INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

La Cattedrale di Nantes. Dalle bombe del '44 agli incendi

Un altro incendio nella Cattedrale di Nantes
Sabato 18 luglio i 100 pompieri della Loira Atlantica sono stati allertati alle 7.44 e hanno combattuto il fuoco, con circa 40 pompe fino a metà mattinata quando l'incendio è stato domato. Il pubblico ministero della città Pierre Sennès ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per "incendio doloso", sulla base dell'inchiesta dei vigili del fuoco che hanno rilevato la presenza di tre incendi diversi e distanti. 


LE OPERE DANNEGGIATE
L'ORGANO DEL '600
Il grande organo della cattedrale di Nantes gioiello composto da 5.500 pipe, 74 giochi distribuiti su quattro tastiere e un bellissimo buffet del 17° secolo è una delle perdite patrimoniali più gravi di quest'incendio e si trovava nella parte più antica della struttura.


IL DIPINTO DI FLANDRIN
Il fuoco ha anche completamente bruciato Saint-Clair Healing the Blind, una delle principali opere del pittore Hippolyte Flandrin, uno dei migliori allievi di Ingres. Commissionato per l'edificio nel 1833 questo dipinto (alto 2,36 metri e largo 1,35 metri) non aveva mai lasciato la cattedrale dal 1836. 
“Era importante in diversi modi: questa scena biblica è stata prodotta da un grande pittore religioso del XIX secolo e rappresentava Saint-Clair, il primo vescovo di Nantes, che ha segnato la storia della città e della sua cattedrale ”, spiega Clémentine Mathurin, curatrice monumenti storici alla Direzione regionale degli affari culturali (DRAC) Paesi della Loira. Esiste una piccola copia (34cm per 19cm), fatta dal fratello di Flandrin, Ippolitto, attualmente conservata al museo del Louvre, che non potrà certo mai sostituire quella perduta nella Cattedrale.


IN FRANTUMI LA VETRATA DELLA FACCIATA
“Avevamo tre lancette decorate dei primi del XVI secolo ordinate da Anne de Bretagne. Una rappresentava Anna di Bretagna e il suo santo patrono, l'altra sua madre e il suo santo patrono, e la terza, al centro, Cristo Redentore, descrive Valérie Gaudard, curatrice regionale dei monumenti storici del DRAC Paesi della Loira. Da sabato sera abbiamo iniziato a raccogliere frammenti di vetro colorato sulla strada e sulla piazza e li abbiamo messi in sacchetti numerati, altri devono senza dubbio essere sulla piattaforma e sul passaggio e potrebbero essere recuperati ”.


NOTE STORICHE E TANTI DISASTRI 
La città di Nantes è situata nella Bretagna storica, la sua Cattedrale è una Chiesa cattolica detta anche Saint-Pierre-et-Saint-Paul è in stile gotico la cui costruzione è durata quasi 500 anni dal 1434 e fu inaugurata nel 1891. Fu costruita sopra i resti di altre 3 strutture religiose precedenti. Durante la Rivoluzione francese fu adibita a scuderia e deposito armi, nell'ottocento una esplosione in un castello spagnolo limitrofo provocò gravi danni, nel 1944 fu bombardata durante la guerra, nel 1972 finiti i restauri scoppiò un incendio nel sottotetto che distrusse gran parte delle travature, la cattedrale fu restituita al pubblico a maggio 1985, dopo oltre tredici anni di lavoro. Imponenti quindi i lavori di restauro negli anni passati e recenti, con la ricostruzione anche delle decorazioni del XV secolo nella facciata. Oggi un altro incendio, doloso secondo le prime ricostruzioni, non c'è pace per la cattedrale di Nantes.

Aggiornamento
ARRESTATO IL COLPEVOLE
Una settimana dopo l'incendio un uomo è stato incriminato per "distruzione e incendio" ha 39 anni ed era stato stato arrestato dalla polizia poche ore dopo l'incendio del 18 luglio e poi rilasciato per mancanza di "prove sufficienti per avviare un procedimento" dal procuratore di Nantes Pierre Sennès.
Nuovi elementi, in particolare forniti dal laboratorio del quartier generale della polizia di Parigi, hanno invece rivelato incoerenze nella sua deposizione, posto in detenzione preventiva, l'uomo nella notte ha confessato. 

