Somalia 13/100. Poi la Siria con 13/100. I paesi in conflitto armato o autoritarismo tendono a ottenere i punteggi più bassi, inclusi Venezuela 14/100, Yemen 16/100, Corea del Nord 16/100 , Afghanistan 16/100, Libia 17/100, Guinea Equatoriale 17/100 e Turkmenistan 19/100. 

NELLE AMERICHE. Senza alcun progresso su un punteggio medio di 43/100 per il terzo anno consecutivo, anche gli high performer nelle Americhe stanno mostrando segni di difficoltà. Mentre i punteggi peggiori nell'area appartengono a paesi non democratici, il peggiore il Venezuela, molti dei quali stanno anche affrontando crisi umanitarie, così accade che le principali democrazie consolidate sono rimaste ferme o sono cadute al di sotto del CPI. Il buon punteggio degli Stati Uniti 67/100 resta invariato rispetto all'anno precedente.

Molti paesi con alti punteggi di corruzione ospitano personaggi compromessi
ASIA PACIFICO. Mentre la regione dell'Asia del Pacifico ha fatto grandi passi avanti nel controllo della piccola corruzione nell'ultimo decennio, il fallimento nell'affrontare la grande corruzione ha mantenuto il punteggio medio fermo a 45/100 per il terzo anno consecutivo. Alcuni paesi con punteggi più alti sono scesi nell'indice, in mezzo all'erosione delle stesse libertà che un tempo facilitavano i movimenti di massa di successo contro la corruzione nell'area. Perde 3 posizioni la Cina da 42/100 a 45/100 e l'India resta stabile a 40/100.
ASIA CENTRALE. Con un punteggio medio di appena 36/100, l'Europa orientale e l'Asia centrale sono ancora la seconda regione con il rendimento più basso del CPI. In Asia centrale, i governi hanno usato il COVID-19 come scusa per introdurre restrizioni ai diritti e alla responsabilità, mentre i governi populisti dell'Europa orientale hanno severamente represso le libertà di espressione e di riunione necessarie per denunciare la corruzione. Scende di classifica l'Ucraina e va a 32/100 mentre la Russia cala di due punti e va a 29/100.
MEDIO ORIENTE. Con un punteggio medio di 39/100 per il quarto anno consecutivo, la regione del Medio Oriente e del Nord Africa fatica a raggiungere risultati tangibili nella lotta alla corruzione. La cattiva condotta politica sistemica e gli interessi privati che hanno preso il sopravvento sul bene comune hanno permesso alla regione – già compromessa da vari conflitti – di essere devastata dalla corruzione e dalle violazioni dei diritti umani durante la pandemia di COVID-19. Col conflitto e la crisi umanitaria la Siria precipita al penultimo posto con 13/100 e lo Yemen con le guerre in corso al fondo dell'indice con 16/100.
In conclusione nel complesso il Corruption Perceptions Index 2021 mostra che il controllo della corruzione rimane stabile o addirittura peggiorato nell'86% dei paesi nell'ultimo decennio. È evidente ormai che i livelli più elevati di corruzione sono fortemente associati a violazioni delle libertà civili e che esistono certamente dei valori anomali, ma nella maggior parte dei casi la relazione è causale in entrambe le direzioni: più corruzione in un paese può portare a restrizioni sulle libertà civili, mentre avere meno libertà civili rende molto più difficile e complicato combattere il fenomeno della corruzione.



Fonte: Transparency International; Corruption Perceptions Index 2021©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

 

La mappa europea delle pipeline del gas naturale

La rete delle pipeline che porta il gas naturale in tutta l'Europa è una incredibile ragnatela che passa e serve tutti i paesi dell'Unione Europea.

Il gas naturale è una fonte di energia conosciuta da sempre e da sempre si è cercato di trasportarlo per poterlo usare per produrre calore ed energia elettrica. Negli anni sessanta si cominciò a  scoprire alcuni giacimenti e si decise di utilizzarlo non solo per uso domestico ma anche per favorire la crescita dell'economia continentale. Così anche nei Paesi europei si iniziò a costruire i primi gasdotti che, unendosi poi a quelli dell'Unione Sovietica, cominciarono a far defluire il gas e a portarlo nelle case e nelle fabbriche. Dopo gli shock petroliferi degli anni settanta e le conseguenze sulla vita sociale e sull'economia, ci fu una corsa alla costruzione di nuove vie per il trasporto di questo prezioso combustibile il più semplice in natura che si forma nel sottosuolo ed è composto per oltre il 90% da metano, un idrocarburo incolore e inodore e viene estratto attraverso della trivellazioni.

L'infografica che rappresenta lo scenario di questa ragnatela

Le tubazioni sono l'infrastruttura principale per la distribuzione del gas dalla fonte fino all'utilizzo finale. Ho realizzato questa infografica con lo scenario della rete di pipeline, sia quelle costruite in superficie che quelle sommerse e anche quelle in progetto ma sospese per tensioni geopolitiche. Quattro le fonti principali di approvvigionamento dell'Unione Europea: dai giacimenti della Penisola dello Yamal in Russia, dal giacimento del Mar Caspio dell'Azerbaijan, dal gas naturale estratto in pieno deserto in Algeria a Hassi R'Mel e infine dal giacimento Ormen Lange della Norvegia, chiamato come la nave vichinga del Re Olaf Tryggvason.

Infografica La rete dei gasdotti in Europa ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

I big mondiali della produzione 

I maggiori produttori di gas naturale al mondo attualmente sono gli Stati Uniti (766.200 milioni di metri cubi all'anno), segue la Russia (635.500 milioni) poi l'Iran, il Quatar, il Canada, la Cina e infine la Ue.  Tutti i paesi europei compresa l'Italia, sono costretti a importarlo per coprire i fabbisogni nazionali. La maggior parte delle infrastrutture sono di proprietà della russa Gazprom (103.212 km), seguita dalla canadese Tc Energy (99.440 km), e dall'americana Kinder Morgan (82.075 km). I Paesi al mondo con la più sviluppata rete di tubi per il trasporto di gas sono gli Stati Uniti (333.366 km), la Russia (92.831 km), il Canada (84.682 km) e la Cina (76.363 km).

Prima fonte di estrazione Penisola di Yamal, RUSSIA

YAMAL-EUROPE PIPELINE. È una delle più lunghe pipeline del continente e porta il gas dalla Russia all'Europa, si estende per 4.107 km e ha una capacità di 33 miliardi di metri cubi all'anno. Costruita in epoca sovietica sfrutta il giacimento della Penisola di Yamal e traversando la Russia arriva in Germania passando per la Bielorussia e la Polonia e in Austria attraverso Ucraina.

