INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

I Top 20 influencer che dominano il mondo dei social

FIGO COME UN INFLUENCER

Ognuno di noi guardando il proprio profilo molte volte pensa, con un po' d'invidia, a tutti quelli che, a differenza nostra, dominano la classifica dei social media con inarrivabili numeri di followers pure su tutte le piattaforme e con i guadagni stratosferici ottenuti pubblicando anche un solo post.

LA CLASSIFICA. Questa è l'infografica con l'elaborazione della classifica dei 20 influencer più potenti del mondo che oltre a creare ingenti patrimoni economici "influenzano", con i loro pensieri le loro azioni e il glamour delle loro esistenze e soprattutto i loro post, milioni di persone che li seguono sulle varie piattaforme social.

LA CLASSIFICA. I 20 influencer in vetta ai social. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
A fare la fotografia di questa classifica ci ha pensato il Report elaborato da VisualCapitalist 2021, che attraverso un'attenta analisi trasversale sulle attuali generazioni presenti sulla terra, ha focalizzato 6 gruppi attraverso una suddivisione per fasce di età.

SILENT GEN i nati dal 1928 al 1945 (7,6%)
BOOMERS nati dal 1946 al 1964 (21,8%)
GEN X nati dal 1965 al 1980 (19,9%)
MILLENNIALS nati dal 1981 al 1996 (22,0%)
GEN Z nati dal 1997 al 2012 (20,3%)
ALPHA nati dal 2013 in poi (8,4%)

I PADRONI DEL MONDO
Di queste fasce generazionali l'attuale influenza e potere reale si concentra in particolare nella generazione dei cosiddetti Baby Boomer (57-65 anni) che sono i più ricchi e i più strutturati nel mondo economico, professionale e politico, mentre la generazione MILLENNIALS (di 25-40 anni) sono in assoluto più attivi nei social sia per numero di utenti che come creatori di contenuti. Per ogni generazione di riferimento in questa classifica dei 20 influencer più importanti si contano 2 presenze per i BOOMERS, 4 per la GEN X, 13 per i MILLENNIALS e 1 per GEN Z, la generazione di TikTok.

In cima alla classifica Cristiano Ronaldo con quasi 600 milioni di followers. Foto CR7 Beauty-Avvenice.com
A dominare la classifica, soprattutto sulla piattaforma Instagram, che include atleti, musicisti, politici e altre personalità, è la star del calcio CR7 Cristiano Ronaldo, il più seguito sui social media in assoluto con oltre 538 milioni di follower totali su tutte le piattaforme, mentre l'ultimo che chiude, anche lui un'amata star ma questa volta del cinema Will Smith con 217 milioni soprattutto su Instagram. 

In mezzo tutti personaggi dello "star system", la metà è rappresentata da stelle della musica, un attore del cinema Dwayne Johnson conosciuto come The Rock con 357 milioni di followers di cui 242.182.295 su Instagram, poi in classifica altri due atleti del calcio, Neymar e Messi e tre cosiddette "Celebrity" che sono diventate famose e costruito imperi economici grazie alla vita privata seguita come in "reality Tv" e del glamour senza altre particolari tendenze artistiche. In chiusura anche un politico molto noto e amato come l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama con 221 milioni di followers gran parte su Twitter.

Post dal profilo di Cristiano Ronaldo ©Instagram.com

Il post di Justin Bieber. L'album Justice. ©Instagram.com

Dwayne Johnson The Rock. Foto da Wired.it

Selena Gomez-Stars Dance-CD-Holywood Records-discogs.com
GUADAGNI SECONDO STIME HOPPER HQ
Per ogni post le cifre pagate dalle aziende per apparire con servizi o prodotti con l'influencer sono altissimi da Cristiano Ronaldo 1,604,000 dollari a scendere ad Arianna Grande con 1,510,000 dollari, a The Rock 1,523,000 dollari fino a Jennifer Lopez 988,000 dollari, Miley Cyrus 838,300 dollari e chiudere con l'attore Will Smith pagato 338,200 dollari.
Autobiografia "Una terra promessa" Barack Obama 2020-biograficonline.it
Fonte: Federal Reserve; hdblog; Visual Capitalist 2021; stime Hopper HQ. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA


L'Arca di Noè dei semi nei ghiacci del Polo Nord

COSA È LO SVALBARD GLOBAL SEED VAULT

L’Arca di Noè esiste, ma non si trova in Turchia sul leggendario Monte Ararat dove, da secoli, decine di esperti si accapigliano per cercarla, ma molto più a Nord, tra i ghiacci a 1.300 km dal Polo tra gli orsi bianchi, foche e balene e si chiama Svalbard Global Seed Vault ed è il più grande deposito di semi del mondo e si può definire certamente come una moderna Arca di Noè della biodiversità con le stesse funzioni di salvataggio di quella biblica ma con la differenza di custodire e preservare le varietà delle piante e non esseri umani e animali.

Svalbard Global Seed Vault. Foto: Pål Hermansen/Samfoto/NTB Scanpix
IL BUNKER NEI GHIACCI ETERNI 

Ci hanno pensato i norvegesi insieme al Global Crop Diversity Trust, una fondazione no profit che si occupa di aumentare la sicurezza alimentare nel mondo, a costruire questo deposito nel 2008 nell’arcipelago artico delle Svalbard sull’isola di Spitsbergenin, scelta per la sua posizione accessibile, i bassi livelli di umidità e di molto al di sopra il livello del mare, insomma una zona sicura, ritenuta stabile dal punto di vista geologico.

In questo bunker indistruttibile si entra da una porta incastonata nel ghiaccio e si scende a 130 metri di profondità con un tunnel che porta a tre sale protette da imponenti muri di cemento che riparano i semi in un ambiente secco a meno -18 gradi Celsius (meno-0,4 gradi Fahrenheit), spazi in cui si possono immagazzinare fino a 4,5 milioni di varietà di colture, ovvero circa 2,5 miliardi di semi e che oggi ne contiene già oltre 1 milione spediti dai quattro angoli della pianeta, come ultimamente dall'Africa il mais e il sorgo un cereale privo di glutine, dall'Asia l'orzo e dall'Europa e dal Sud America le melanzane.

Il bunker interno con -18 gradi Clesius

LE DONAZIONI DEI SEMI DA SALVARE

A sorpresa nel 2015 la prima richiesta di aiuto al caveau artico attraverso l’International Center for Agricultural Research in the Dry Areas (Icarda) un'organizzazione internazionale impegnata nella ricerca per lo sviluppo con sede in Libano, di una banca di sementi della città Aleppo in Siria, su richiesta del Ministro dell’Agricoltura siriano che, vista la distruzione dei raccolti e la scomparsa di molte varietà di semi a causa della guerra, ha chiesto la restituzione di 130 dei 325 campioni già depositati per un totale di 116mila semi tra cui particolari specie di orzo e grano che possono crescere in zone molto aride e cercare così di ridare cibo alla affamata popolazione sopravvissuta.

Lo Svalbard Global Seed Vault è la più grande banca genetica del mondo e conserva i duplicati della diversità delle loro colture. Nel peggiore dei casi, se una collezione di una banca genetica viene distrutta o diventa inaccessibile a causa di guerre o eventi meteorologici estremi, o se la sua collezione viene danneggiata a causa della mancanza di fondi sufficienti o di un incidente, i semi duplicati saranno ancora disponibili per il depositante per recuperare dal deposito e ripiantare la coltivazione.

L'arrivo di altri semi da salvare nel bunker

LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

Nonostante la pandemia in corso il bunker delle Svalbard ha ospitato 85 scatole contenenti 30.410 campioni di semi che sono state inviate per la conservazione in sicurezza. Sette banche genetiche di cinque continenti hanno contribuito al deposito.