UN "PREZIOSO VOLONTARIO PASTORALE"
Arrivato in Francia dal Ruanda nel 2012, l'uomo era stato coinvolto nella vita parrocchiale di Nantes per diversi anni, come ha ribadito il rettore della cattedrale di Nantes, il padre Hubert Champenois. "È un uomo del Ruanda che è stato a Nantes per diversi anni e che vive (...) in una casa religiosa", ha detto il giorno dopo l'incendio. Lo aveva descritto come "una persona di fiducia" e "di buona volontà". Il volontario era, insieme ad altri, responsabile della sicurezza dell'edificio religioso ed era stato incaricato di chiuderlo il giorno prima dell'incendio. Ha anche servito l'altare, assistendo i sacerdoti durante le funzioni. 

IPOTESI VENDETTA
Scaduto il permesso di soggiorno gli era stata rifiutata la regolarizzazione e anche la naturalizzazione francese e aveva "l'obbligo di lasciare il territorio francese". Aveva anche inviato un'e-mail "alle autorità amministrative, in cui si era fortemente lamentato della sua situazione" quello che ha fatto insospettire gli inquirenti.

UNA SPECIE DI PENTIMENTO
Per ora, le motivazioni non sono note. L'uomo "è cooperativo" e la situazione presenta "una certa complessità", ha ricordato l'avvocato e inoltre sarebbe "spaventato". "Il mio cliente oggi è consumato dal rimorso e sopraffatto dalla grandezza degli eventi", ha detto Quentin Chabert, "Ha confessato i fatti per i quali è stato accusato, come indicato dal pubblico ministero, vale a dire i fatti di distruzione e degrado della proprietà a causa del fuoco", ha confermato l'avvocato e aggiunge che, con la sua "fede cattolica", il suo cliente "si rammarica dei fatti, questo è certo". È "in una specie di pentimento". Una perizia psichiatrica dovrebbe essere ordinata dal magistrato inquirente. Rischia 10 anni di carcere e una sanzione di 150 mila euro.
Fonte: Le Monde; Franceinfo:culture; Le foto: https://www.christianophobie.fr/carte/cathedrale-de-nantes-des-photos-du-desastre. Bruna Pisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Covid-19 e Yemen, una guerra tutta da vincere

Yemen, un Paese dilaniato dalla guerra e dalla pandemia
È lo Stato a sud della Penisola Arabica riunificatosi nel 1990, uno dei più poveri e sottosviluppati del mondo, quasi completamente dipendente dagli aiuti internazionali. Abitato da etnia araba e di religione islamico-sunnita al 90% ha una aspettativa di vita di 63 anni e con un'alta mortalità infantile. Da anni dilaniato dalla guerra civile tra fazioni con bombardamenti su scuole e abitazioni e l'Onu denuncia ogni anno le migliaia di vittime tra cui donne e bambini.

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Lo Yemen, le aree controllate dalla guerriglia e dal governo centrale. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
Yemen - Pandemia: l’opportunità
Come gli attori della guerra in Yemen considerano il COVID-19 un’opportunità per cercare di vincere
Laura Silvia Battaglia
Per mesi, in Yemen, del coronavirus ci si è fatti beffe. Da marzo circolavano on-line sui social media meme e video con immagini di uomini che vestivano bottiglie di plastica o imbuti di stagno a mo’ di mascherine, così per riderci su; le massaie si inviavano catene di messaggi su WhatsApp con il decotto dei miracoli da propinare notte e dì per allontanare il virus (limone, zenzero e cardamomo); predicatori dell’ultima ora indicavano il virus come «il soldato invisibile» che punirebbe gli infedeli nelle società opulente e che mai e poi mai avrebbe potuto toccare i musulmani nella sacra terra d’Arabia.
(...)