Giacimento russo Yamal Peninsula©gazprom

BROTHERHOOD TRANS-SIBERIAN PIPELINE. Brotherhood che significa "fratellanza", è un gasdotto di epoca sovietica che trasporta 33 miliardi di metri cubi all'anno in Europa. Attinge dal giacimento della Penisola di Yamal traversa la Russia e passa per l'Ucraina che guadagna a sua volta sulle commissioni di transito sul gas venduto in Europa e trattiene la parte del gas necessario alle esigenze del paese.

SOYUZ. Porta il gas russo in Ucraina e verso l'Austria quindi in Italia da Tarvisio, con circa 26 miliardi di metri cubi all'anno estratti dai giacimenti del Kazakistan.

NORD STREAM 1 e 2. Sono 2 pipeline parallele sottomarine lunghe 1.222 km che portano gas direttamente dalla Russia ai porti della Germania senza traversare nessun paese. Raddoppiando il percorso, i due gasdotti forniscono una volta attivati 55 miliardi di metri cubi ciascuno. Attualmente Nord Stream 2, che sarebbe dovuto entrare in attività a marzo del 2022, è stato "congelato" dalla Germania dal Cancelliere Scholz dando il via alla crisi tra Biden, che teme attraverso questa struttura una dipendenza eccessiva dalla Russia, e Putin che ha provocato l'attacco all'Ucraina.

Pipeline Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania

BLUE STREAM. Trasporta gas attraverso il Mar Nero dalla Russia alla Turchia iniziato nel 1997 opera lunga 1.213 km, di cui 373 in Russia, 396 offshore e 440 in Turchia, all'inaugurazione partecipò Berlusconi, Erdogan e Putin. Ha una portata di 16 miliardi di metri cubi all'anno.

TURK STREAM. Il gasdotto è stato inaugurato a Istanbul con Erdogan e Vladimir Putin, rappresenta un successo geopolitico per la Russia ed uno economico per la Turchia. Costituito da due condotte parallele, parte dalla stazione russa di Russkaya, vicino ad Anapa, attraversa il Mar Nero (230 km in acque russe e 700 in acque turche) e arriva fino Kıyıköy, a nord-ovest di Istanbul. Da qui la prima linea continua e prosegue fino a Ipsala, al confine tra Turchia e Grecia. La seconda linea va da Kıyıköy a Malkoçlar, al confine tra Turchia e Bulgaria, e qui si allaccia al sistema già esistente di gasdotti trans-balcanici. La linea ha una capacità di 31,5 miliardi metri cubi all'anno di gas naturale. Le tubature a 2 mila metri di profondità sono state realizzate da aziende russe, tedesche e giapponesi.

Posa pipeline TurkStream ©turkStream
Inaugurazione gasdotto TurkStream con Putin Erdogan a Istanbul

Seconda fonte di estrazione Mar Caspio, AZERBAIJAN

TANAP Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline. Dall'area di estrazione nel Mar Caspio, Shah, la pipeline attraversa tutta la Turchia ed è formato dal Gasdotto sud-caucasico tra Azerbaijan e Georgia arriva in Grecia e in Albania fino in Italia. Inaugurato nel 2018 dai vari presidenti degli stati coinvolti, è stato denominato "la via della seta energetica". Attraversa 20 province turche portando 16 miliardi di metri cubi e unito al TAP la Trans-Adriatic Pipeline porta gas naturale azero in Italia per 10 miliardi di metri cubi all'anno estendibili a 20 miliardi.

TAP Trans-Adriatico. La pipeline che dalla frontiera greco-turca attraversa la Grecia e l'Albania e arriva in Italia in provincia di Lecce a Melendugno. Operativo dopo varie vicissitudini anche di tipo politico, da gennaio 2022 eroga 8 miliardi di metri cubi con un massimo di 10 miliardi nell'estate 2022. Parte da Kipoi in Grecia vicino alla Turchia ed è di 870 km molti dei quali in grecia, 104 offshore nel mar adriatico e 8 km in Italia. A regime trasporterà 10 miiardi di metri cubi di gas all'anno pari al fabbisgno di 7 milioni di famiglie. Con l'aggiunta di una terza stazione di compressione il gasdotto sarà in grado di raddoppiare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi/anno.

Posa in opera pipeline TAP

POSEIDON (da realizzare). L'infrastruttura progettata per far arrivare il gas nel Mediterraneo orientale, nelle acque tra Cipro e Israele. Da Otranto dovrebbe ricollegarsi a Melendugno al 20 km diove è già operativo il Tap. Il termine per l'avvio dei lavori è stato prorogato dal ministro Cingolani all'ottobre 2023. La Puglia potrebbe diventare snodo essenziale e il gas potrebbe essere utilizzato per la produzione dell'acciaio di Taranto.

Terza fonte di estrazione nel deserto, ALGERIA

TRANSMED TransMediterraneo. Noto come il Gasdotto Enrico Mattei collega l'Algeria e l'Italia attraverso la Tunisia. La parte sommersa è a 600 m di profondità e in totale l'intero gasdotto è lungo 2.475 km. In Algeria (GEM) si collega ai pozzi di Hassi R'mel in pieno deserto fino al confine con la Tunisia nella stazione di Oued Safsaf. In Tunisia (TTPC) arriva alla stazione di compressione di Capo Bon sul Mar Mediterraneo. Il tratto sommerso nello Stretto di Sicilia collega le due coste (TMPC). In Italia si unisce direttamente alla rete di trasporto Snam Rete Gas. Porta 30,2 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

Giacimenti di pozzi di Hassi R'mel nel deserto in Algeria

GREEN STREAM. Collega in 520 km la Libia all'Italia e arriva a Gela in Sicilia, dal 2004 estrae il gas dai giacimenti di Bahr Essalam (Offshore) e Wafa nel deserto libico al confine con l'Algeria. Porta 8 miliardi di metri cubi all'anno e 2 miliardi vengono destinati ai mercati locali e non esportati.

MAGHREB-EUROPE (MEG). Chiamato anche Pedro Duran Farell e MEDGAZ. Maghreb-Europe Gas Pipeline (MEG) trasporta 10 miliardi di metri cubi all'anno in 1.400 km di tubi dall'Algeria alla Spagna e Portogallo attraverso il Marocco. Un problema politico tra Algeria e Marocco hanno portato ad una crisi di rapporti commerciali tra i due paesi da portare nel 2021 ad interrompere il flusso verso l'Europa anche per il MedGaz.

