INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

Il cambiamento climatico e la tutela delle foreste

L'importanza delle foreste e la loro tutela può contribuire a mitigare il cambiamento climatico in atto molto visibile negli ultimi decenni.

Quando fa caldo così come in questo periodo estivo dove si registrano temperature elevate anche nel Nord Europa a ridosso dei 40°C le varie ondate di calore vengono chiamate con nomi poco scientifici come Nerone, Flegentonte, Lucifero, Caronte e l'ultima Apocalisse 4800 per comunicare in maniera molto efficace la loro potenza distruttrice.

Poi c'è il problema dell'acqua, dei ghiacciai che franano, i deserti che avanzano, insomma siamo preoccupati per tutti quei fenomeni che accompagnano spesso l'idea di un clima fuori controllo. E soprattutto la parola inquinamento ci fa sentire come dei killer costantemente sulla scena del crimine e il CO2 diventa il veleno per l'ambiente. Ma sappiamo davvero cos'è il carbonio? Sappiamo che il suolo quello su cui camminiamo tutti i giorni è il secondo serbatoio di carbonio dopo gli oceani e che il carbonio è la chiave del sistema climatico…

 La Nostra Terra. La fotosintesi del CO2. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Cos'è la fotosintesi del CO2 ed altri passaggi che solo alcuni esperti in materia ne conoscono oggi nel dettaglio i passaggi fondamentali è sintetizzata in questa illustrazione è facile ricondurre gli elementi al loro posto e capire che le foreste attraverso i raggi solari respirano ed emettono quel carbonio in maniera equilibrata e danno la vita alle piante e agli animali e solo un eccesso di carbonio che diventa "cattivo" provoca il famoso effetto serra. E quello sì che dipende da noi.

Oltre ai roghi e alle tempeste di vento o neve che distruggono le foreste ci sono anche insetti e per formare un centimetro di suolo messi in fila occorro oltre mille anni. Possiamo sostenere che le generazioni passate neanche così remote magari quelle dei nonni e bisnonni, che vivevano in una società prevalentemente agricola, conoscevano bene il funzionamento del suolo, lo rispettavano, pulivano gli alvei dei fiumi, seguivano le stagioni e i loro processi, conoscevano l'attenzione e la cura degli alberi come compagni di viaggio senza i quali il raccolto poteva essere a rischio e quindi a rischio la sopravvivenza stessa dell'uomo e della società. 

L'importanza quindi delle foreste e la loro tutela può contribuire a mitigare il cambiamento climatico perché le foreste respirano e il carbonio che viene immagazzinato è fondamentale nei processi di sopravvivenza del mondo. Un eccesso di carbonio provoca l'aumento dell'effetto serra. L'agricoltura bio potrebbe ridurre le emissioni di carbonio rispetto ai metodi tradizionali. Il suolo fornisce molte di quelle cose di cui l'uomo ha bisogno per sopravvivere: dalla difesa delle ondate di calore nelle città, al 95% di alimenti prodotti nella terra, dal filtraggio delle acque al contenimento delle alluvioni. Infine ospita 1/4 delle biodiversità del mondo. Insomma un pianeta da proteggere.

Foto Esa
 Di Bruna Pisano-infograficapisano-brunapisano_visual ©RIPRODUZIONE RISERVATA



 

Il dominio mondiale dell'Impero militare americano

Questa mappa mette insieme la presenza militare americana in tutto il pianeta e si capisce bene che lo si può tranquillamente definire un vero e proprio Impero. Da est a ovest e da nord a sud del mondo, fa venire in mente la famosa affermazione dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V "Sul mio regno non tramonta mai il sole" (In meinem Reich geht die Sonne niemals unter) e intendeva dire con questa frase storica che nei suoi territori vi era sempre un momento del giorno in cui il sole splendeva. 
La mappa de L'IMPERO MILITARE AMERICANO infografica di Bruna Pisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun'altra nazione al mondo ha più truppe e avamposti sparsi per il pianeta degli Usa. Hanno installato 750 basi in almeno 80 paesi e schierato quasi 173 mila soldati in 159 Stati.

LE NAZIONI PERDENTI. In questa mappa si può chiaramente capire quali sono i paesi che hanno più militari e basi e sono a distanza di 80 anni quelli che hanno perso la Seconda Guerra Mondiale e cioè il Giappone con 120 basi e 53.713 truppe, la Germania con 119 basi e 33.948 truppe e l'Italia con 44 basi e 12.247 truppe, a seguire la Corea del Sud avamposto americano con 73 basi e 26.414 truppe. Una specie di cintura di armi da fuoco e soldati che circondano la Russia, ma che resta sempre e comunque la seconda potenza militare mondiale e la prima del 2022 per numero di ordigni atomici 4.477 su 3.708 degli Stati Uniti. A parte c'è anche un riferimento alla fitta presenza delle basi Nato a ridosso della Russia nei paesi che hanno aderito e che si somma alla presenza militare americana con le due sedi principali in Europa una nei Paesi Bassi a Brunssum e una in Italia a Napoli. 

CATEGORIE DI BASI. I siti delle basi militari statunitensi rientrano in due categorie principali: 1) Grandi basi o "basi": definite come installazioni militari di dimensioni superiori a 4 ettari o di valore superiore a $ 10 milioni. Queste basi in genere hanno più di 200 militari statunitensi. 439 o il 60% delle basi estere degli Stati Uniti rientrano in questa categoria. 2) Basi piccole o "ninfee": queste basi sono più piccole di 4 ettari o hanno un valore inferiore a $ 10 milioni. Questi includono posizioni di sicurezza cooperativa e siti operativi avanzati. Il restante 40% delle basi estere statunitensi rientra in questa categoria. Secondo il Watson Institute della Brown University, dal 2001 tra 1,9 e tre milioni di membri del servizio militare statunitense hanno prestato servizio in Afghanistan e Iraq, con oltre la metà di loro schierato più di una volta. 

IN MEDIO ORIENTE. La più grande installazione militare statunitense in Medio Oriente è la base aerea di Al Udeid, situata a ovest di Doha, in Qatar. Istituita nel 1996, ospita circa 11.000 membri del servizio americano e della coalizione. Coprendo un'area di 24 ettari, la base ospita quasi 100 aerei e droni. 

GIAPPONE E COREA DEL SUD. Gli Stati Uniti sono stati in Giappone dalla fine della seconda guerra mondiale (1939-1945) e in Corea del Sud dalla guerra di Corea (1950-1953). Quasi la metà di tutte le forze armate statunitensi schierate all'estero, circa 80.100 americani, sono in Giappone con 53.713 e in Corea del Sud con 26.414. La Corea del Sud ospita Camp Humphreys, la più grande base militare americana d'oltremare, situata a circa 65 km a sud della capitale Seoul.

IN EUROPA. La base aerea di Ramstein in Germania è il più grande hub per le truppe statunitensi e le forniture militari in Europa. Appena fuori dalla base di 1.200 ettari, si trova il Landstuhl Regional Medical Center, il più grande ospedale militare statunitense al di fuori degli Stati Uniti. La struttura è stata ampiamente utilizzata durante le guerre in Afghanistan e in Iraq e ha curato migliaia di soldati feriti. Come quasi tutte le basi statunitensi, Ramstein è dotata di ospedali, scuole, centrali elettriche, complessi di appartamenti e una serie di servizi spesso chiamati "Burger King e piste da bowling".

PRESENZA MILITARE IN AMERICA LATINA. Situata sulla punta orientale di Cuba, la base navale di Guantanamo Bay è la più antica base militare d'oltremare degli Stati Uniti. La struttura di 116 kmq è stata sotto il controllo americano dalla fine del 19° secolo. La base è una questione molto dibattuta tra Stati Uniti e Cuba. Per decenni Cuba ha insistito affinché gli Stati Uniti restituissero il territorio che aveva preso con la forza nel 1898 e successivamente affittato definitivamente nel 1903.