Medio Oriente - Yemen: pace e petrolio
Laura Silvia Battaglia
Si sono conclusi con un primo accordo formale di non belligeranza nella città portuale di Hodeida i colloqui di pace inter-yemeniti avvenuti lo scorso dicembre nella città di Rimbo, a 50 chilometri a Nord di Stoccolma, in Svezia. È il primo successo da tre anni a questa parte (cf. Regno att. 4,2018,106), visto che tutti i precedenti colloqui di pace erano finiti in un nulla di fatto; tuttavia, anche in questo caso, si è proceduto per prima cosa a definire solo uno scambio di prigionieri tra le parti (2.000 soldati lealisti in cambio di 1.500 ribelli houthi).
(...)

http://www.ilregno.it/
Il Regno Attualità e Documenti
A partire da un anno dopo lo scoppio (2015) del conflitto in Yemen, su Il Regno-attualità abbiamo seguito passo passo l’evolversi sia della situazione bellica sia civile, con articoli a firma di Laura Silvia Battaglia e di altri. «L’importanza yemenita» (2,2016,22) era il primo della serie; «Resistere al terrore» descriveva il clima di una quotidianità stravolta dai combatti- menti e «Martiri per la carità» (4,2016,106s) parlava della testimonianza di una piccola comunità di religiosi e religiose che ha pagato con la vita la sua presenza pastorale nel paese; «Dimenticati» (22,2016,658) registrava come uno dei più sanguinosi conflitti al mondo fosse anche uno tra i più negletti dalla stampa internazionale; «Guerre: la fame come arma» (12,2017,344) indicava come lo Yemen fosse al centro di una crisi alimentare formidabile dovuta al blocco navale imposto dalla Coalizione guidata dall’Arabia saudita; «Senza soluzioni» (4,2018,106) prendeva atto del fallimento di un tavolo negoziale in cui di fatto erano presenti molte potenze che vivono nel Golfo; mentre, «Pace e petrolio» raccontava come una delle trattative forse più promettenti si sta giocando attorno alla spartizione dell’oro nero (2,2019,45).
Maria Elisabetta Gandolfi
http://www.ilregno.it/attualita/2020/12/yemen-pandemia-lopportunita-laura-silvia-battaglia
Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Santa Sofia dopo 85 anni torna ad essere Moschea

Da Museo a Moschea

Ritengo di essere stata fortunata a visitare la meraviglia di Santa Sofia a Istanbul in Turchia. Basilica voluta dall'Imperatore Giustiniano, esempio di architettura bizantina, amata dalla chiesa ortodossa orientale, dalla cattolica romana e dall'universo musulmano. 

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Santa Sofia a Istanbul Foto Pisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
Spettacolari le colonne corinzie di granito e quelle di marmo verde di Tessaglia dell'enorme interno, i tanti mosaici a fondo dorato con l'Imperatore Costantino, sono visibili ancora quelli con gli Arcangeli Gabriele e Michele, poi l'immagine di Cristo e i Profeti, i marmi finemente lavorati e gli stucchi, la grandiosa cupola che diffonde all'interno una luce soffusa e mistica, la galleria superiore con la Loggia dell'Imperatrice e gli immensi lampadari. 

Una fusione di elementi cristiani e islamici una sensazione di bellezza difficile da dimenticare. Dal 537 e per quasi mille anni fu cattedrale Greco-cattolica, poi ortodossa, poi sotto Costantino fu convertita dai crociati a cattedrale cattolica di rito romano, infine divenne moschea ottomana nel 1453 fino al 1931. Ora Recep Tayyip Erdogan ha cancellato il decreto di Ataturk del 1935 che nominava il tempio in Museo, e ha riaperto, il 10 luglio di quest'anno, al culto islamico Hagia Sophia.