Condotte Rhoud Ennous-Hassi R'Mel in Algeria

TRANS-SAHARIANO Trans-Saharian Gas-Pipeline, TSGP (da costruire). Trovati gli accordi tra Algeria, Niger e Nigeria per la posa della pipeline Trans-Saharian che collegherà i giacimenti di gas della Nigeria (da Wari sul fiume Niger) fino al confine algerino, per collegarsi alla rete dell'Algeria e vendere in Europa il gas estratto. Il gasdotto sarebbe lungo 4.128 km di cui 1.037 in Nigeria, 841 in Niger e 2.310 in Algeria.

Quarta fonte di estrazione, NORVEGIA

LANGELED PIPELINE. Il gasdotto sottomarino lungo 1.166 km parte da un terminale onshore di Nyahamna in Norvegia e arriva a Easington in Inghilterra, attinge in un campo chiamato Ormen Lange di 24 bocche di pozzi sottomarini sul fondo dell'Oceano Atlantico e del Mare del Nord in quattro aree collegate. Il campo fu scoperto nel 1997 ed è lungo 40 km e largo 8 km ed è ad una profondità variabile tra 800 e 1.100 metri. Il giacimento ha preso il nome di una famosa nave vichinga di Olaf Tryggvason il re della Norvegia del X secolo.

TROLL E OSEBERG. Sono dei campi offshore di riserve di gas stimate di 347 miliardi di metri cubi di capacità estrattiva per ognuno, la Norvegia ha esportato circa 106 metri cubi di gas naturale in Europa attraverso il gasdotto collegato e ci sarà un aumento di altri 2 miliardi di metri cubi che rappresentano il 2% delle esportazioni annuali totali del gas norvegese.

Ormen Lange Platform nel mare norvegese
Ormen Lange Platform Sleipner


The Post Internazionale. Sul magazine in edicola e sulla App, l'infografìca sulla "Rete dei gasdotti in Europa" nel dossier dedicato all'Ucraina con approfondimenti, foto e reportage dai luoghi della guerra. L'importanza della dislocazione e del posizionamento delle pipeline che trasportano il gas per comprendere meglio le dinamiche anche economiche che hanno portato allo scontro riportando di fatto un conflitto in Europa dopo 80 anni di pace. Il magazine ogni settimana con inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani. 

https://www.tpi.it/cronaca/settimanale-the-post-internazionale-quattordicesimo-numero-2022-

 

Impaginato magazine The Post Internazionale 8-14 aprile 2022 Anno II/14
Bruna Pisano. ©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Intelligenza Artificiale dalla fantascienza alla realtà

Tanti grandi scrittori e sceneggiatori di film hanno descritto e raccontato negli ultimi decenni l'Intelligenza Artificiale IA oppure AI Artificial Intelligence, cioè la capacità di dare ad una macchina il ragionamento, l'apprendimento, il potere decisionale e addirittura la creatività. Insomma creare una macchina con capacità umane che poi però, in uno modo o nell'altro nella narrazione, questa creatura causa sempre uno sviluppo tecnologico incontrollato, imprevedibile e terribile. Un filone quello della IA molto sfruttato e immaginato in un futuro lontano e fantascientifico ma che in realtà, a vedere bene già oggi nel nuovo millennio, esiste in molte situazioni della nostra vita quotidiana, alla fine ci siamo già dentro in questo futuro.

Alcune odierne applicazioni di queste meraviglie tecnologiche le ho descritte in questa infografica e sono: Sistemi di raccomandazione, Analisi predittiva, Internet of Things, Elaborazione del linguaggio naturale, Veicoli a guida autonoma, Robot autonomi, Visione artificiale, Assistente virtuale.

Le Macchine Intelligenti. ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA
La sfida degli scienziati. Alcune intelligenze artificiali esistono da tempo, già nel 1998 la Nasa impiegò un programma in grado di gestire una serie di attività relative ai viaggi spaziali, ma con l'avvento del 2000 e con il deflagrare della ricerca legata alla tecnologia, in particolare ai progressi dei computer e allo sviluppo degli algoritmi, sono stati fatti passi incredibili anche superiori alla mente fervida degli scrittori di fantascienza. La vera sfida che attanaglia gli scienziati è la ricerca di un equilibrio tra i processi di ragionamento interno e quelli di comportamento esterno "intelligente" che abbia non solo il più possibile una somiglianza con quello degli umani ma anche la capacità di elaborare un linguaggio naturale e fornire ai sistemi intelligenti la possibilità di leggere e capire il linguaggio utilizzato dall'uomo.

L'intelligenza artificiale è già intorno a noi. Oggi alcune auto sono dotate di un sistema di guida senza conducente, nella vita quotidiana si pensi ai termostati per il riscaldamento e all’aria condizionata in grado di anticipare il cambio di temperatura gestire le necessità e di interagire con altri dispositivi. L'IA è essenziale anche in tutte quelle le applicazioni che richiedano la ricerca di informazioni, la risposta a domande, la traduzione, l'analisi di testi, l'impiego nella medicina. Poi c'è la robotica la disciplina che è un tutt'uno con questa intelligenza e anche il robot stesso, è già di per sé un sistema intelligente, per le capacità di locomozione nello spazio, spostamento, manipolazione e pianificazione dei movimenti.

Il Robot in azione. Everyday Robot, Alphabet X

iHuman-L'intelligence artificielle et nous del 2019 del norvegese  Tonje Hessen Schei

I pericoli e la supremazia della macchina. Resta un tema importante che abbiamo potuto vedere in molti film di fantascienza e cioè una certa paura della "supremazia" della macchina sull'uomo che ha anche una sua ragione d'essere, un problema anche etico che esiste nel ragionamento degli scienziati ed esperti del settore ed è molto dibattuto nel mondo accademico. Nelle opere di fantascienza il tema ricorrente è presentato sotto forma di un computer o un robot che si "ribella" ai propri creatori. Questo antagonismo descritto nella fantasia degli scrittori ha radici anche nella realtà, tanto che si è sentito il bisogno di scrivere delle regole e dei "Principi" che sono dei vademecum una specie di regole comportamentali.

A.I. di Steven Spielberg

I Robot del 2004 da un racconto di Asimov di Alex Proyas
Il Codice di comportamento. Il documento dei 23 Princìpi di Asilomar fu firmato nel 2017 da migliaia di esperti del settore, tra cui Stephen Hawking, ma anche filosofi e giuristi e rappresenta un Codice di comportamento o linee guida per meglio affrontare le problematiche etiche e sociali dell'uso della IA. L'Unione Europea ha in seguito elaborato un Codice Etico per le Aziende i ricercatori e la comunità per affrontare l'argomento con una stesura dei Diritti inderogabili che vanno dal rispetto per l’autonomia dell’uomo alla prevenzione del danno fino all'equità e la correttezza. 