La Base americana di Okinawa in Giappone

Base di Okinawa in Giappone proteste di Greenpeace
Proteste di Greenpeace per la Base di Okinawa in Giappone

Base di Ramstein in Germania
La base di Aviano in Italia
 
Dispiegamento di truppe statunitensi dal 1950. 
1950-1953
In seguito alla resa dei giapponesi agli Alleati che pose fine alla seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica divisero la Corea, che era stata sotto il dominio giapponese, lungo il 38° parallelo, tagliando in due all'incirca la penisola coreana. Il 25 giugno 1950, le forze nordcoreane, sostenute da Cina e Unione Sovietica, invasero il sud dando inizio alla Guerra di Corea. Alleati con il Sud, gli Stati Uniti hanno schierato circa 1,78 milioni di soldati durante i tre anni di guerra. Si stima che durante la guerra siano morti tra i 2 ei 3 milioni di civili. Secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, gli Stati Uniti hanno subìto 33.739 morti in battaglia. Nessun trattato di pace formale è mai stato firmato.

1955-1975
Le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica continuarono a crescere nel sud-est asiatico negli anni '50 e '60. Il conflitto principale ha contrapposto il governo comunista del Vietnam del Nord al Vietnam del Sud e al suo alleato, gli Stati Uniti. Oltre 3,4 milioni di soldati statunitensi furono dispiegati nel sud-est asiatico; oltre tre milioni di persone, inclusi oltre 58.000 americani, furono uccise durante la guerra. Il 29 marzo 1973, le ultime truppe da combattimento statunitensi lasciarono il Vietnam. Due anni dopo, il 30 aprile 1975, le forze comuniste presero il controllo del Vietnam del Sud e posero fine alla guerra.

1990-1991
Il 2 agosto 1990, l'esercito iracheno ha invaso il Kuwait, una piccola nazione ricca di petrolio nel sud del paese. Una settimana dopo, il 9 agosto, gli Stati Uniti iniziarono l'operazione Desert Shield e dispiegarono migliaia di truppe in Arabia Saudita. Durante la breve guerra, circa 694.550 soldati americani furono schierati nella regione. Il 28 febbraio 1991, il presidente degli Stati Uniti George HW Bush dichiarò un cessate il fuoco e il 3 aprile dello stesso anno l'ONU approvò una risoluzione che poneva formalmente fine al conflitto.

2001-2021
Il periodo successivo agli attacchi dell'11 settembre e alla dichiarazione di guerra sia all'Afghanistan nel 2001 che all'Iraq nel 2003 ha visto un forte aumento delle truppe all'estero. Almeno 800.000 americani hanno prestato servizio in Afghanistan e più di 1,5 milioni in Iraq negli ultimi 20 anni. Si stima che il costo umano delle guerre abbia ucciso più di 900.000 persone, per lo più civili.

Spese militari statunitensi dal 1950
Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), nel 2020, gli Stati Uniti hanno speso 778 miliardi di dollari per le loro forze armate – il più grande investitore militare al mondo e più dei prossimi 10 paesi messi insieme. La Cina si è classificata seconda con 252 miliardi di dollari, seguita dall'India con 73 miliardi di dollari, la Russia con 62 miliardi di dollari e il Regno Unito con 59 miliardi di dollari. Solo negli ultimi 20 anni, secondo il progetto Costs of War della Brown University, gli Stati Uniti hanno speso 8 trilioni di dollari per la cosiddetta "guerra globale al terrore". La guerra in Afghanistan ammonta a 2,3 trilioni di dollari che, secondo i ricercatori della Brown University, equivalgono a più di 300 milioni di dollari al giorno per 20 anni.

E ancora 2,1 trilioni di $ sono stati spesi per le guerre in Iraq e Siria e 355 miliardi di $ sono stati attribuiti ad altre guerre. Il resto del denaro include oltre 1 miliardo di dollari in pagamenti di interessi per le enormi quantità di denaro presi in prestito per finanziare le guerre, nonché oltre 2,2 miliardi di dollari in obbligazioni per la cura dei veterani nei prossimi 30 anni. Ciò significa che, anche dopo che gli Stati Uniti avranno lasciato l'Afghanistan, continueranno a pagare per le guerre negli anni a venire (Fonte dati aljazeera).

I PAESI BRICS. Per tornare alla nostra mappa a guardar bene gli unici paesi esenti dalla presenza dell'esercito Usa sono la Cina, l'India, l'Iran e anche la Russia, e alcuni di loro sono oggi delle potenze economiche crescenti. Queste nuove potenze emergenti Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica i cosiddetti paesi BRICS rappresentano una specie di Nuovo Ordine Mondiale con una futura moneta comune e nuove vie di scambi commerciali ed economici, nell'ultimo vertice del 23 giugno 2022 Argentina e Iran hanno fatto ufficale richiesta di adesione al gruppo che sfida il blocco occidentale.
L'ultimo XIV Summit dei Paesi BRICS Sudafrica, Cina, Brasile, Russia e India

Copertina Magazine TPI

IL MAGAZINE THE POST INTERNAZIONALE. Al conflitto nel cuore del continente europeo viene dedicato uno SPECIALE UCRAINA con articoli, reportage e approfondimenti. In assoluto la paura dell'abbraccio mortale con l'America di Biden che potrebbe annientare l'Europa resta il sentiment dominante. Sul magazine italiano TPI in versione digitale le notizie, gli approfondimenti, i commenti e anche l'infografica "L'Impero Militare Americano" che illustra l'assoluta supremazia militare nel mondo. https://www.tpi.it/opinioni/usa-non-vogliono-guerra-finisca-piano-biden-pericoloso-europa-20220414890207/

Infografica di Bruna Pisano Infografica e Dintorni @brunapisano_visual ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Da Theopetra al Colosseo i monumenti più antichi

Da Theopetra al Colosseo passando per i tumuli del Neolitico in Scozia, le fattorie delle Isole Orcadi fino al vento che spazza via un piano dello Ziggurat di Ur in Mesopotamia e alle piramidi egiziane, tutti i 20 monumenti che hanno resistito millenni alla tirannia del tempo e che sono arrivati fino a noi per testimoniare la grandezza di civiltà passate.

Nella timeline la sequenza da 23000 anni a.C. in Tessaglia in Grecia con Theopetra il sito considerato più antico al mondo per ad arrivare al 125 d.C. fino a Roma con il Pantheon in monumento più giovane.

I 20 monumenti più antichi del mondo. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

1. La Grotta di Theopetra, Tessaglia Grecia 23000 a. C.
La costruzione più vecchia della storia. Si tratta di una grotta che si trova a Meteora in Tessaglia, in Grecia ed è una cavità dall’ampio ingresso absidato, famosa per contenere tracce di vita umana che vanno dal Paleolitico medio fino alla fine del Neolitico (3500 a.C. circa). Davanti alla grotta sono stati trovati anche i resti di un muro di pietra che, oltre a testimoniare l'avanzamento culturale in fatto di edificazione, prova la necessità di una chiusura parziale dell’ingresso per difendersi dal freddo della glaciazione dell’epoca. I semi ritrovati tra l’altro indicano che gli uomini si fossero approvvigionati di cibo già con l’agricoltura per sopravvivere al clima rigido. Certamente una delle strutture artificiali più antiche della Grecia e forse anche nel mondo.

La Grotta di Theopetra in Tessaglia, Grecia, il monumento più antico del mondo
2. Il Gobekli Tepe, Turchia 12000-8400 a.C
La seconda costruzione più antica del mondo è il Gobekli Tepe, situato a circa 18 km a nordest dalla città di Şanlıurfa, nell'odierna Turchia. Si tratta di un sito neolitico conosciuto anche come il più antico esempio di tempio in pietra. I disegni di animali presenti nella struttura hanno permesso di ipotizzare un culto di tipo sciamanico, antecedente ai culti di divinità della culture sumera e mesopotamica, mettendo con questa datazione in discussione la cronologia storica dell’evoluzione della civiltà umana così come finora ipotizzate. I manufatti artistici in pietra scolpita ritrovati, gli obelischi monoliti e le figure in altorilievo rivoluzionano la teoria che definiva il periodo popolato da genti nomadi dedite esclusivamente alla caccia e alla raccolta di frutti selvatici ma avvalora l'ipotesi di popoli stanziali. Non è chiaro il periodo delle sculture e resta un mistero il trasporto dei giganteschi monoliti da una cava lontana 1 km.