Il ministro degli esteri turco Hami Aksoy si è affrettato a rassicurare sul nuovo status dichiarando che resterà patrimonio culturale universale protetto dall'Unesco, aperto a tutte le religioni, anche se sarà visibile solo al di fuori degli orari della preghiera e dei riti islamici, quindi cinque volte al giorno, e dovranno essere preventivamente oscurati e coperti con tendaggi tutti i simboli cristiani presenti all'interno, ricorrendo anche ad eventuali giochi di luci ed ombra. Insomma niente sarà come prima.
Bruna Pisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Milton Glaser. La scomparsa di un grande artista

Grafico illustratore maestro di comunicazione. Suo il logo I LOVE NY
Ci ha lasciato a 91 anni, nel giorno del suo compleanno, Milton Glaser l'artista americano maestro di grafica più eclettico del secondo 900, laureato in Storia dell'Arte a New York e allievo incisore di Giorgio Morandi nel suo soggiorno presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, che tutti noi Graphic Designer abbiamo come riferimento e da sempre sognato di imitare almeno una volta nella vita la sua immensa capacità tecnica-creativa e soprattutto avere la sua straordinaria vena innovativa. Lascia il suo segno inconfondibile nella storia dell'arte e cambia per sempre la cultura visiva mondiale.
Bruna Pisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Raccolta di alcune famose elaborazioni grafiche di Milton Glaser

Covid-19, le origini e primi contagi di un virus letale

Covid-19, le origini e primi contagi di un virus letale che ha distrutto il pianeta

Un nuovo virus veloce e sconosciuto. Cosa sappiamo ad oggi della nascita e della prima diffusione del COVID-19 nel mondo. La versatilità e la sequenza approssimativamente costante delle mutazioni nei processi di replica danno agli scienziati la possibilità di risalire all'origine temporale della pandemia. Secondo questi studi il virus sarebbe già stato presente in Cina prima della data ufficiale ma a novembre 2019.


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Nascita e primi contagi del coronavirus nel mondo. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
26 dicembre 2019
UN NUOVO CORONAVIRUS
WUHAN. A dicembre, un gruppo di misteriosi casi di polmonite è apparso in un mercato del pesce a Wuhan in Cina. All'inizio di gennaio, i ricercatori hanno sequenziato il PRIMO GENOMA di un NUOVO CORONAVIRUS, che hanno isolato da un uomo che lavorava al mercato. Quel primo genoma è diventato la base per gli scienziati per rintracciare il virus SARS-CoV-2.
8 gennaio 2020
IL PRIMO CONTAGIO E LA PRIMA MUTAZIONE
Nel secondo caso individuato in un altro paziente di Wuhan positivo al virus gli scienziati hanno già individuato una prima mutazione

15 gennaio 2020
PRIMO CASO AMERICANO (Stato di Washington)
SEATTLE. Un uomo di ritorno a Seattle da Wuhan si è rivelato positivo al tampone Covid-19, diventando così il primo caso confermato negli Stati Uniti. Il genoma del suo virus conteneva 3 mutazioni rispetto a quello originario cinese.
24 febbraio 2020
L’EPIDEMIA NASCOSTA DI SEATTLE 
5 settimane dopo, uno studente di liceo ha sviluppato i sintomi risultando positivo. Gli scienziati, sequenziando il genoma del suo campione hanno scoperto che condivideva le stesse mutazioni distintive riscontrate nel primo caso a Washington, ma con altre 3 mutazioni. Quella combinazione di mutazioni vecchie e nuove suggeriva che il virus era già in circolazione nell’area da 5 settimane.

19 gennaio 2020
PRIMO CONTAGIO IN EUROPA (Germania)
MONACO DI BAVIERA. Un’impiegata cinese della Webasto China di Shanghai, filiale della società tedesca Webasto di ricambi auto, di Stockdorf a Monaco, dopo aver visitato a Capodanno i genitori a Wuhan, sbarcò a Monaco di Baviera con leggeri sintomi. Il giorno dopo il suo arrivo, ad una riunione aziendale, contagiò diversi partecipanti tedeschi che risultarono positivi al Covid-19 con un genoma del coronavirus con le stesse mutazioni che lo collegavano alla Cina. Versioni geneticamente simili del virus si diffusero in seguito nella zona del Lodigiano in Italia dove molte fonti ipotizzano la presenza di alcuni contagiati dal meeting aziendale di Monaco e in seguito ad effetto domino, in tutta Europa. La Webasto intanto chiuse temporaneamente la sede di Monaco e annullò tutti i viaggi in Germania e all’estero dei dipendenti.