Rispetto per la dignità dell’uomo

Libertà dell’individuo

Rispetto per la democrazia e per la giustizia

Eguaglianza e non discriminazione

Diritti dei cittadini

Ex Machina la storia di Ava del 2015 di Alex Garland
La convivenza col mondo dei Robot. Quindi i racconti degli scrittori e dei registi di film di fantascienza che generalmente hanno immaginato storie di presa di consapevolezza e di ribellioni delle macchine, hanno un certo fondamento al di là della probabile esigenza narrativa di avere un “antagonista” all'uomo. E se esiste veramente il pericolo di uno sviluppo incontrollato e schiavo della IA questo dipende sì dagli scienziati e dal loro codice etico, dalle scelte politiche e industriali, dalla società in generale, ma essenzialmente dipende da noi, dalla capacità dell'uomo di usare questo straordinario strumento nel miglior modo possibile e non rischiare di fare la fine di qualche protagonista dei film di fantascienza che tanto adoriamo e che da decenni ci disegnano il nostro ipotetico futuro.
Blade Runner tratto dal libro di Philip K. Dick 1968
Infografica su Aggiornamenti Sociali-Dossier ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

La caccia alle Terre Rare per la rivoluzione Green Deal

Il Green Deal o Patto Verde è una nuova strategia di crescita dell'UE con la finalità di creare un percorso di trasformazione dell'Europa in una società a impatto climatico zero. "L'UE si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Per realizzare questo obiettivo sarà necessaria una trasformazione della società e dell'economia dell'Europa, che dovrà essere efficiente in termini di costi, giusta e socialmente equilibrata", così la definizione della Comunità europea.

IL FUTURO LEGATO ALLE TERRE RARE. Le Materie Prime e quelle chiamate "Critiche" sono al centro di questo processo di "nuova rivoluzione industriale". Una trasformazione voluta e resa necessaria per cercare di inquinare meno il nostro pianeta attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie. Apparentemente questo Green Deal sembra un percorso facile, in realtà nasconde tante difficoltà forse insormontabili. Alcune di queste incognite sono di tipo politico, finanziario, sociale ed etico oltre a rischi economici, che potrebbero mettere in difficoltà questo processo e non centrare l'obiettivo prefissato al 2050. Anche perché questo progetto sarà recepito principalmente dall'Europa e lo si è visto a Glasgow alla Conferenza COP26. E questo è uno dei problemi principali.

L'INFOGRAFICA. L'argomento è molto vasto e difficile da semplificare, ma per aiutare la comprensione ho realizzato questa infografica sulle Materie Prime Critiche analizzando dati da report del 2020 dell'Università di Birmingham e della Comunità Europea. Ho messo in evidenza un planisfero che illustra tutti i maggiori paesi produttori e trasformatori con le % di materie prime prodotte; 4 sottogruppi di metalli più ricercati al mondo; la timeline che parte dall'uso di certi materiali dal 1900 e arriva al nuovo millennio e la dipendenza UE a volte del 100% da alcuni paesi grandi produttori.

UN PIANETA DI MATERIE PRIME CRITICHE ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA
LE RAGIONI DELLA CRITICITÀ. Vengono definiti Materiali Critici per molte ragioni che vanno dalla quantità richiesta alla trattativa sul costo per l'acquisto o al tasso di consumo, dalle sfide associate alla lavorazione ai bassi tassi di riciclaggio, dalla facilità di sostituzione alla concentrazione geografica e a quella di accesso alla fonte del materiale. Le batterie e la struttura degli smartphone, dei computer, delle auto elettriche, degli impianti di energia solare o eolica possono funzionare solo con una particolare quantità e qualità di minerali che vengono estratti in luoghi del pianeta molto ricchi di materie prime attraverso le miniere. Queste sono spesso delle voragini scavate nelle viscere della terra o in superficie in zone specifiche come laghi o fiumi,  le cui rocce raccolte subiscono una serie di lavorazioni e trasformazioni industriali che le rendono uniche nel loro genere e assolutamente insostituibili.

La miniera di rame di PHALABORWA in Sudafrica. Il progetto di espansione include lo scavo di 400 metri della fossa che prolungherà la vita della miniera di 15 anni.
I METALLI PIÙ RICERCATI AL MONDO. Quattro sono i sottogruppi di Materiali Critici più ricercati al mondo: le Terre Rare, critiche per il loro reperimento in nazioni problematiche o instabili politicamente, il Gruppo del Platino per la scarsità della presenza del metallo sulla crosta terrestre, i Materiali per le batterie elettriche come il Cobalto, scavato nelle miniere del sud del mondo e difficile da reperire perché sottogruppo estrattivo di altri metalli e quindi soggetto strettamente alle limitazioni legate alla domanda specifica. Infine i preziosi materiali per la costruzione di prodotti aerospaziali e la nuova corsa di molti gruppi a viaggi in orbita in stazioni spaziali, luoghi in futuro di turismo spaziale ma oggi stazioni di studio e di esperimenti scientifici in assenza di gravità.
AZIENDE CINESI CHE INQUINANO PIÙ DI INTERI PAESI. Tra i principali paesi produttori e distributori la Cina fa la parte del leone, perché nel tempo ha saputo investire strategicamente, non solo nelle risorse minerarie scavando nuove miniere, ma anche nella trasformazione e produzione per convertire questi materiali in prodotti finali. È anche noto che la Cina è il più grande inquinatore della Terra, considerata così anche perché queste emissioni vengono da imprese statali nei settori dell'energia, dell'acciaio, del cemento, della raffinazione del petrolio e di altri importanti settori con un inquinamento da CO2 uguale a quello di intere nazioni. Secondo uno studio di Rhodium Group le aziende cinesi hanno inquinato nel 2019 addirittura più di tutte le nazioni sviluppate messe insieme. Alcuni esempi: la Cina Baowu, il principale produttore di acciaio al mondo, ha immesso nel 2020 più CO2 del Pakistan; il gigante petrolifero statale Sinopec Group, in una delle sue affiliate, la China Petroleum & Chemical, ha contribuito al riscaldamento globale più del Canada; Shagang Group, che si occupa di energia termica, immette gas serra nell’aria come le città di Chicago e Nuova Delhi messe insieme; la China Faw Gruppo Corp ha emissioni nocive simili a quelle dell’intero stato Usa del New Jersey e maggiori di quelle di tutto il Bangladesh anche la Cina Huaneng Power International,  inquina come l’intero Regno Unito, o la Alluminium Corp of China che, da sola, fa registrare le stesse emissioni inquinanti di 13,3 milioni di auto in moto per un anno.
La miniera di Tahipur in Bangladesh. Unsplash
DAL NOVECENTO AL NUOVO MILLENNIO. Messi in fila il numero di metalli utilizzati per la vita della società della metà del '900 in confronto all'enorme quantità di quelle usate per costruire e far funzionare soprattutto le batterie elettriche che alimentano la tecnologia fa spavento. Infatti queste Materie Prime Critiche sono determinanti per il funzionamento di una gamma infinita di moderni ecosistemi industriali. Per esempio il gallio e l'indio nella tecnologia Led delle lampade, i semiconduttori hanno bisogno di silicio metallico e altri metalli del Gruppo del Platino. Per non parlare dello smartphone che per costruirne uno si devono scavare 30kg di roccia, nello specifico oltre agli 11g di ferro e 95 di plastica, contiene in media 250mg di argento, 24mg di oro, 9mg di palladio, 9g di rame e 3,5g cobalto, 70/80grammi di materiali più o meno preziosi, il tungsteno e almeno 1g di terre rare. 
La raccolta delle pietre provoca impatti devastanti sui fiumi in Bangladesh come nei fiumi Piain, Dawki e Bolaganj e all'interno del fiume Dhala
Miniere di materiali del Congo. In basso la miniera Super Pit gold mine, di estrazione dell'oro di Kalgoorlie nel Western Australia