3. Il Barnenez, Francia, 4850 a.C.
Il Tumulo di Barnenez è un sito neolitico che sorge vicino Plouezoc'h, in Bretagna Francia. È considerato il primo monumento megalitico europeo. Lungo 72 metri, largo fino a 25 metri e alto oltre 8 metri, con un peso di circa 14 mila tonnellate e realizzato con piccole pietre, contiene 11 camere ognuna con un accesso diverso, attraverso un lungo passaggio di circa 12 metri e sono costruite con lastre di ardesia e granito e catalogate come "Dolmen à couloir". Sulla costruzione sono presenti simboli incisi in più sezioni e in alcuni tratti, si affaccia sulla Baia di Molaix forse su una zona fertile.

Il tumulo megalitico di Barnenez in Bretagna, Francia

4. Il Monte d'Accoddi, Sassari Italia 4000-3650 a.C.
Il primo monumento italiano presente nella lista è Monte d'Accoddi, sito archeologico a Sassari, attribuito alla cultura di Abealzu-Filigosa, della Sardegna prenuragica e risalente al periodo tra il 4.000 e il 3.650 a.C. Per la concentrazione di differenti tipologie costruttive, il monumento è considerato unico non solo in Europa ma nell'intero bacino del Mediterraneo. Faceva parte di un complesso sviluppatosi su un'area pianeggiante a partire dalla seconda metà del IV millennio e preceduto da tracce del neolitico medio. In seguito altre costruzioni in altre epoche con basamenti e con vari altari e una struttura a santuario e a tempio. Fino all’età del bronzo fu centro religioso poi utilizzato per le sepolture.

5. Il Knap of Howar, Scozia, 3700 a.C.
Insediamento neolitico sull'isola di Papa Westray, nell'arcipelago delle isole Orcadi in Scozia. Il sito è composto dai resti di una fattoria neolitica con due case una “padronale” e una più piccola e fu abitato dal 3700 a.C. fino al 2800 a.C., è realizzato in pietra ed è la struttura abitativa in muratura più antica del Nord Europa. Fu abbandonato nel tempo per problemi strutturali e usato in seguito come deposito.

L'insediamento neolitico di Knap of Howar, una fattoria in muratura in Scozia
 
6. La Gigantia, Malta 3700 a.C.
Un sito archeologico di templi megalitici, costruito intorno al 3700 a.C. e situato nell'isola minore di Gozo a Malta. Questi templi sono considerati le più antiche strutture del genere al mondo e, dopo quelle di Göbekli Tepe in Turchia, le seconde come strutture religiose artificiali. Per costruire Gigantia furono utilizzati monoliti e una specie di muratura a secco con punti di luce che illuminano zone precise del tempio. È patrimonio mondiale dell'Umanità dal 1980.

 7. Il West Kennet Long Barrow, Gran Bretagna 3650 a.C.
È una tomba o un tumulo neolitico, situata vicino a Silbury Hill, a sud di Avebury nel Wiltshire, in Gran Bretagna è un sito precedente addirittura di 400 anni a quello di Stonehenge. Gli archeologi hanno stabilito che è stato costruito dalle comunità di pastori poco dopo l'introduzione dell'agricoltura in Gran Bretagna dall'Europa continentale. Sebbene rappresenti parte di una tradizione architettonica di costruzione di tumuli lunghi che era diffusa in tutta l'Europa neolitica, il West Kennet Long Barrow appartiene a una variante regionale localizzata di tumuli nella Gran Bretagna occidentale, ora nota come Cotswold-Severn Group. Di questi, fa parte di un gruppo di una trentina centrato su Avebury negli altopiani del Wiltshire settentrionale. Costruito con terra, megaliti sarsen locali e calcare oolitico importato dai Cotswolds, il lungo tumulo consisteva in un tumulo di terra sub-rettangolare racchiuso da cordoli. All'interno della camera furono collocate ossa umane, probabilmente tra il 3670 e il 3635 a.C, che rappresentano un misto di uomini, donne, bambini e adulti. Vi è poi un'apparente pausa nell'uso del sito come luogo di sepoltura, probabilmente della durata di oltre un secolo.

8. Il Pentre Ifan, Galles Gran Bretagna 3500 a.C.
È un antico dolmen e si trova su una collina vicino al villaggio di Nevern, nel nord Pembrokeshire, risalente al 3500 a.C., è il più grande e meglio conservato sito probabilmente funerario del neolitico del Galles. La struttura di pietra doveva essere la porta d’ingresso della tomba che probabilmente era ricoperta con un tumulo. Il masso che forma il tetto della tomba principale la cui punta è rivolta verso il fiume Neverm, ha una lunghezza di 5,1 metri di 16 tonnellate ed è sorretto da altri 3 massi a punta. 

9. Il Skara Brae, Scozia Gran Bretagna 3180 a.C.
È un grande insediamento neolitico situato vicino alla baia di Skaill, sulla costa occidentale di Mainland isola delle Orcadi, in Scozia. È composto da una decina di case interrate con piccole stanze con arredamento in pietra, abitato tra il 3180 ed il 2500 a.C. e costruite scavando il terreno e usando il materiale che il mare rilasciava come le ossa di balena utilizzate per i tetti e per le protezioni dalla salsedine. Si tratta del villaggio neolitico più completo d'Europa ed è stato dichiarato patrimonio dell'Unesco nel 1999. 

10. Il Newgrange, Irlanda 3200-2900 a.C.
È un sito archeologico nella valle del fiume Boyne in Irlanda, a circa 40 km da Dublino. È un grande tumulo circolare costruito con ciotoli di quarzo bianco che fungeva da tomba nel neolitico, con un corridoio d’ingresso. È circondato da un cerchio di pietre che fa pensare a un uso religioso anche per l’allineamento del sorgere del sole del solstizio d’inverno con l’ingresso, il tutto grazie ad un’apertura sul tetto che illumina una camera interna. Molte di queste tombe con corridoio irlandesi sono allineate con i solstizi e gli equinozi. Si trova infine in un'area che include un complesso archeologico con oltre 90 monumenti costruiti nel periodo da un'antichissima civiltà contadina preceltica velocemente scomparsa. È stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1993. 

Newgrange in Irlanda una tomba neolitica a pochi km da Dublino

11. La Piramide di Djoser, Egitto 2667-2648 a.C.
Definibile come una "piramide a gradoni" è una struttura funeraria eretta nella necropoli di Saqqara, vicino all’antica città egiziana di Menfi, per la sepoltura del sovrano Djoser e progettata e costruita dall’architetto del regno Imhotep.  È una delle costruzioni più antiche dell’Egitto, la prima che crea un collegamento tra il faraone e la divinità. Completamente in pietra con un’altezza originaria di 62 metri, creata con “6 gradoni decrescenti” ed è circondata da un muro di 1 km all’epoca rivestito di blocchi di calcare bianco composto da bastioni e false porte e con un unico varco quello vero di accesso.

12. La Grande Piramide di Giza, Egitto 2560 a.C.
Detta anche "Piramide di Cheope", la più antica e la più grande delle tre piramidi principali della necropoli di Giza, è una delle sette meraviglie del mondo ed è arrivata a noi quasi intatta con le sue tre stanze interne. Si pensa progettata dall’architetto della corte del Faraone Cheope Hemiunu in origine rivestita di calcare bianco sgretolatasi e di cui alcuni resti sono visibili alla base.

13. Lo Ziggurat di Ur, Iraq 2100 a.C.
Un monumento religioso di civiltà sumera con struttura a terrazze e gradoni collegate da una rampa di accesso, situato nella città di Ur in Mesopotamia. Anticamente era alto 26 metri su tre piani, ma agenti atmosferici e il vento hanno eroso di 10 metri l’ultimo piano. I muri a strapiombo erano costituiti da un’anima di mattoni tenuti insieme dal bitume e con una copertura resistente di mattoni cotti. Il tempio era dedicato a Nanna, dio della Luna, e si pensa sia stato anche un osservatorio astronomico. Dal 2016 è Patrimonio Unesco.