26 febbraio 2020
PRIMO CASO IN CALIFORNIA
CONTEA DI SOLANO. Una diversa versione del coronavirus circolava già in silenzio in California. Il 26 febbraio un paziente nella Contea di Solano, senza legami noti con casi precedenti o viaggi all'estero, era risultato positivo. Un campione prelevato, rivelò che il virus non aveva le stesse mutazioni distintive trovate nello Stato di Washington, ma aveva invece solo una singola mutazione che lo distingueva dal genoma originale di Wuhan, e quindi arrivato in California attraverso un’altra introduzione separata dalla Cina. Lo stesso campione “mutato” del virus che aveva contagiato il primo paziente fu riscontrato in 2 operatori sanitari che avevano in cura il paziente ma con l’aggiunta di altre nuove mutazioni.

27 febbraio 2020
IL VIRUS DISCENDENTE
GUANGZHOU. Al di fuori di Wuhan quella stessa identica prima mutazione è stata trovata in un solo altro campione, che è stato raccolto 7 settimane dopo a Guangzhou a 960 km a sud. Il campione di Guangzhou potrebbe essere un diretto discendente di quello di Wuhan, o comunque potrebbero essere “cugini virali”, che condividono un antenato comune.

1 marzo 2020
PRIMO CASO A NEW YORK
NEW YORK. Il primo caso confermato in una donna di Manhattan che era stata infettata in un viaggio in Iran. La maggior parte dei coronavirus che gli scienziati hanno in lei sequenziato mostrano legami genetici con i virus che circolavano in Europa. Stati Uniti ed Europa sono diventati a loro volta veicoli di nuove fonti di infezione in altri paesi. Come l’espulsione dagli Usa di molti cittadini del Guatemala, risultati poi positivi, che hanno trasportato il virus in altri Stati e come dall’Europa di nuovo verso l’Asia.
Fonti: Jonathan Corum e Carl Zimmer, The New York Times, Aprile 2020; Trevor Bedford, Sidney Bell et al., Nextstrain.org ; Vaughan Cooper; Ana S. Gonzalez-Reiche et al., MedRxiv; Nature; New England Journal of Medicine. Infograficapisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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TOP TEN PAESI PIÙ COLPITI al 23 ottobre 2020
Totale casi confermati (tra casi positivi + casi guariti + decessi), tra parentesi il numero di decessi
1) STATI UNITI 8.498.360 (226.314)
2) INDIA 7.763.067 (117.365)
3) BRASILE 5.323.630 (155.962)
4) RUSSIA 1.480.646 (25.525)
5) ARGENTINA 1.053.650 (27.957)
6) SPAGNA 1.026.281 (34.521)
7) FRANCIA 999.043 (34.210) 
8) COLOMBIA 990.043 (29.636)
9) PERÙ 879.876 (33.984)
10) MESSICO 874.171 (87.894)

TOTALE CASI CONFERMATI NEL MONDO 41.713.314 (1.137.410)
Aggiornamento dati ogni 48 ore. Fonte: https://www.bing.com/covid?vert=graph

OMS. I contribuenti dell'Agenzia delle Nazioni Unite

L'AGENZIA DELLE NAZIONI UNITE SPECIALIZZATA PER LE QUESTIONI SANITARIE. 
Nasce nel 1948 con sede a Ginevra ed entra in funzione per favorire la cooperazione internazionale per migliorare le condizioni di salute pubblica.

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Organigramma struttura OMS. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

STRUTTURA
194 Paesi in sei regioni: Europa, Africa, Mediterraneo orientale, Sud est asiatico, Americhe e Pacifico occidentale. 7.000 e oltre gli addetti in 150 paesi. Il budget deriva da un insieme di contributi obbligatori degli stati membri, sulla base del PIL nazionale, e di contributi volontari sia dei governi sia di entità non statali.