UNA DIPENDENZA DEL 100% DALLA PRODUZIONE DI MOLTI PAESI. L'approvvigionamento di molte materie è altamente concentrato in alcuni blocchi di paesi. Per esempio la Cina fornisce all UE il 98% delle terre rare (REE), la Turchia fornisce il 98% del borato e il Sudafrica il 71% del fabbisogno di platino con una % persino maggiore di metalli del gruppo del platino come iridio, rodio e rutenio. L'UE si avvale inoltre di singole imprese locali per la sua fornitura di afnio e stronzio. Il piano d'azione della UE per queste materie è stilato in una lista rispettivamente di 30 materiali e 137 prodotti che sono essenziali per la nostra industria e la nostra società e da cui l'Unione risulta fortemente dipendente in molti casi al 100%. Una situazione complicata. Il rischio reale è di passare da una dipendenza strutturale della UE a taluni combustibili fossili come il carbone o il petrolio per cadere nella trappola della totale dipendenza da specifici metalli scavati ai quattro angoli del pianeta, in paesi spesso "difficili" in genere in miniere situate in aree del mondo a rischio politico o economico, creando problemi di approvvigionamento sicuro a prezzi adeguati e stabili e non suscettibili di variazioni come sta accadendo nel continente europeo con il costo dell'energia alle stelle.
Il processo di preparazione del Litio materiale strategico per le batterie. Photo Ivan Alvarado/Reuters. Salar De Atacama Rockwood Litio in Cile.

NO MATERIA PRIMA NO RIVOLUZIONE. Esiste anche un'altra trappola, quella della giustizia sociale e della scelta europea di garantire che le miniere siano "sostenibili" nei paesi produttori. Evitare che questo passaggio industriale previsto per il 2050 sia sulle spalle delle nazioni povere, dove vengono operate politiche di sfruttamento della forze lavoro. Evitare anche la distruzione o la desertificazione di intere porzioni di territori, alla ricerca spasmodica di nuove fonti di metalli per rispondere una domanda in continua crescita. Insomma una strada molto in salita, fatta di investimenti in ricerca e sviluppo, nel recupero di materiali preziosi dai rifiuti, nella formazione e nella riconversione di una forza lavoro qualificata e nella creazione di condizioni di parità su tutti i livelli. Se tutto questo non verrà garantito sarà difficile ottenere che questa rivoluzione industriale possa avere successo e non vada solo a vantaggio di poche multinazionali, che non venga poi pagato dai consumatori finali e soprattutto non pesi sulle spalle dei tanti lavoratori senza diritti dei paesi poveri del nostro pianeta.
Impianti di estrazione e lavorazione del Nichel in Nuova Caledonia
Operaio specializzato nella lavorazione del Litio Atacama a Nord del Cile. Photo Ivan Alvarado/Reuters
Minatori all'opera nelle miniere del Congo
Fonte: The Birmingham Energy Institute’s Centre for Strategic Elements & CriticalMaterials by the University of Birmingham, Birmingham Energy Institute; European Commission Study on the EU’s List of Critical Raw Materials (2020); ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

Sandro Botticelli il pittore della crisi del nuovo secolo

La crisi di Botticelli il Maestro indiscusso del Rinascimento alle prese con le incognite e le paure del nuovo secolo, il cinquecento.

Guardando quest'opera a tempera la "Natività Mistica" del 1501 e conoscendo le opere del Maestro Botticelli, come la Nascita di Venere, dipinta solo 16 anni prima di questa, La Primavera e tutte le altre, non si può certo dire che nel suo animo non fosse successo qualcosa di molto inquietante e definitivo, di molto profondo, non solo una semplice evoluzione artistica di tarda età.

Natività mistica, 1501. Tempera su tela 108,5x75 cm, Londra National Gallery
LA FINE DEL SECOLO
Infatti il Maestro stava vivendo un periodo storico turbolento, la fine del'400 e l'inizio del '500. Prima la morte di Lorenzo de' Medici nel 1492 e la cacciata della famiglia da Firenze, e poi la venuta di un frate domenicano un certo Girolamo Savonarola. Questi, con predicazioni al fulmicotone nelle piazze toscane, aizzava gli animi delle folle e condannava sia i costumi che tutta la cultura del tempo e anche e soprattutto i suoi "artefici" considerati "i complici" di un periodo perverso e pagano, predicando il senso di colpa, la penitenza e l'espiazione. Con la minaccia finale della punizione divina come il Giudizio Universale da lì a breve sui colpevoli. 
Girolamo Savonarola di Fra Bartolomeo 1497
IL FALÒ DELLE VANITÀ
Queste condanne e predizioni di Giudizio Apocalittico imminente con l'avvento del nuovo secolo, non caddero nel vuoto e così anche Sandro Botticelli come tanti fu contagiato da questo vento di furore e condanna ed espiazione che incombeva nel tempo, e preso dal raptus e dal pentimento nel 1497 bruciò persino in un "falò delle vanità" insieme ai seguaci del frate che organizzavano questi scempi, oltre a vestiti lussuosi e oggetti d'arte anche alcuni suoi quadri rinnegando il suo passato. Possiamo dire un delitto mostruoso per il Rinascimento e la cultura mondiale.
Il Processo-Fondazione BEIC.
LA PAURA E IL PATIBOLO
Per farla breve alla fine il nostro frate, dopo essere stato scomunicato dal Papa Alessandro VI che lo detestava, fu processato e condannato a morte come eretico e scismatico insieme ad altri due frati Silvestro e Domenico. Nel 1498 fu portato al patibolo e prima impiccato e poi arso, per sicurezza, in Piazza della Signorìa a Firenze, dove oggi sorge la fontana del Nettuno eretta nel 1565. La sua invettiva e la premonizione di sciagure sulla città e sul mondo intero, lasciò nei secoli seguenti enormi lacerazioni, paure e incertezze che pervasero tutta l'Europa per generazioni di artisti. Sandro Botticelli ne fu talmente sconvolto che tutte le opere dipinte in quell'inizio '500 che tanto faceva paura, in una età matura intorno ai 60 anni e vicino alla morte avvenuta nel 1510, persero quell'ideale di bellezza pagana leggero ed etereo tipico del suo stile e assunsero un senso d'inquietudine e di ansia quasi di attesa del Giudizio Divino e dell'Apocalisse. 
 