Il 2021 è l'Anno Internazionale della Frutta e della Verdura della FAO e un importante istituto di ricerca agricola internazionale il WorldVeg ha inviato campioni di semi con 48 specie vegetali dalla sua collezione per la duplicazione di sicurezza. La maggior parte dei campioni nella spedizione WorldVeg (4.699 campioni) comprende semi di pomodoro oltre al peperone e alle verdure africane, come la pianta ragno e l'amaranto. La pandemia di Covid-19 non ha influito in modo significativo sulla capacità di WorldVeg di effettuare questo deposito, ma la siccità potrebbe essere un grosso problema in futuro.

I semi sudanesi. Un'altra banca genetica ha contribuito al deposito di giugno è l'Agricultural Plant Genetic Resources Conservation and Research Center (APGRC) in Sudan, che segna il suo terzo deposito al Vault. Il Crop Trust ha fornito un sostegno finanziario per coprire il trasporto dei semi. La spedizione di APGRC contiene 351 campioni di semi, la maggior parte dei quali del genere Sorghum, una pianta fiorita coltivata come cereale per il consumo umano o per l'alimentazione animale. Il deposito APGRC include anche sesamo, fagioli e pomodori.

Amadou Sidibe con la preparazione dei semi da spedire

Semi coltivati per la conservazione
Semi coltivati. Il Seed Savers Exchange (SSE) con sede negli Stati Uniti è una delle poche organizzazioni non governative che effettua regolarmente depositi di semi al Seed Vault. A causa della pandemia, questo deposito di SSE si è ridotto, contenendo circa 130 varietà rispetto alle 200-300 varietà che sono state spedite negli anni passati. Il deposito di giugno da SSE comprende cavoli, fagioli e diverse varietà di meloni e pomodori. "Molte delle varietà che stiamo depositando provengono da giardinieri domestici che hanno coltivato queste varietà per decenni e per generazioni. Le varietà si sono adattate ai loro climi locali e regionali e potrebbero essere importanti per la coltivazione nelle condizioni del cambiamento climatico" afferma Philip Kauth, Direttore della conservazione presso SSE.
 
Anche con la pandemia in corso, lo staff di NordGen si reca al deposito delle Isole Svalbard due volte l'anno a maggio e a ottobre.
Personale di WorldVeg con l'attuale consegna di campioni di semi. Foto: WorldVeg
Gli attuali membri dell'IAP dopo un'ispezione al Global Seed Vault durante il loro ultimo incontro 2020
Åsmund Asdal Seed Vault Coordinator
Åsmund Asdal Seed Vault Coordinator

L'ARCA DI NOÈ DEL MILLENNIO

Si può quindi essere accorti e cercare di prevedere l’imponderabile dalle guerre ai meteoriti, dai disastri nucleari alle pandemie, ma evidentemente non ancora abbastanza preparati ad affrontare il veloce riscaldamento globale e l'inquinamento ambientale che mettono a rischio la sopravvivenza umana. L’aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci, rappresentano il più grave pericolo da contrastare per garantire la contitnuità della vita umana sul pianeta e certamente una porta nel ghiaccio, anche se molto robusta, non può bastare da sola a proteggere il futuro dell’umanità, e allora in attesa dei provvedimenti a favore del salvataggio del pianeta, in questo bunker si cercano di conservare i preziosi semi per affrontare i futuri disastri provocati dal pericolo numero uno del mondo: l'uomo.

Fonte: https://www.nordgen.org/en/our-work/svalbard-global-seed-vault/information-for-depositors/ Di BrunaPisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
#SvalbardGlobalSeedVault #ÅsmundAsdal#NordGen#Svalbard#WorldVeg#riscaldamentoglobale#infograficapisano

Reporters sans Frontières 2021, la mappa della crisi

Lo stato della libertà di stampa nella pandemia di Covid-19, l'analisi della situazione mondiale e la classifica di Reporters sans Frontières 2021.