GOVERNANCE
L’Assemblea mondiale della sanità, che s’incontra annualmente per definire le politiche generali.
Il Comitato esecutivo di specialisti eletti  dall’Assemblea per un mandato triennale. Le operazioni
di routine sono condotte dal Segretariato.

LE TAPPE DAL 1980 AL 2020
La crisi del 2020. Donald Trump annuncia la sospensione dei contributi USA, accusando l’OMS di aver risposto lentamente alla diffusione della pandemia di COVID-19 e di essersi fidato troppo del governo cinese, che inizialmente aveva nascosto l’entità del problema.

I FINANZIAMENTI
Il paese che contribuisce di più gli Stati Uniti con 553 milioni di dollari il 14,67% del totale dei contributi mondiali. Il privato che contribuisce di più con 367,7 milioni di dollari è la fondazione di Bill&Melinda Gates col 9,76% del totale dei contributi. Il totale dei finanziamenti mondiali in dollari è di 5.623.603 di tipo volontario e finalizzati.
Fonti: World Health Organization (open.who.int), Britannica.com, Saluteinternazionale.info


il Regno
Documenti e Attualità
Maggio 2020

Raccomandazioni per leader religiosi
Organizzazione mondiale della sanità
L’Organizzazione mondiale della sanità, l’agenzia delle Nazioni Unite che ha il compito di aumentare il livello degli standard sanitari nel mondo, il 7 aprile ha pubblicato delle Considerazioni pratiche e raccomandazioni per i leader religiosi e le comunità confessionali nel contesto del COVID-19, un documento e uno strumento di valutazione del rischio per i leader religiosi, le organizzazioni confessionali e le comunità religiose impegnate nell’educazione, nell’informazione e nella risposta alla pandemia di COVID-19.
Il presupposto del documento è il riconoscimento che «leader religiosi, organizzazioni confessionali e comunità di fede possono giocare un ruolo fondamentale nel salvare vite», e «costituiscono una fonte primaria di supporto, conforto, guida, assistenza sanitaria diretta e servizio sociale per le comunità al cui servizio sono preposte». Infatti i «leader religiosi rappresentano un nodo vitale nella rete di sicurezza della popolazione vulnerabile sia all’interno della loro comunità religiosa, sia all’interno di comunità più estese».
Le raccomandazioni sono state sviluppate dall’OMS lavorando con un ampio gruppo di rappresentanti religiosi e di organizzazioni, tra cui il Consiglio ecumenico delle Chiese. (...)
http://www.ilregno.it/documenti/2020/9/raccomandazioni-per-leader-religiosi-organizzazione-mondiale-della-sanita

HATE CRIMES. Pregiudizi, odio e crimini in Italia

QUANTI SONO I CRIMINI DI ODIO IN ITALIA
Contrastare gli Hate Crimes non è solo una sfida giudiziaria, ma anche politica e culturale. I dati riportati da fonti di polizia rispecchiano anche la capacità della società di individuare questi fenomeni e la determinazione a combatterli.

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I numeri dei crimini di odio e intolleranza in Italia. Infograficapisano.©RIPRODUZIONE RISERVATA
COME SI RICONOSCE UN CRIMINE DI ODIO 
Per essere definito Hate Crime, un atto deve avere 2 requisiti: 1) essere un'azione penalmente perseguibile 2) essere motivato da odio o pregiudizi etnici, religiosi o di altro tipo.

Il contrasto in Europa
ODIHR 
Office for Democratic Institutions and Human Rights 
Ufficio dell’Organizzazione per la Sicurezza  e la Cooperazione in Europa (OSCE). Elabora strumenti e programmi di prevenzione dei fenomeni di intolleranza. Raccoglie dati dagli Stati membri per monitorare gli episodi  di discriminazione.

Il contrasto in Italia
OSCAD
Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori Istituito nel 2010, dipende dal Ministero 
dell’Interno. Raccoglie segnalazioni e agevola la presentazione delle denunce. Mantiene rapporti con le associazioni anti-discriminazione. Partecipa a campagne sociali di sensibilizzazione, anche presso le scuole.