Lo Ziggurat di Ur della civiltà sumera dediacto al Dio della Luna, in Iraq

14. La Tomba di Ciro il Grande, Iran 530 a.C.
Il monumento più famoso del sito archeologico Pasargadae, patrimonio dell'Umanità dal 2004. È composto da una piattaforma come uno ziggurat con una parte superiore di due camere di cui una era la tomba per il sovrano persiano che fu sepolto in un sarcofago d’oro con i suoi armamenti, gioielli e mantello. Il sito secondo alcuni testi sarebbe stato fatto restaurare su ordine del condottiero macedone Alessandro Magno restauro di cui però non si è mai trovato traccia.

15. Il Partenone, Atene, Grecia 432-447 a.C.
È il tempio principale sull'Acropoli dedicato alla dea Atena costruito sui resti di un altro distrutto dai persiani. Costruito per iniziativa di Pericle dagli architetti Ictino, Callicrate e Mnesicle, sotto la supervisione di Fidia, è il simbolo più famoso dell'antica Grecia e della democrazia ateniese. Nato come tempio per gli Dei pagani, nei secoli ha subìto distruzioni e saccheggi fino alla conversione a chiesa cristiana con aggiunte di mura e abside e con la rimozione e la distruzione di numerose statue. Poi cadde sotto gli Ottomani e fu anche una moschea e fu aggiunto un minareto, ma la maggior della distruzione il Partenone la subì dalla Repubblica di Venezia in guerra contro l’Impero Ottomano che usò il sito come deposito armi e magazzini. Poi i turchi asserragliati sull’Acropoli si arresero ai Greci che riconquistarono e abbatterono tutte le costruzioni non pertinenti col tempio greco. Le sculture e i bassorilievi del Partenone sono in giro esposti nei più grandi musei internazionali e sono dei capolavori assoluti dell’arte greca.

Il partenone di Atene il tempio dedicato alla Dea Atena simbolo dell'antica Grecia

16. Il Grande Stupa di Sanchi, India 300 a.C.
Il Sanchi è un villaggio indiano importante centro buddista ed è noto per il Grande Stupa una straordinaria opera d’arte costruita per conservare le reliquie di Buddha e che divenne poi monumento commemorativo. Costruita nel 300 a.C. nell'antica Vidisha, racconta la storia del primo Buddhismo in India ed è una struttura in mattoni a cupola emisferica sormontata da un corpo cubico che poggia su un basamento e il rito della "passeggiata" si svolge attorno allo stūpa in senso orario su un apposito sentiero che corre attorno al basamento delimitato da una balaustra in pietra. È un importante monumento non solo per l’architettura ma soprattutto per tutto il patrimonio culturale indiano. L'intera struttura è racchiusa da un muretto scandito nei quattro punti cardinali, ogni ingresso è costituito da due pali squadrati sormontati da capitelli di animali scolpiti o nani, sormontati da tre architravi. E' stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Il Grande Stupa tempio per conservare le reliquie nel villaggio di Sanchi in India

17. Il Mausoleo Primo Imperatore Qin, Cina 246-208 a.C.
Si trova vicino a Xi'an, nella provincia Shaanxi ed è il più importante sito archeologico cinese. Si tratta di un esteso complesso funerario costruito da 700 mila prigionieri in 40 anni, diviso da con una “Città interna“ di 2,5 km e una “Città esterna“ di 6,3 km a protezione della capitale imperiale di Xianyang. Gli scavi archeologici nel tempo oltre ad aver portato alla luce l’Esercito di Terracotta dell’Imperatore che volle il suo esercito con sé nell’Aldilà per non essere solo, hanno portato alla luce diversi complessi secondari e minori.

L'esercito di Terracotta dell'Imperatore conservato nel Mausoleo del Primo Imperatore Qin

18. La Maison Carrée, Nimes 16 A.C.
È un tempio romano, uno dei meglio conservati, che si trova nell'Occitania nel Midi francese. Fu costruito da Marco Vipsanio Agrippa, un militare oltre che architetto romano, e dedicato a Gaio Cesare e Lucio Cesare i suoi figli che furono adottati dall’Imperatore Augusto. Ha una dimensione di 26 m di lunghezza, 13 di larghezza e 17 di altezza il monumento è ispirato alle opere del Tempio di Apollo al Campidoglio a Roma ed oggi è conservato alla perfezione grazie al suo riutilizzo nei secoli come chiesa cristiana, dopo una parentesi della Rivoluzione Francese dove divenne anche una stalla, e fu dichiarato Museo nel 1823.

19. Il Colosseo, Roma Italia 70-80 d.C.
Non ha bisogno di presentazioni il Colosseo, conosciuto anche con il nome di "Amphitheatrum Flavium", il più grande anfiteatro del mondo. Costruito in un’area dove c’era un lago artificiale, di pianta ellittica e linee curve con un’alta complessità di sistemi costruttivi dall'imperatore Vespasiano in epoca Flavia e fu concluso e inaugurato da Tito nel’80 d.C. che aggiunse al progetto iniziale un terzo e quarto ordine di posti in modo da poter in contenere fino a oltre 80 mila spettatori e per l’avvenimento furono proclamati 100 giorni di giochi. Veniva usato per intrattenere il popolo con spettacoli di gladiatori e manifestazioni tra cui rievocazioni di storiche battaglie o racconti della mitologia greca. E' patrimonio dell'Umanità dal 1980. 

20. Il Pantheon, Roma, Italia 125 d.C
Il Pantheon è un tempio che fu fatto costruire da Adriano su una costruzione precedente situato nel centro storico di Roma ed era dedicato a tutte le divinità e oggi è una Basilica cristiana. È una struttura circolare con un pronao di 16 colonne di granito grigio e rosa con nel perimetro un equilibrio di spinte e controspinte di grandi piloni dove è ripartito tutto il peso della cupola emisferica in calcestruzzo di 5 mila tonnellate con un oculo centrale che permette l’illuminazione interna. Il Pantheon è famoso anche per quest'opera di straordinario ingegno che è la cupola per la sua straordinaria cupola di diametro di 43,44 m una delle più grandi di tutto il mondo. All'interno sono conservate le spoglie di grandi personaggi e grandi artisti italiani come Raffaello Sanzio, Annibale Carracci, Baldassarre Peruzzi e il musicista Arcangelo Corelli.

Il Pantheon di Roma con il pronao a 16 colonne di granito grigio e rosa 

Il Pantheon di Roma oggi una Basilica cristiana e la sua straordinaria cupola unica al mondo
Infografica e ricerca di Bruna Pisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Caravaggio a Roma e il suo ultimo domicilio conosciuto

MICHELANGELO MERISI DETTO IL CARAVAGGIO ARRIVA A ROMA
Nel 1595 Caravaggio a 24 anni decise di emigrare da Milano a Roma. In quella Roma papalina di Paolo V, in cerca di fortuna e soprattutto di lavoro come pittore che alla fine era l’unica cosa che sapeva fare bene. Il quartiere romano dove costruì la sua fortuna di grande artista fu Campo Marzio, con le sue strade e i suoi vicoli, nella contrada della Scrofa, in un fazzoletto di bellezze architettoniche e monumentali tra la Chiesa di San Agostino, San Luigi dei Francesi, Palazzo Madama, Palazzo Giustiniani, il Pantheon, Piazza Navona, insomma il cuore pulsante di una certa Roma antica-romana-classica e rinascimentale e soprattutto meravigliosa tra chiese, fontane e monumenti architettonici unici oltre ad un pullulare di umanità piena di vita con un dialetto diverso dal suo e fatto di strade e vicoli di sampietrini, di commercio, di botteghe di artigiani, di locande e osterie.

Ritratto Caravaggio, Accademia di San Luca, Roma Italia
UN MECENATE CARDINALE PER AMICO
Dopo grandi difficoltà e stenti riuscì a entrare nelle grazie di un uomo potente al punto tale da diventarne il pupillo, il Cardinale del Monte persona molto sensibile all’arte e con una raffinatissima cultura. Il mecenate decise di mantenerlo e proteggerlo anche se ne aveva capito l’indole ribelle e nello stesso tempo però intuito anche le potenzialità del genio assoluto. E Caravaggio non lo deluderà, perché con il suo stile innovativo e straordinario ottenne subito notorietà e fama in quella Roma a cavallo tra i due secoli '500-'600, animata da artisti, cantieri, colori, geni dell’architettura, ricchezza e libertà totale di espressione e lui non tarderà a lasciare il suo segno indelebile. 