Reporters attaccati e arrestati, media indeboliti dalla disinformazione, leggi che minano la libertà, calo dei redditi dei giornalisti, la pandemia ha portato ancor più in evidenza le immense difficoltà e le sfide che il giornalismo e l'informazione devono affrontare in tutto il mondo. L'edizione del World Press Freedom Index 2021 di Reporters sans Frontières (RSF) mostra che la principale cura contro la disinformazione, ovvero il giornalismo, è sempre molto a rischio. L'analisi della libertà di stampa in 180 paesi, mostra che essere reporter oggi è molto difficile e viene addirittura ostacolato in 73 Stati sui 180 e molto limitato in altri 59 Stati, vale a dire un totale del 73% dei paesi esaminati.

Nell'infografica che segue la mappa "La libertà di stampa nel mondo nell'anno della lotta al virus" con una sintesi estratta dai dati del Report 2021 con brevi sulle varie aree prese in esame. 

Una situazione mondiale suddivisa in 5 parametri: "BUONA", "PIUTTOSTO BUONA", "PROBLEMATICA", "DIFFICILE" e "GRAVE" calcolati attraverso un Indice di 7 indicatori da 0 a 100 punti che sono: IL PLURALISMO, L'INDIPENDENZA DEI MEDIA, L'AMBIENTE E L'AUTOCENSURA, LA TRASPARENZA, LE INFRASTRUTTURE E LE VIOLENZE SUBITE.

La mappa della libertà di stampa del 2021. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
Faro dell'informazione rimane sempre l'Europa

L'Europa rimane il continente più favorevole alla libertà di stampa, nonostante un aumento della violenza contro i giornalisti. I meccanismi per la protezione delle libertà fondamentali messi in atto dalla UE sono lenti anche per contrastare alcuni regimi (l'Ungheria di Viktor Orbán) che tenta di controllare l'informazione. L'intero continente europeo è impegnato a combattere il Covid-19, ma solo alcuni paesi dell'area come la Norvegia, la Finlandia e Svezia possono vantarsi di aver difeso la libertà di stampa al massimo, in molti paesi europei comunque sono state registrate violazioni del diritto all'informazione. 

Molto difficile la situazione in Nord Africa dove tre paesi Algeria, Marocco e Libia sono nelle aree rosse e nere con una situazione considerata difficile e anche molto grave per l'esercizio della professione. In America del Nord gli Stati Uniti hanno guadagnato solo una posizione rispetto al 2020 e il Canada solo due, mostrando segnali preoccupanti. L'America Latina il clima precedente alla pandemia era già compromesso e con l'epidemia la situazione per i giornalisti si è ulteriormente deteriorata. Per l'Asia e il Pacifico il Covid-19 ha rafforzato i regimi autoritari della regione che hanno così perfezionato il loro apparato di controllo dell'informazione totalitaria. Le “democrature” hanno usato la crisi sanitaria come pretesto per imporre una legislazione particolarmente liberticida, attraverso dispositivi che combinano propaganda e repressione delle voci dissenzienti. Il comportamento delle poche democrazie dell'area mostra, da parte sua, che il libero esercizio del giornalismo è il miglior antidoto contro la disinformazione. Per l'Europa orientale e l'Asia centrale gli effetti della crisi sanitaria sulla libertà di stampa, sono stati devastanti con una repressione senza precedenti nei confronti dei giornalisti che coprivano i movimenti di protesta e la guerra nel Caucaso, che ha lasciato almeno sette giornalisti feriti e gravemente ostacolato il loro lavoro, hanno contribuito a mantenere l'area dell'Europa orientale e dell'Asia centrale penultimo nel Ranking Regionale nel 2021. In Medio Oriente, in mezzo al malcontento popolare esacerbato dal coronavirus, ha messo in luce lo stato preoccupante di una stampa che lentamente viene uccisa da politiche repressive. L'area rimane più scura che mai sulla mappa, con 12 paesi classificati nelle zone rosse e nere del Ranking, dove la situazione della stampa è considerata difficile e gravissima e senza cambiamenti rispetto all'anno precedente.