LA NATIVITÀ MISTICA
Nella Natività Mistica del 1501 infatti si percepisce questo nuovo modo, diverso anche nella disposizione e nei gesti dei protagonisti. È tutto molto scuro e plastico e per esempio la grotta nella Natività è aperta e dietro si intravvede un bosco buio impenetrabile e inquietante. Un futuro incerto.
In basso tre angeli abbracciano in senso di pace degli uomini con l'alloro sulla testa quindi considerati con virtù e premiati per il loro comportamento sulla terra, lasciando in verità uno strano senso di rassicurazione per le loro anime in vista del Giudizio più che la felicità per la nascita di Gesù.
Sulla tettoia della grotta tre angeli intenti a cantare che rappresentano le tre virtù teologali della dottrina cattolica la Fede, la Carità e la Speranza, e infine un volo in alto nel cielo, una specie di cerchio angelico di 12 angeli con un'iscrizione in greco che tradotto esprime una speranza e un auspicio di un futuro migliore per tutta l'umanità. 
Insomma l'auspicio e la speranza anche per tutti noi in questi tempi difficili e la scelta di quest'opera per rappresentare questo Natale cerca proprio questa speranza di vita e futuro migliore per l'umanità. 
BUON NATALE 2021
Presunto autoritratto di Sandro Botticelli 1445-1510 in un dettaglio della sua Adorazione dei Magi (Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia)
©Bruna Pisano brunapisano_visual RIPRODUZIONE RISERVATA

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze in cima al mondo

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze in cima al mondo per bellezza e organizzazione
Un anno tutto d'oro questo 2021 che si sta chiudendo per l'Italia. Campione nelle proposte musicali innovative e dirompenti, nello sport con vittorie inaspettate e leggendarie e ora anche nell'arte. Abbastanza scontato diremmo, ma ora anche certificato con il primo posto nella classifica dei 20 musei 2021 scelti dalla prestigiosa rivista culturale britannica Timeout, che consacra ufficialmente le Gallerie degli Uffizi di Firenze al posto d'onore con la definizione "Migliore museo del mondo", ci conferma la grandezza dell'immenso patrimonio culturale e artistico dell'Italia.

Già inserite nei 100 di Time Magazine la rivista annuale “The World’s 100 Greatest Places of 2021″ l'ulteriore riconoscimento premia sicuramente uno dei luoghi magici più straordinari al mondo, per la ricchissima raccolta di opere consacrando così le celebri Gallerie museali fiorentine come uno dei musei e degli spazi espositivi più belli del mondo davanti al blasonatissimo Louvre.

Nell'infografica la Top Ten dei migliori musei del mondo secondo Timeout.

I dieci migliori musei al mondo ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

La Direzione delle Gallerie. Si premia evidentemente anche la gestione di Eike Scmidt, il poliedrico direttore, storico dell’arte tedesco, con un dottorato di ricerca con una tesi su “La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento”, che ha saputo rendere ancora più forte il desiderio di visitare e ammirare la Galleria degli Uffizi che è già da tempo il museo più visitato d'Italia. Durante il lockdown poi, le dirette settimanali sui social dalle Gallerie fiorentine con la descrizione, spiegazione e soprattutto il racconto di molte opere, con le storie fantastiche delle vite degli artisti come Raffaello, Caravaggio, Botticelli fatte da professori e responsabili alla presenza dello stesso direttore, ha riempito il cuore di gioia e di bellezza mezzo mondo in collegamento, una vicinanza all'arte e alla bellezza che ha curato molte ferite.
Il Direttore degli Uffizi Eike Scmidt ©Antonio Viscido
Qui di seguito la classifica di Timeout dei 20 Musei citati, tutti straordinari e da visitare ognuno con la sua ricchezza e la sua storia e rappresentano bene la cultura e l'arte di tutti gli angoli del pianeta. L'Italia, la Francia, gli Stati Uniti, la Corea del Sud, la Grecia, la Cina, la Russia, l'Olanda e la Gran Bretagna, Spagna, Messico, Germania, Argentina, Sudafrica, Portorico, Brasile, Australia e Danimarca.

La Top Ten

1. GALLERIA DEGLI UFFIZI. Firenze
Ci sono così tante straordinarie opere in mostra alla Galleria degli Uffizi che uno potrebbe essere travolto dall'emozione e dopo qualche qualche capogiro, perdere persino l'equilibrio psicofisico per la bellezza, con una sensazione strana di malessere, come una specie di Sindrome di Stendhal. Di fronte ai capolavori di Sandro Botticelli o allo straordinario scudo dipinto da Caravaggio con il riflesso della testa mozzata della Medusa a cui è dedicata una sala dalle pareti rosse, o alle opere di Piero della Francesca si può solo restare stupefatti. Aperto nel 1581 conserva l'immensa collezione della Famiglia Medici e comprende oltre alla Galleria, il Corridoio vasariano, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. La Galleria ha una delle raccolte di dipinti del Trecento e del Rinascimento con alcuni capolavori assoluti di tutti i tempi oltre a opere della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Sono presenti i grandi maestri italiani come Michelangelo Buonarroti, Pontormo, Simone Martini, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Raffaello Sanzio, Giotto, Rosso Fiorentino, il Bronzino, Tiziano, Tintoretto, per l'arte europea il fiammingo Pieter Paul Rubens, Antoon van Dyck e Jan Brueghel il Vecchio i pittori tedeschi Albrecht Durer e Lukas Cranach il Vecchio insieme a Hans Holbein il Giovane, gli spagnoli Francisco de Goya e El Greco a cui sono dedicate intere sale. Si comprende il perché è definito come il "Museo migliore del mondo". www.uffizi.it