Il ricchissimo Cardinale, che animava i salotti del tempo, lo invitò a vivere nel suo palazzo, che era una residenza romana prestigiosissima, oggi sede del Senato della Repubblica Italiana, Palazzo Madama, ma Caravaggio, che era uno spirito libero ma anche attaccabrighe e rissoso, mal sopportava questa condizione di ospite scomodo in case patrizie e dopo aver cambiato residenza più volte, decise che per poter portare a termine le nuove commesse artistiche e avvicinarsi di più a quel mondo fatto dalla schiettezza del popolo e che voleva raccontare nei suoi quadri, doveva cercarsi per forza una casa in affitto per vivere da solo, possibilmente vicino alla residenza del Cardinale.

UNA CASA IN AFFITTO PER DIPINGERE I SUOI CAPOLAVORI
Così l’8 maggio 1604 la vedova di un ricco mercante affittò a Caravaggio un’abitazione di cui aveva l’usufrutto in una stradina dal nome Vicolo di San Biagio, oggi chiamata Vicolo del Divino Amore al n.19. Finalmente quindi dopo quasi 10 anni anni ospite in case altrui, poté iniziare a lavorare più tranquillamente ed esprimere al meglio il suo talento nella sua nuova casa-studio in un vicolo adiacente alle strade e piazze che amava frequentare giorno e notte.

Il Vicolo del Divino Amore, già Vicolo San Biagio casa di Caravaggio a Roma
IL PUGNO DI FERRO DELLE GUARDIE PAPALINE
La Roma papalina del '600 era sì un brulicare d'arte e passioni innovative, tant’è che tutti gli artisti europei contemporanei al Caravaggio ne sentivano il richiamo, ma oltre questo però tutta questa moltitudine di umanità doveva essere gestita e il controllo veniva fatto in maniera molto severa dal tribunale e dalle guardie del papa Paolo V, sua Santità infatti applicava persino la pena di morte in pubblica piazza. Negli Archivi di Stato di Roma sono conservate tutte le denunce, gli arresti e le condanne di tutti i cittadini residenti e anche di Caravaggio, e soprattutto la sua dettagliata descrizione a verbale come di uno "vestito quasi di cenci, scapigliato, con sguardo di fuoco e con un dialetto diverso dal consueto" forse perché in realtà era milanese. Da attaccabrighe e provocatore quale era si aggirava nei vicoli e nelle osterie con la spada, che per legge non era consentito, sempre a caccia di risse e siccome all'epoca il servizio d'ordine e la giustizia funzionavano benissimo, sul suo capo risultano registrate decine di denunce di vario genere, con veloci condanne e molti giorni di cella. Una di queste denunce riguardò proprio la sua nuova casa.

I PREZIOSI DOCUMENTI STORICI DEGLI ARCHIVI DI STATO
Sempre in questi fantastici Archivi di Stato esiste il contratto di affitto del '600 della casa-studio di Caravaggio all’interno del quale l’artista fece scrivere delle clausole che lo autorizzavano a smontare il solaio della soffitta per allargare lo spazio e poter lavorare in un ambiente più ampio per le sue tele così imponenti e che avevano bisogno di molta metratura. Inoltre aveva bisogno di allestire delle scene con due fonti di luce dall'alto per i suoi numerosi modelli che sceglieva nelle osterie o nelle strade e che faceva posare per ore del suo studio. La padrona di casa acconsentì a questi lavori strutturali con la clausola però del ripristino dei volumi interni a fine contratto a spese di Caravaggio.

LA FUGA A GENOVA DOPO UNA RISSA
Ma l’indole era quella e nel 1605 a piazza Navona ferì dopo una lite, pare per una sua modella, un notaio e fu immediatamente ricercato da tutte le guardie del Papa, perché già noto alla giustizia diciamo pure recidivo, e fu costretto a fuggire a Genova e restarci per 6 mesi finchè i suoi protettori riuscirono a concordare una soluzione con la vittima per evitargli il processo e il carcere.

IL VICOLO DEL DIVINO AMORE 19
Qui ritorniamo al Vicolo del Divino Amore 19 quando la padrona di casa, non ricevendo più l’affitto da sei mesi, si rivolse al tribunale ottenendo subito il sequestro di tutti i beni del pittore come risarcimento, con una lista che descrive tutte le suppellettili, le tazze, i cesti, i bicchieri le bottiglie, le stoffe insomma tutti gli oggetti che Caravaggio usava per allestire i suoi quadri e a cui dava dei significati allegorici. Al suo rientro a Roma il pittore si trovò senza casa e senza i suoi poveri averi e sotto casa della padrona cominciò a tirare dei sassi per dispetto contro le persiane della finestra, come un ragazzaccio di strada qualsiasi e anche questa volta fu fatta l’ennesima denuncia contro di lui dalla signora che al magistrato fece mettere nel verbale: “Questa notte circa le cinque hore è venuto detto Micchalangelo et ha tirato molti sassi alla mia gelosia della fenestra che me l’ha spezzata tutta da una banda; dopoi è repassato assieme con certi altri sonando una chitarra et si sono fermati nel cantone del vicolo”... insomma i tribunali funzionavano a dovere a Roma.

Particolare oggetti in uso da Caravaggio che furono sequestrati. Amor vincit omnia Staatliche Museen Berlino

Altri oggetti di Caravaggio con cui allestiva i suoi dipinti. Bacco Galleria degli Uffizi Firenze

Canestra di frutta alla Pinacoteca Ambrosina di Milano, Italia
Poi l’anno dopo, in un’altra serata da dimenticare, uccise con la spada un personaggio importante, una specie di boss della zona, con amicizie altolocate addirittura fino al Papa e qui però inizia un’altra storia, quella della sua fuga disperata dalla condanna a morte verso il sud dell’Italia e nel Mediterraneo, inseguito dal mandato di cattura che lo porterà lontano oltremare. In ogni luogo però dove fece sosta per racimolare il denaro per sopravvivere, grazie alla sua notorietà e alla sua straordinaria bravura, gli furono commissionate opere importantissime. Lasciò le sue tracce immortali ovunque fu costretto a fermarsi con quell’arte e quella passione che sapeva dipingere sulla tela solo lui.

CARAVAGGIO E L'ULTIMO DOMICILIO CONOSCIUTO
Questa è un po’ la storia della casa di Caravaggio che ho voluto raccontare. Oggi è sempre lì, anche restaurata in maniera  anonima e non segnalata dall'amministrazione capitolina, in quel vicolo stretto dove Caravaggio visse i suoi anni migliori, dalla fame alla gloria, con le sue opere innovative, col suo stile che  rivoluzionerà l'arte in tutta l’Europa. Anche con le sue debolezze e le sue pazzie fuse nel suo incredibile ed immenso talento artistico fino all'ultimo giorno della sua tragica fine su una spiaggia da solo a 39 anni. Il suo spirito trapela ancora, devo dire, tra le mura di questo piccolissimo vicolo di sampietrini e da quelle finestre, da quel portone da dove sarà entrato e uscito centinaia di volte e dove chissà forse in questa casa è stato a volte anche felice. Il Vicolo del Divino Amore 19 a Roma, dove visse una parte della sua vita e dipinse i suoi capolavori Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Ingresso della casa-studio di Vicolo del Divino Amore 19 dove ha vissuto Caravaggio, Roma

Le finestre della sua casa-studio da dove certamente si sarà affacciato

La vista del vicolo e l'ingresso della casa
Altra veduta della casa del vicolo

Ingresso al civico 19 e le finestre della casa-studio

Ritratto di Caravaggio di Ottavio Leoni 1621, carboncino nero e pastelli su carta blu, Biblioteca Marucelliana, Firenze
Bruna Pisano. Photo Bruna Pisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Rinascimento e il nobile cavaliere del Giorgione

UNA VITA VISSUTA COME UN FULMINE
Giorgione fu pittore della Repubblica di Venezia grande e misterioso protagonista della scuola veneta. Apparve nella scena pittorica come un fulmine lavorò una decina o più di anni e morì di peste confinato e isolato nell'isola del Lazzaretto Nuovo a Venezia a 33 anni lasciando però opere da leggenda senza mai firmarle e tramandando ai posteri il grave compito di attribuirle.