ATTI DI INTOLLERANZA IN EUROPA
In cima alla classifica la Gran Bretagna con 111.076 reati dichiarati, in basso la Romania con 2 reati dichiarati. L'Italia registra 1.111 reati.

L'ITALIA INTOLLERANTE
Il dato maggiore relativo agli episodi segnalati si riferisce a minacce agli stranieri e alle minoranze etnico-religiose con 308, quello maggiore verso persone omosessuali o transessuali sono le aggressioni con 43 episodi, e 74 le persone con disabilità aggredite.

LA CRESCITA DEGLI EPISODI
Dal 2014 al 2018 si registra un incremento di quasi del doppio da circa 600 a 1.111 reati. Diversificato tra minacce agli stranieri e alle minoranze etnico-religiose totale 801, contro persone omosessuali o transessuali totale 100 e infine contro le persone con disabilità totale 210.
Fonti: OSCE Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR), Hate Crime Reporting, <http://hatecrime.osce.org>

AGGIORNAMENTI SOCIALI
Orientarsi nel mondo che cambia
Numero di Maggio 2020
https://www.aggiornamentisociali.it/fascicoli/maggio-2020/ 

ALL'INTERNO 
Oltre la notizia

Punti di vista

Approfondimenti

Dossier

#UnioneEuropea

Recensioni

Battesimi in aumento. I numeri dei cattolici del mondo

L'AUMENTO DEI CATTOLICI NEL MONDO DAL 2013 AL 2018
La crescita dei battezzati nel mondo dal 2013 al 2018 è del 6% da 1.254 milioni a 1.329.
Vivono in prevalenza in America soprattutto Centrale e del Sud al 48%, poi in Europa al 21,5%, segue l'Africa con 19,4% e infine l'Asia con un balzo fino a l'11,1%. 

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I numeri della crescita dei cattolici nel mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
TUTTI I NUMERI DEL CORPO ECCLESIASTICO
Vescovi, Sacerdoti, Diaconi, Religiosi non professi, Religiose e Seminaristi
In aumento i Diaconi del 10% e i Vescovi del 3,9%, in calo invece il numero dei Religiosi non professi, delle Religiose, dei Seminaristi e infine dei Sacerdoti.

PIÙ VESCOVI E MENO SACERDOTI
Nelle aree geografiche la presenza dei Vescovi è in aumento ovunque soprattutto in Oceania con un +4,6%, in Africa, in Asia e in Europa un consistente aumento delle presenze dei sacerdoti. A fronte di un forte calo dei Seminaristi e delle Religiose in America e in Europa netta salita invece in Africa. 

In Africa e in Asia si registra un aumento di tutte del presenze del Corpo Ecclesiastico mentre diminuiscono in modo corposo i Seminaristi e le Religiose in Europa e in America.
Fonte: Dati dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, presentati lo scorso 25 marzo. Infograficapisano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


il Regno
Attualità Documenti
Marzo 2020

Chiesa cattolica-Ruteni: una e plurale
La storia e il ruolo delle comunità greco-cattoliche di rito bizantino-ruteno nell'Est Europa
Di Alessandro Milani
Spesso si tende a identificare il cattolicesimo con il rito romano. A esso appartiene oltre il 90% 
dei complessivi 1,2 miliardi di fedeli (cf in questo numero a p. 240). Ma la Chiesa cattolica 
è una comunione perfetta tra 24 Chiese diverse per storia, gerarchia e tradizioni liturgiche, definite «orientali». Esse sono riconducibili a 5 macro-ambiti culturali: alessandrino (copto-cattolici d’Egitto e d’Etiopia), antiocheno occidentale (maroniti), antiocheno orientale (caldei, 
siro-malabaresi, siro-malankaresi), armeno, bizantino. (...)
http://www.ilregno.it/attualita/2020/8/chiesa-cattolica-ruteni-una-e-plurale-alessandro-milani