Una sala della Galleria degli Uffizi a Firenze.
2. IL LOUVRE. Paris
Certamente il Museo più vistato al mondo il Louvre di Paris, che originariamente era una fortezza poi la Reggia di Luigi XIV il Re Sole e infine nel 1793 trasformato in museo al pubblico. Negli anni '80 fu posizionata una piramide di vetro e acciaio di Ieoh Ming Pei che ha aggiornato il Louvre da museo nazionale soffocante a meraviglia architettonica luminosa, e gli ha anche conferito un'atmosfera molto  "leggera". La  Gioconda di Leonardo da Vinci è sicuramente una delle opere più iconiche e più viste del Palazzo, ma il Louvre possiede una delle più straordinarie collezioni al mondo tra oggetti e opere di maestri nazionali e internazionali, con un calcolo approssimativo oltre 380 mila. Padiglioni interi sono dedicati all'antica Grecia, all'antico Egitto e all'arte della Mesopotamia. Alcuni maestri e opere: Leonardo da Vinci, Paolo Veronese, Michelangelo Antonio Canova, Jacques+Louis-David, Eugène Delacroix, Nike di Samotracia, Venere di Milo, Codice di Hammurabi. www.louvre.fr

3. MUSEUM OF MODERN ART. New York
Il MoMA è uno dei musei preferiti dagli artisti. Ha una tale collezione che certamente si propone come portatore di una visione d'insieme dell'arte moderna mondiale con progetti architettonici, opere multimediali oggetti di design, oltre a dipinti e sculture. È stato lanciato con una retrospettiva di Picasso nel 1939, ha poi proseguito negli anni a seguire a stupire ed il Museo è stato sicuramente un protagonista importante della storia dell'arte contemporanea. Qualsiasi iniziativa messa in campo al MoMA diventa un caso, una tendenza o una argomento di cui parlare e discutere. Ospita circa 150 mila opere di maestri come Umberto Boccioni, Paul Cézanne, Salvator Dalì, Claude Monet, Marc Chagall , Vincent Van Gogh, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Kathy Acker, Jean-Michel Basquiat e Mark Rothko. www.moma.org
Una sala espositiva del MoMa a New York

4. NATIONAL MUSEUM OF MODERN AND CONTEMPORARY ART. Seoul
Così come gli Uffizi anche l'MMCA ha intrattenuto molti amanti dell'arte durante i lockdowns, con le dirette sui social e hanno fatto in modo da rendere meno pesante con la consolazione della bellezza dell'arte della creatività mondiale. Il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, è un museo coreano di arte contemporanea con una sede principale a Gwacheon e altre tre a Deoksugung, Seoul e Cheongju. Il museo è stato istituito nel 1969 come l'unico museo d'arte nazionale del paese e ospita l'arte moderna e contemporanea della Corea oltre a quella internazionale di diversi periodi storici. Tra gli artisti presenti il pioniere dell'arte astratta coreana Yoo Youngkuk oltre a Joseph Beuys, Andy Warh, Michelangelo Pistoletto, e la videoarte di Nam June Paik. www.mmca.go.kr

Un padiglione del Museo MMCA di Gwacheon in Corea

5. NATIONAL MUSEUM OF AFRICAN AMERICAN HISTOR AND CULTURE. Washington DC
Parte dello Smithsonian, il National Museum of African American History and Culture propone uno sguardo completo sulla storia razziale degli Stati Uniti. È allo stesso tempo affascinante e devastante, con mostre incentrate sulle promesse tradite dopo la guerra civile americana e sull'eredità della violenza della polizia. Venne istituito nel 2003 in seguito all'emanazione di una legge del Congresso e la sua progettazione affidata allo Smithsonian Institution, che detiene ancora oggi la struttura assieme ad altre 19 tra musei e gallerie. Aperto nel 2016 ed è divenuto l'unico museo nazionale dedicato esclusivamente alla documentazione della vita, della storia e della cultura afroamericana. L'esterno progettato dall'architetto ghanese David Adjaye con una intricata lavorazione in ferro a ricordo del lavoro degli schiavi venuti dall'Africa. 35 mila le opere presenti che affrontano ogni aspetto dell'esperienza afroamericana, dalle arti, alla schiavitù, dai movimenti per i diritti civili allo sport e molto altro ancora. www.nmaahc.org

6. MUSEO DELL'ACROPOLI. Atene
Il Museo dell'Acropoli ha attraversato molteplici cambiamenti da quando è stato pensato per la prima volta nel 1880 con varie proposte per conservare i manufatti scavati dal Partenone. Il museo oggi è uno spazio espositivo arioso ed elegante che può deliziare sia gli studiosi di storia che i turisti. La raffinatezza culturale della Grecia classica certamente trova il suo apice nei monumenti sulla collina di Atene, ma vistare il Museo dell’Acropoli resta un'esperienza meravigliosa. All’interno di questo capolavoro di architettura contemporanea, sono esposti i ritrovamenti degli scavi archeologici e nelle sue sezioni si ha la sensazione di "passeggiare" letteralmente sulla storia. Grazie anche al vetro che risulta essere il materiale predominante che caratterizza tutto il progetto e con la sua trasparenza, oltre a far penetrare la luce, offre scorci panoramici sulla straordinaria bellezza sull'Acropoli, facendo diventare questo Museo una vera e propria "casa di vetro" con opere esposte che mantengono la connessione con il luogo d’origine. La collezione è organizzata per piani seguendo un ordine sia cronologico sia tipologico. Da non perdere le due statue in argilla raffiguranti Atena Nike al piano terra e poi la galleria dove sono esposti oggetti votivi ritrovati all’interno di santuari e delle grotte dedicate alle divinità. Alcune oere presenti: Moscoforo, Cinque delle cariatidi dell'Eretteo, La Kore col peplo, L'Atena pensosa, Metope del Partenone di Fidia, Kore di Antenore, La Nike di Callimaco. www.theacropolismuseum.gr