Quest'opera bellissima del "Ritratto di guerriero con scudiero" racconta una storia di evoluzione che appartiene a quella rivoluzione culturale che fu il Rinascimento Italiano, che non fu solo nell'arte ma anche e soprattutto nella crescita generale della società civile. Il '300 fu caratterizzato dai mercenari, i famosi soldati di ventura che scendevano soprattutto dal Nord Europa e che erano in realtà degli assassini criminali che per denaro si offrivano ai vari signori per aiutarli nelle conquiste territoriali o per imporre tributi alla popolazione o altre nefandezze.

Il Ritratto di guerriero con scudiero, attribuito a Giorgione 1502-1510, Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia.
IL MESTIERE DELLE ARMI E L'ARTE DELLA GUERRA
Nei primi 50 anni del '400 questo scenario si evolse e il mercenario diventò un soldato permanente che combatté per gli stati italiani che erano Venezia Napoli Firenze e Milano. Quindi in Italia in quel periodo i condottieri erano circa il 70% italiani e furono inquadrati con contratti permanenti e con stipendio fisso al servizio degli Stati in pace e in guerra. Gli Stati gestivano la spesa bellica e furono scritti i termini d'ingaggio di queste milizie con i costi di attrezzature e abbigliamento e soprattutto di comportamento.

DA SOLDATO DI VENTURA A NOBILE CAVALIERE
Fu un cambio epocale rispetto ai precedenti cavalieri di ventura perché in queste regole fu inserito un "codice militare" vero e proprio di comportamento molto rigido con una certa etica. Il codice prevedeva il divieto di stupro, di distruzione di istituti religiosi, il rispetto per i prigionieri, una moralità nelle logiche della guerra e non venivano tollerati abusi o ruberie e che se trasgrediti venivano puniti con la forca. In uno degli Stati italiani dell'epoca, Napoli, nel 1946 i nuovi soldati venivano scelti esclusivamente del luogo e si trasformarono in forze armate demaniali, furono statalizzati nella sfera militare degli aragonesi e servivano la corona. Alla fine della carriera come anche a Venezia avevano anche una pensione per sopravvivere (dagli scritti di Paride Del Pozzo del 1410-1493 un giurista che descrisse la Napoli aragonese fu inquisitore generale del Regno di Napoli e fu consultato da tutta Europa su questioni inerenti il duello, gli omicidi. Scrisse De Syindicatu" e il "Duello").

Castel Nuovo o Maschio Angioino, Napoli, dettaglio Arco trionfale/Foto Thoom
La guerra diventò un'attività regolata e con milizie professionali a cui veniva dato l'armamentario, fornito l'allenamento e il cavallo che non poteva essere cambiato e tutto gestito da capitani che dovevano controllare le milizie di cui era responsabile. E alla fine era l'obiettivo di molti diventare Cavalieri perché significava prendere l'ascensore sociale e essere rispettati da tutti e amati dalle donne.

I DUELLANTI E LE NUOVE REGOLE
Quindi il '400 sarà il secolo della trasformazione da mercenari a cavalieri con regolamentazione del duello, con codici morali militari e si gettarono le basi della duellistica europea. Anche i militari potevano sfidare a duello i nobili perché con posizione se non nobiliare ma di prestigio. Una civiltà della armi, un mestiere delle armi che poi sfocerà nel '500 con tutta l'epopea dei cavalieri, dei menestrelli e delle loro gesta narrate in poemi cavallereschi con morale, etica e codici di comportamento da seguire, una vera grande rivoluzione storica partita dal Rinascimento italiano e che contagerà tutta l'Europa fino all'epoca Carolingia dove poi molte idee veicolate nel Rinascimento si appannarono e ritornerà in auge una certa brutalità.

Castel Nuovo o Maschio Angioino, Arco di Tronfo, Napoli, Italia
IL NOSTRO GUERRIERO E IL SUO SCUDIERO
Qui si inserisce quest'opera che rappresenta proprio tutto questo nuovo mondo. Basta vederlo con il suo aiutante finemente vestito, che dopo avergli lucidato l'armatura si appresta a vestirlo. E lui il Cavaliere con un'armatura meravigliosamente lucida e bellissima che con la mano non brandisce la spada ma la sfiora, la accarezza dolcemente e fissa lo spettatore con questo sguardo fermo fiero ma malinconico che si prepara con coraggio e "moralità" alla battaglia. Una visione straordinaria di quel che verrà nel mondo quel secolo illuminato e per questo Giorgione fu un grande pittore perché dipinse in quest'opera il futuro che aveva intravisto.

Giorgione o Giorgio da Castelfranco Veneto pseudonimo di Giorgio Zorzi nato a Castelfranco Veneto 1477 e morto a Venezia nel 1510 

Bruna Pisano ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Lo stato della corruzione nel mondo durante il Covid

Questa classifica annuale di Transparency International, l'organizzazione che misura attraverso le opinioni di esperti e dirigenti di aziende il livello di percezione della corruzione nel governo, nel pubblico impiego, negli affari e nella vita quotidiana, si riferisce ad un anno particolarmente difficile per il mondo intero quello della pandemia.

I parametri messi in campo per questa lista sono vari, vanno dalla corruzione dei governi allo scambio di denaro fino all'inadeguatezza di leggi e norme che regolano i vari rapporti. Il tema è quindi soprattutto l'attenzione ai governi e agli strumenti messi in campo per la lotta e il contrasto al fenomeno corruzione che è sicuramente mondiale. I risultati di quest'anno mostrano che i paesi con libertà civili e politiche ben protette generalmente controllano meglio la corruzione, perché le libertà fondamentali di associazione e di espressione sono cruciali nella lotta per un mondo meno schiavo dalla corruzione.

L'infografica che segue mette insieme i dati relativi al Corruption Perceptions Index (CPI) 2021 su 180 paesi e individua il fenomeno nei vari continenti facendo una media tra i dati migliori con i peggiori di ogni area con la classifica dei peggiori e dei migliori.

La Mappa della Corruzione. ©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA
In due anni di devastante pandemia di COVID-19, l'indice rivela che i livelli di corruzione sono rimasti stagnanti in tutto il mondo. Nonostante gli impegni sulla carta, 131 paesi non hanno compiuto progressi significativi contro la corruzione nell'ultimo decennio mentre nel frattempo resta grave la situazione dei diritti umani e della democrazia in quasi tutto il mondo.

SOMMARIO. Più di due terzi dei paesi, il 68% ha un punteggio inferiore a 50/100 e il punteggio medio globale rimane intorno a 43/100. In 10 anni di rilevamenti sono solo 25 i paesi che hanno migliorato significativamente i propri punteggi e nello stesso periodo 23 paesi sono precipitati in classifica. Tra l'altro molti di questi paesi ad alto punteggio di corruzione rimangono un rifugio sicuro per personaggi compromessi provenienti dall'estero.

La corruzione mondiale è stabile o peggiorata nell'86% negli ultimi 10 anni
I MIGLIORI. Come stanno le cose in Europa. Con un punteggio medio di 66/100, l'Europa occidentale e l'UE sono ancora in cima l'indice, ma i progressi negli ultimi anni sono stati deboli. La pandemia ha però minacciato la trasparenza e la responsabilità in tutta l'area, senza lasciare nessun paese immune e dando segnali preoccupanti di retrocessione anche tra i migliori. Anche quest'anno si distinguono in particolare i Paesi Nordici. I primi paesi più virtuosi sono Danimarca, Finlandia e poi Nuova Zelanda, ciascuno con un punteggio di 88/100. Norvegia, Singapore, Svezia con 85/100 Svizzera 84/100, Paesi Bassi 82/100, Lussemburgo 81/100 e Germania che chiude la top ten dei migliori con 80/100. Alcuni problemi storici di corruzione contribuiscono a relegare l'Italia in posizione inferiore alla media europea con 56/100 perdendo tre posizioni nella lista rispetto al 2020.
L'Italia ha perso 3 posizioni nella classifica ed è sotto la media europea
I PEGGIORI. Molto male l'Africa Sub-sahariana. Con un punteggio medio di 33/100, l'Africa Sub-sahariana non mostra miglioramenti significativi rispetto agli anni precedenti. I guadagni ottenuti dai migliori punteggi sono oscurati dalla scarsa performance complessiva dell'area: 44 paesi su 49 ottengono ancora un punteggio inferiore a 50/100. Ciò rafforza l'urgente necessità per i governi africani di attuare gli impegni di anticorruzione esistenti se vogliono alleggerire l'effetto devastante della corruzione su milioni di cittadini che vivono in condizioni di estrema povertà. In fondo all'indice ci sono Sud Sudan 11/100 e Somalia 13/100. Poi la Siria con 13/100. I paesi in conflitto armato o autoritarismo tendono a ottenere i punteggi più bassi, inclusi Venezuela 14/100, Yemen 16/100, Corea del Nord 16/100 , Afghanistan 16/100, Libia 17/100, Guinea Equatoriale 17/100 e Turkmenistan 19/100. 