Ecologia. C'è chi il cibo lo spreca e chi invece lo perde

IL CIBO PERDUTO. C'È CHI SPRECA IL CIBO A CASA E CHI INVECE LO PERDE PER LA STRADA
FOOD LOOS E FOOD WASTE sono due definizioni che sembrano uguali ma non lo sono, servono in realtà per identificare due forme diverse di cattivo rapporto con il cibo di cui siamo direttamente o indirettamente responsabili. Il primo è la PERDITA il secondo è lo SPRECO. Il primo la perdita nel passaggio dal campo dell'agricoltore al distributore e il secondo lo spreco è quando butti nella pattumiera il cibo avanzato a tavola, ma è anche vero che sarai sempre te però, con le tue scelte nell'acquisto, che puoi cambiare il corso di questa catena e far diventare il cibo perduto in cibo consumato.
NELL'INFOGRAFICA elaborata su dati della FAO estratti dal report "The State of Food and Agricolture" si evidenziano 4 passaggi fondamentali nella catena di approvvigionamento dove per varie ragioni si possono verificare perdite considerevoli di cibo. Dal maltempo sui campi ad una raccolta inadeguata o da tecniche di stoccaggio sbagliate o alla cattiva conservazione fino all'arrivo al punto di vendita da dove scatta un ulteriore passaggio invece questo di spreco che può essere nel negozio o nel ristorante per arrivare infine a noi alla nostre case e che possiamo sprecare anche discriminando alcuni prodotti invece di altri solo magari per il loro aspetto estetico.
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Le fase del cibo perduto e di quello sprecato. Infograficapisano. @RIPRODUZIONE RISERVATA
LA PERDITA DI CIBO NEL MONDO
La perdita di cibo a livello mondiale è in media pari al 13,8% del cibo prodotto e si concentra in particolare nelle aree asiatiche, poi in Africa e anche in Nord America insieme all'Europa dove la perdita viene calcolata intorno al 15,7% del cibo prodotto.
I prodotti alimentari più a rischio sono le RADICI, i tuberi e i semi oleosi con un 25,3%, segue la FRUTTA e VERDURA poi la CARNE, i CEREALI e i LEGUMI.
L'IMPATTO AMBIENTALE
Ci sono poi, lo sappiamo tutti, alcuni cibi che sull'ambiente impattano di più rispetto ad altri, come per esempio la CARNE che non ha un grande spreco ma ha un elevato consumo del suolo ed una elevata emissione di gas serra e questo soprattutto in Europa, in America Latina e nel Nord America. Oppure i CEREALI con alti livelli di spreco e perdite soprattutto in Asia e anche la FRUTTA, che rappresenta un punto critico, e anche la VERDURA che necessitano di una enorme quantità di acqua con elevate emissioni di gas serra nell'ambiente ed un altissimo spreco e perdite enormi per la difficoltà di spostamento.
COSA POSSIAMO FARE NOI
Esistono molte cose che possiamo fare per ridurre lo spreco e la perdita alimentare. Migliorare la catena di produzione, investire nelle infrastrutture adeguate per la giusta conservazizone e tante altre cose fino ad arrivare però ad una cosa che possiamo mettere solo noi cittadini e consumatori di questo nostro mondo fragile e cioè la coscienza sia come singolo che come collettività, in modo da fare scelte più consapevole nei riguardi del cibo e nel rispetto della natura ma soprattutto di tutte quelle comunità che hanno molto meno di noi.

SU: AGGIORNAMENTI SOCIALI Orientarsi nel mondo che cambia https://www.aggiornamentisociali.it/
All'interno: Editoriali Nuovo coronavirus: a infezione globale, soluzioni condivise di Giacomo COSTA
Capisaldi Il rischio: essere responsabili di fronte all’incertezza di Francesco RICCARDI
Approfondimenti Multinazionali, non rassegniamoci all’impunità di Swann BOMMIER e di Victoire CAÏL

FAO. The State of Food and Agriculture 2019. Moving forward on food loss and waste reduction. <www.fao.org/state-of-food-agriculture/en/> Infograficapisano @RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI ARGOMENTI

Le 17 Terre Rare vitali per lo sviluppo della tecnologia

Molte di queste Terre furono scoperte all’inizio dell’800 quando si capì che alcuni minerali ne ospitavano altri sotto forma di ossidi con...