La classifica dei 180 paesi

Qui la tabella dei 180 paesi presi in esame con la suddivisione in 5 colori svettano in cima i paesi nordici e molti paesi europei anche se all'interno dell'Unione Europea la questione migratoria si è rivelata delicata. In Grecia le autorità hanno arrestato giornalisti, a volte violenti, per impedire loro di entrare in contatto con i migranti. Ed è anche per limitare la copertura della questione migratoria che in Spagna, le autorità delle Isole Canarie hanno optato per varie forme di ostruzione: rifiuto di informazioni sui luoghi di sbarco dei migranti, ricorso a ostacoli fisici da ostacolare scatti dei fotografi, implementazione dei protocolli di sicurezza, ecc.

La classifica World Press Freedom Index 2021. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il rischio delle manifestazioni

L'Italia resta nella posizione 41 come l'anno scorso in zona "PIUTTOSTO BUONA", dopo la Repubblica Ceca e prima della Corea del Sud. La violenza comunque prende di mira non solo i giornalisti investigativi, ma anche quelli che coprono le proteste. I media, in particolare, sono stati presi di mira da individui vicini a movimenti estremisti durante molte manifestazioni contro le restrizioni sanitarie nell'Europa occidentale. Molti giornalisti sono stati attaccati in Germania e in Italia, mentre altri, in Grecia in particolare, hanno subito violenze della polizia e arresti arbitrari, limitando così la copertura delle notizie durante le manifestazioni. In Francia, queste violazioni sono avvenute principalmente durante le manifestazioni contro il nuovo piano nazionale di applicazione della legge (SNMO) e il disegno di legge “sicurezza globale”, che prevedono la limitazione della diffusione delle immagini delle forze dell'ordine.

Sono stati segnalati casi di violenza da parte della polizia anche in particolare in Polonia, dove diversi giornalisti sono stati individuati o arrestati durante le proteste antigovernative, in Bulgaria, le autorità sono arrivate al punto di rifiutarsi di indagare sulle violenze della polizia contro il giornalista Dimiter Kenarov, così come gli abusi commessi contro i giornalisti in Serbia, che aspira a entrare nell'Ue, hanno così confermato la tendenza. Queste varie violazioni hanno contribuito a un peggioramento del clima nei Balcani.

Di oggi (25 maggio) la notizia dell'aereo dirottato sulla Atene-Vilnius con 126 passeggeri, per procedere all'arresto, da parte della polizia bielorussa, di un giornalista di 26 anni Roman Protasevich che gestisce un canale Telegram che, secondo le accuse del governo di Lukashenko, coordinerebbe le iniziative politiche dell'opposizione, con l'imputazione di "istigazione all'odio e al disordine sociale". Rischia 15 anni di carcere o addirittura la pena di morte praticata in Bielorussia.

Fonte estratto/dati Report World Press Freedom Index 2021 di Reporters sans Frontières. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Helmut Jahn morte di un genio dell'architettura

HELMUT JAHN, IL MONDO PIANGE LA PERDITA DEL GENIO ASSOLUTO DELL'ARCHITETTURA DEL XXI SECOLO

Sabato 8 maggio, forse distratto da mille idee che balenavano nella mente, in sella alla sua bicicletta è passato con il rosso a Compton Hills vicino Chicago ed è stato investito da due auto. È morto sul colpo. 

È il grandissimo architetto Helmut Jahn, il creatore di oltre cento prestigiosi progetti, anche "faraonici" in tutto il mondo, come l'edificio che ospita la sede ufficiale della Commissione Europea a Bruxelles, Sony Center di Berlino, One Liberty Place l'edificio più alto di Philadelphia, Evidenzia Munich Business Towers o State of Illinois Center a Chicago, il Messeturm a Francoforte, l'Aeroporto di Suvarnabhumi, l'Aeroporto Internazionale a Bangkok, Thailandia e quello di Monaco. È stato anche coinvolto nella progettazione del quartier generale dell'FBI a Washington. E tantissimi ancora straordinari...