NELLE AMERICHE. Senza alcun progresso su un punteggio medio di 43/100 per il terzo anno consecutivo, anche gli high performer nelle Americhe stanno mostrando segni di difficoltà. Mentre i punteggi peggiori nell'area appartengono a paesi non democratici, il peggiore il Venezuela, molti dei quali stanno anche affrontando crisi umanitarie, così accade che le principali democrazie consolidate sono rimaste ferme o sono cadute al di sotto del CPI. Il buon punteggio degli Stati Uniti 67/100 resta invariato rispetto all'anno precedente.

Molti paesi con alti punteggi di corruzione ospitano personaggi compromessi
ASIA PACIFICO. Mentre la regione dell'Asia del Pacifico ha fatto grandi passi avanti nel controllo della piccola corruzione nell'ultimo decennio, il fallimento nell'affrontare la grande corruzione ha mantenuto il punteggio medio fermo a 45/100 per il terzo anno consecutivo. Alcuni paesi con punteggi più alti sono scesi nell'indice, in mezzo all'erosione delle stesse libertà che un tempo facilitavano i movimenti di massa di successo contro la corruzione nell'area. Perde 3 posizioni la Cina da 42/100 a 45/100 e l'India resta stabile a 40/100.
ASIA CENTRALE. Con un punteggio medio di appena 36/100, l'Europa orientale e l'Asia centrale sono ancora la seconda regione con il rendimento più basso del CPI. In Asia centrale, i governi hanno usato il COVID-19 come scusa per introdurre restrizioni ai diritti e alla responsabilità, mentre i governi populisti dell'Europa orientale hanno severamente represso le libertà di espressione e di riunione necessarie per denunciare la corruzione. Scende di classifica l'Ucraina e va a 32/100 mentre la Russia cala di due punti e va a 29/100.
MEDIO ORIENTE. Con un punteggio medio di 39/100 per il quarto anno consecutivo, la regione del Medio Oriente e del Nord Africa fatica a raggiungere risultati tangibili nella lotta alla corruzione. La cattiva condotta politica sistemica e gli interessi privati che hanno preso il sopravvento sul bene comune hanno permesso alla regione – già compromessa da vari conflitti – di essere devastata dalla corruzione e dalle violazioni dei diritti umani durante la pandemia di COVID-19. Col conflitto e la crisi umanitaria la Siria precipita al penultimo posto con 13/100 e lo Yemen con le guerre in corso al fondo dell'indice con 16/100.
In conclusione nel complesso il Corruption Perceptions Index 2021 mostra che il controllo della corruzione rimane stabile o addirittura peggiorato nell'86% dei paesi nell'ultimo decennio. È evidente ormai che i livelli più elevati di corruzione sono fortemente associati a violazioni delle libertà civili e che esistono certamente dei valori anomali, ma nella maggior parte dei casi la relazione è causale in entrambe le direzioni: più corruzione in un paese può portare a restrizioni sulle libertà civili, mentre avere meno libertà civili rende molto più difficile e complicato combattere il fenomeno della corruzione.



Fonte: Transparency International; Corruption Perceptions Index 2021©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

 

La mappa europea delle pipeline del gas naturale

La rete delle pipeline che porta il gas naturale in tutta l'Europa è una incredibile ragnatela che passa e serve tutti i paesi dell'Unione Europea.

Il gas naturale è una fonte di energia conosciuta da sempre e da sempre si è cercato di trasportarlo per poterlo usare per produrre calore ed energia elettrica. Negli anni sessanta si cominciò a  scoprire alcuni giacimenti e si decise di utilizzarlo non solo per uso domestico ma anche per favorire la crescita dell'economia continentale. Così anche nei Paesi europei si iniziò a costruire i primi gasdotti che, unendosi poi a quelli dell'Unione Sovietica, cominciarono a far defluire il gas e a portarlo nelle case e nelle fabbriche. Dopo gli shock petroliferi degli anni settanta e le conseguenze sulla vita sociale e sull'economia, ci fu una corsa alla costruzione di nuove vie per il trasporto di questo prezioso combustibile il più semplice in natura che si forma nel sottosuolo ed è composto per oltre il 90% da metano, un idrocarburo incolore e inodore e viene estratto attraverso della trivellazioni.

L'infografica che rappresenta lo scenario di questa ragnatela

Le tubazioni sono l'infrastruttura principale per la distribuzione del gas dalla fonte fino all'utilizzo finale. Ho realizzato questa infografica con lo scenario della rete di pipeline, sia quelle costruite in superficie che quelle sommerse e anche quelle in progetto ma sospese per tensioni geopolitiche. Quattro le fonti principali di approvvigionamento dell'Unione Europea: dai giacimenti della Penisola dello Yamal in Russia, dal giacimento del Mar Caspio dell'Azerbaijan, dal gas naturale estratto in pieno deserto in Algeria a Hassi R'Mel e infine dal giacimento Ormen Lange della Norvegia, chiamato come la nave vichinga del Re Olaf Tryggvason.

Infografica La rete dei gasdotti in Europa ©infograficapisano RIPRODUZIONE RISERVATA

I big mondiali della produzione 

I maggiori produttori di gas naturale al mondo attualmente sono gli Stati Uniti (766.200 milioni di metri cubi all'anno), segue la Russia (635.500 milioni) poi l'Iran, il Quatar, il Canada, la Cina e infine la Ue.  Tutti i paesi europei compresa l'Italia, sono costretti a importarlo per coprire i fabbisogni nazionali. La maggior parte delle infrastrutture sono di proprietà della russa Gazprom (103.212 km), seguita dalla canadese Tc Energy (99.440 km), e dall'americana Kinder Morgan (82.075 km). I Paesi al mondo con la più sviluppata rete di tubi per il trasporto di gas sono gli Stati Uniti (333.366 km), la Russia (92.831 km), il Canada (84.682 km) e la Cina (76.363 km).

Prima fonte di estrazione Penisola di Yamal, RUSSIA

YAMAL-EUROPE PIPELINE. È una delle più lunghe pipeline del continente e porta il gas dalla Russia all'Europa, si estende per 4.107 km e ha una capacità di 33 miliardi di metri cubi all'anno. Costruita in epoca sovietica sfrutta il giacimento della Penisola di Yamal e traversando la Russia arriva in Germania passando per la Bielorussia e la Polonia e in Austria attraverso Ucraina.

Giacimento russo Yamal Peninsula©gazprom

BROTHERHOOD TRANS-SIBERIAN PIPELINE. Brotherhood che significa "fratellanza", è un gasdotto di epoca sovietica che trasporta 33 miliardi di metri cubi all'anno in Europa. Attinge dal giacimento della Penisola di Yamal traversa la Russia e passa per l'Ucraina che guadagna a sua volta sulle commissioni di transito sul gas venduto in Europa e trattiene la parte del gas necessario alle esigenze del paese.

SOYUZ. Porta il gas russo in Ucraina e verso l'Austria quindi in Italia da Tarvisio, con circa 26 miliardi di metri cubi all'anno estratti dai giacimenti del Kazakistan.