Il Museo dell'Acropoli ad Atene

Il Museo dell'Acropoli ad Atene
7. MUSEUM OF QIN TERRACOTTA WARRIORS AND HORSES. Xi’an
Questi 8 mila guerrieri di terracotta con i loro cavalli venuti dal passato durante uno scavo nel 1974 a Xi'an, capoluogo dello Shaanxi in Cina, così riuniti intorno alla tomba del primo imperatore cinese Qin Shihuang sono uno spettacolo davvero emozionante. L'Esercito di terracotta o Armata di terracotta è un insieme di statue collocato nel Mausoleo e in realtà si tratta di un esercito simbolico, destinato probabilmente a servire l'imperatore nell'Aldilà. Due sono le teorie più comuni fra gli esperti, per quanto riguarda il motivo per il quale Qin ordinò la costruzione di questo esercito, la prima è che come imperatore dominatore dei due mondi dei vivi e dei morti avrebbe avuto bisogno del suo esercito e la seconda teoria, più romantica, che in realtà pensava esistesse davvero un altro mondo in cui svegliarsi e non avrebbe voluto mai stare da solo.
L'Esercito di Terracotta di Xi'an in Cina

8. HERMITAGE. San Pietroburgo
Il forziere russo dei tesori. Con Hermitage si indica il complesso architettonico di 5 edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo e che ospita una delle più imponenti collezioni d'arte del mondo. Sono: il Palazzo d'Inverno, il Piccolo Hermitage, il Grande Hermitage, il Nuovo Hermitage e il Teatro dell'Hermitage. Il Palazzo d'Inverno finito nel 1762 fu progettato in pieno stile barocco da un architetto italiano Bartolomeo Rastrelli per la figlia di Pietro il Grande e faceva parte della reggia imperiale che ospitò le famiglie degli zar Romanov, per due secoli fino al 1917, anno dell'inizio della Rivoluzione d'Ottobre. Il museo conserva 3 milioni di opere e visibili al pubblico circa 60 mila e per questa ricchezza incredibile è uno dei musei più visitati al mondo. Le collezioni, inizialmente acquistate in tutto il mondo dalla famiglia dello Zar e in particolare dalla lungimiranza di Caterina II, vantano dipinti, stampe, disegni, opere classiche, armi, monete, libri rari come la biblioteca di Voltaire e reperti archeologici, come la raccolta degli oggetti d’oro, che gli artigiani sciti portarono dal Mar Caspio. Oggi ospita opere di artisti italiani tra cui Caravaggio, Giorgione, Leonardo da Vinci, Lorenzo Lotto, Michelangelo Tiziano, francesi come Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Claude Monet, Henri Matisse, fiamminghi e olandesi Pieter Paul Rubens, Rembrandt, Vincent van Gogh, spagnoli Diego Velázquez, Pablo Picasso e tanti altri. Tra i tesori del Museo statale dell'Ermitage di San Pietroburgo ci sono anche oltre 70 gatti che dalla metà del XVIII secolo custodiscono e proteggono le famose opere d'arte della galleria dalla voracità dei topi. www.hermitagemuseum.org

9. RIJKSMUSEUM. Amsterdam
Fondato nel 1800 a l'Aja poi spostato in un palazzo in stile neogotico di Amsterdam 85 anni dopo, di per sé già opera d'arte, con i suoi 40 meravigliosi Rembrandt e quattro preziosi Vermeer, il Rijksmuseum è sicuramente un museo imperdibile per chi vuole immergersi nella dimensione del XVII secolo olandese e fiammingo a cui sono dedicate 30 gallerie all'interno. Ospita sui 4 piani, 8 mila opere d'arte che non sono solo dipinti, ma stampe, disegni e sculture, con alcune sezioni dedicate al periodo che va dal Medioevo fino al Rinascimento. Ospita un considerevole padiglione unico in Europa d'Arte Asiatica proveniente da Cina, Giappone, Indonesia, India, Vietnam e Tailandia del periodo 2000 A.C./2000 D.C. Incredibile per bellezza la collezione di "casa delle bambole" che sono dei capolavori di arredi d'epoca che osservano la vita olandese in miniatura oltre ad un'area dedicata ai vascelli che ricorda il ruolo dei grandi commerci mondiali dell'Olanda. Che dire poi della Biblioteca pubblica progettata dall'architetto Pierre Cuypers e che possiede ampie raccolte di opere di storia dell'arte dei Paesi Bassi. www.rijksmuseum.nl

La Ronda di Notte il capolavoro di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam
10. TATE MODERN. London
La Tate ha quattro gallerie nel Regno Unito: Tate Liverpool, Tate St Ives, Tate Britain e Tate Modern quest'ultima è ospitata in un'ex centrale elettrica abbandonata nella Southbank di Londra, nelle cui gallerie viene esposta una vasta collezione permanente d'arte moderna internazionale, insieme a diverse mostre di successo d'arte contemporanea che attraggono sempre una gran folla di visitatori. Venne inaugurata nel 2000 e l'edificio ha mantenuto la struttura originaria su cinque piani con una ciminiera di quasi 100 metri, nell'ampio spazio della Turbine Hall, dove si trovavano i generatori elettrici, da ottobre a marzo vengono esposte opere di artisti contemporanei appositamente commissionate. Si possono ammirare opere di artisti italiani come Amedeo Modigliani, Umberto Boccioni, Giorgio De Chirico, molte di grandi pittori francesi di vari periodi come Pierre Bonnard, George Braque, Paul Cézanne, Mar Chagall, Paul Gaugin, Paul Gaugin, René Magritte, Henri Matisse, l'espressionista tedesco Paul Klee, il post impressionista olandese Piet Mondrian, i due geni americani Jackson Pollock e Mark Rothko, il surrealista spagnolo Salvator Dalì insieme a 3 opere di Pablo Picasso. Solo per citarne qualcuno. www.tate.org.uk
La Tate Gallery di Londra. La mostra di Rodin

La Top Twenty
Ecco tutti i musei “premiati” dalla rivista inglese Timeout:
    1. Galleria degli Uffizi (Firenze)
    2. Museo del Louvre (Parigi)
    3. MoMA (New York)
    4. National museum of Modern and Contemporary art (Seoul)
    5. National museum of African American history and culture (Washington DC)
    6. Museo dell’Acropoli (Atene)
    7. Museo dei guerrieri e dei cavalli di terracotta (Xìan, Cina)
    8. Hermitage (San Pietroburgo)
    9. Rijksmuseum (Amsterdam)
    10. Tate Modern (Londra)
    11. Prado (Madrid)
    12. Museo Nacional de Antropologia (Città del Messico)
    13. Museo ebraico (Berlino)
    14. Getty Center (Los Angeles)
    15. MALBA (Buenos Aires)
    16. Museo dell’Apartheid (Johannesburg)
    17. Museo de Arte de Porto Rico (San Juan)
    18. Instituto Inhotim (Brumadinho)
    19. Galleria Nazionale di Victoria (Melbourne)
    20.  La Louisiana (Copenaghen)

Fonte: https://www.timeout.com/arts-and-culture/best-museums-and-galleries-in-the-world; ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

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