NORD STREAM 1 e 2. Sono 2 pipeline parallele sottomarine lunghe 1.222 km che portano gas direttamente dalla Russia ai porti della Germania senza traversare nessun paese. Raddoppiando il percorso, i due gasdotti forniscono una volta attivati 55 miliardi di metri cubi ciascuno. Attualmente Nord Stream 2, che sarebbe dovuto entrare in attività a marzo del 2022, è stato "congelato" dalla Germania dal Cancelliere Scholz dando il via alla crisi tra Biden, che teme attraverso questa struttura una dipendenza eccessiva dalla Russia, e Putin che ha provocato l'attacco all'Ucraina.

Pipeline Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania

BLUE STREAM. Trasporta gas attraverso il Mar Nero dalla Russia alla Turchia iniziato nel 1997 opera lunga 1.213 km, di cui 373 in Russia, 396 offshore e 440 in Turchia, all'inaugurazione partecipò Berlusconi, Erdogan e Putin. Ha una portata di 16 miliardi di metri cubi all'anno.

TURK STREAM. Il gasdotto è stato inaugurato a Istanbul con Erdogan e Vladimir Putin, rappresenta un successo geopolitico per la Russia ed uno economico per la Turchia. Costituito da due condotte parallele, parte dalla stazione russa di Russkaya, vicino ad Anapa, attraversa il Mar Nero (230 km in acque russe e 700 in acque turche) e arriva fino Kıyıköy, a nord-ovest di Istanbul. Da qui la prima linea continua e prosegue fino a Ipsala, al confine tra Turchia e Grecia. La seconda linea va da Kıyıköy a Malkoçlar, al confine tra Turchia e Bulgaria, e qui si allaccia al sistema già esistente di gasdotti trans-balcanici. La linea ha una capacità di 31,5 miliardi metri cubi all'anno di gas naturale. Le tubature a 2 mila metri di profondità sono state realizzate da aziende russe, tedesche e giapponesi.

Posa pipeline TurkStream ©turkStream
Inaugurazione gasdotto TurkStream con Putin Erdogan a Istanbul

Seconda fonte di estrazione Mar Caspio, AZERBAIJAN

TANAP Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline. Dall'area di estrazione nel Mar Caspio, Shah, la pipeline attraversa tutta la Turchia ed è formato dal Gasdotto sud-caucasico tra Azerbaijan e Georgia arriva in Grecia e in Albania fino in Italia. Inaugurato nel 2018 dai vari presidenti degli stati coinvolti, è stato denominato "la via della seta energetica". Attraversa 20 province turche portando 16 miliardi di metri cubi e unito al TAP la Trans-Adriatic Pipeline porta gas naturale azero in Italia per 10 miliardi di metri cubi all'anno estendibili a 20 miliardi.

TAP Trans-Adriatico. La pipeline che dalla frontiera greco-turca attraversa la Grecia e l'Albania e arriva in Italia in provincia di Lecce a Melendugno. Operativo dopo varie vicissitudini anche di tipo politico, da gennaio 2022 eroga 8 miliardi di metri cubi con un massimo di 10 miliardi nell'estate 2022. Parte da Kipoi in Grecia vicino alla Turchia ed è di 870 km molti dei quali in grecia, 104 offshore nel mar adriatico e 8 km in Italia. A regime trasporterà 10 miiardi di metri cubi di gas all'anno pari al fabbisgno di 7 milioni di famiglie. Con l'aggiunta di una terza stazione di compressione il gasdotto sarà in grado di raddoppiare la quantità trasportata a 20 miliardi di metri cubi/anno.

Posa in opera pipeline TAP

POSEIDON (da realizzare). L'infrastruttura progettata per far arrivare il gas nel Mediterraneo orientale, nelle acque tra Cipro e Israele. Da Otranto dovrebbe ricollegarsi a Melendugno al 20 km diove è già operativo il Tap. Il termine per l'avvio dei lavori è stato prorogato dal ministro Cingolani all'ottobre 2023. La Puglia potrebbe diventare snodo essenziale e il gas potrebbe essere utilizzato per la produzione dell'acciaio di Taranto.

Terza fonte di estrazione nel deserto, ALGERIA

TRANSMED TransMediterraneo. Noto come il Gasdotto Enrico Mattei collega l'Algeria e l'Italia attraverso la Tunisia. La parte sommersa è a 600 m di profondità e in totale l'intero gasdotto è lungo 2.475 km. In Algeria (GEM) si collega ai pozzi di Hassi R'mel in pieno deserto fino al confine con la Tunisia nella stazione di Oued Safsaf. In Tunisia (TTPC) arriva alla stazione di compressione di Capo Bon sul Mar Mediterraneo. Il tratto sommerso nello Stretto di Sicilia collega le due coste (TMPC). In Italia si unisce direttamente alla rete di trasporto Snam Rete Gas. Porta 30,2 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

Giacimenti di pozzi di Hassi R'mel nel deserto in Algeria

GREEN STREAM. Collega in 520 km la Libia all'Italia e arriva a Gela in Sicilia, dal 2004 estrae il gas dai giacimenti di Bahr Essalam (Offshore) e Wafa nel deserto libico al confine con l'Algeria. Porta 8 miliardi di metri cubi all'anno e 2 miliardi vengono destinati ai mercati locali e non esportati.

MAGHREB-EUROPE (MEG). Chiamato anche Pedro Duran Farell e MEDGAZ. Maghreb-Europe Gas Pipeline (MEG) trasporta 10 miliardi di metri cubi all'anno in 1.400 km di tubi dall'Algeria alla Spagna e Portogallo attraverso il Marocco. Un problema politico tra Algeria e Marocco hanno portato ad una crisi di rapporti commerciali tra i due paesi da portare nel 2021 ad interrompere il flusso verso l'Europa anche per il MedGaz.

Condotte Rhoud Ennous-Hassi R'Mel in Algeria

TRANS-SAHARIANO Trans-Saharian Gas-Pipeline, TSGP (da costruire). Trovati gli accordi tra Algeria, Niger e Nigeria per la posa della pipeline Trans-Saharian che collegherà i giacimenti di gas della Nigeria (da Wari sul fiume Niger) fino al confine algerino, per collegarsi alla rete dell'Algeria e vendere in Europa il gas estratto. Il gasdotto sarebbe lungo 4.128 km di cui 1.037 in Nigeria, 841 in Niger e 2.310 in Algeria.

Quarta fonte di estrazione, NORVEGIA

LANGELED PIPELINE. Il gasdotto sottomarino lungo 1.166 km parte da un terminale onshore di Nyahamna in Norvegia e arriva a Easington in Inghilterra, attinge in un campo chiamato Ormen Lange di 24 bocche di pozzi sottomarini sul fondo dell'Oceano Atlantico e del Mare del Nord in quattro aree collegate. Il campo fu scoperto nel 1997 ed è lungo 40 km e largo 8 km ed è ad una profondità variabile tra 800 e 1.100 metri. Il giacimento ha preso il nome di una famosa nave vichinga di Olaf Tryggvason il re della Norvegia del X secolo.

TROLL E OSEBERG. Sono dei campi offshore di riserve di gas stimate di 347 miliardi di metri cubi di capacità estrattiva per ognuno, la Norvegia ha esportato circa 106 metri cubi di gas naturale in Europa attraverso il gasdotto collegato e ci sarà un aumento di altri 2 miliardi di metri cubi che rappresentano il 2% delle esportazioni annuali totali del gas norvegese.

Ormen Lange Platform nel mare norvegese
Ormen Lange Platform Sleipner


The Post Internazionale. Sul magazine in edicola e sulla App, l'infografìca sulla "Rete dei gasdotti in Europa" nel dossier dedicato all'Ucraina con approfondimenti, foto e reportage dai luoghi della guerra. L'importanza della dislocazione e del posizionamento delle pipeline che trasportano il gas per comprendere meglio le dinamiche anche economiche che hanno portato allo scontro riportando di fatto un conflitto in Europa dopo 80 anni di pace. Il magazine ogni settimana con inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in Italia, storie inedite e reportage dal mondo, e grande spazio alla cultura con alcuni tra i più importanti intellettuali italiani. 

https://www.tpi.it/cronaca/settimanale-the-post-internazionale-quattordicesimo-numero-2022-

 

Impaginato magazine The Post Internazionale 8-14 aprile 2022 Anno II/14
Bruna Pisano. ©infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

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