 

CONSIDERATO IL PIÙ GRANDE ARCHITETTO DEL XXI° SECOLO

Nel 1991 l'American Institute of Architects lo ha indicato come uno degli architetti americani più influenti. Inoltre, il Royal Institute of British Architects gli ha assegnato un premio.
Jahn, nato a Norimberga nel 1940, emigrato negli Stati Uniti nel 1965 dopo gli studi a Monaco, si era stabilito a Chicago per studiare all'Illinois Institute of Technology, dove si era fatto un nome negli anni '70 e '80 con il suo stile modernista, sulla linea di Ludwig Mies van der Rohe e le sue strutture postmoderne in acciaio e vetro, ha praticamente ridisegnato l'architettura della città. 

ALCUNE OPERE IN GIRO PER IL MONDO

"E' stato uno degli architetti più inventivi e il suo impatto su Chicago non sarà mai dimenticato", così la sindaca Lori Lightfoot.

Insomma per quella banale distrazione di un attimo e immerso nei suoi pensieri in sella alla bici, il mondo ha perso la mente di un genio assoluto dell'architettura come Helmut Jahn, aveva 81 anni.

BrunaPisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Papa e i 30 santuari nel mondo contro la pandemia

PAPA FRANCESCO SCENDE IN CAMPO CONTRO LA PANDEMIA E NEL MESE MARIANO CHIEDE AIUTO AL CIELO

In una lettera Francesco invita tutte le persone a pregare nelle proprie case durante tutto il mese di maggio:  

“Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia”

Con un tweet del 1° maggio il Papa ha iniziato a guidare la lunga maratona di Rosario dando inzio alla catena che vede conivolti 30 Santuari mariani sparsi ai quattro capi della Terra.


Il 1° maggio il Rosario per la fine della pandemia nella Cappella Gregoriana in Vaticano è stato recitato da Francesco davanti all'icona della Madonna del Soccorso venerata fin dal VII° secolo e l'ultimo sarà il 31 maggio, sempre con la sua presenza, nei Giardini Vaticani. 30 coroncine benedette dal Papa sono state inviate nei 30 Santuari mariani rappresentativi, dove alle ore 18:00 ora di Roma dal 1° al 31 maggio, inizierà la maratona di preghiera e si potranno unire tutti i fedeli che lo vorranno attraverso i vari mezzi di comunicazione e anche in collegamento con il sito www.vaticannews.it

LA MARATONA DEI 30 SANTUARI

I 30 santuari mariani del mondo che reciteranno il Rosario. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ogni Santuario del mondo è invitato a pregare nei modi e nelle lingue in cui la tradizione locale si esprime, per invocare la ripresa della vita sociale, del lavoro e delle tante attività umane rimaste sospese durante la pandemia, sono inoltre chiamati a promuovere e sollecitare quanto più possibile la partecipazione del popolo per la fine della pandemia nel mondo.

Nei secoli passati durante le epidemie si facevano manifestazioni, famosa a Roma la processione del 1522 dove un crocifisso fu portato dalla folla in processione per le strade di Roma fino alla chiesa di San Marcello al Corso dove è attualmente e viene chiamato Crocifisso della Peste, per chiedere la fine della pestilenza che flagellava la città e che poi finì forse chissà magari grazie anche alle preghiere, oggi invece con un tweet il Papa chiama a raccolta in una processione immaginaria e virtuale i fedeli di tutto il mondo per lo stesso obiettivo chiedere al cielo: la fine del flagello.

QUANDO DOVE E PERCHÉ

1. Inghilterra. Nostra Signora di Walsingham. PER I DEFUNTI

2. Nigeria. Jesus the Saviour and Mother Mary. PER COLORO CHE NON HANNO POTUTO SALUTARE I PROPRI CARI

3. Polonia. Madonna di Częstochowa. PER I CONTAGIATI E I MALATI

4. Israele. Basilica dell’Annunciazione. PER LE DONNE IN ATTESA E I NASCITURI

5. Corea del Sud. Beata Vergine del Rosario. PER I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI

6. Brasile. Nostra Signora d’Aparecida. PER I GIOVANI

7. Filippine. Our Lady of Peace and Good Voyage. PER LE FAMIGLIE

8. Argentina. Nostra Signora di Luján. PER GLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE

9. Italia. Santa Casa di Loreto. PER GLI ANZIANI

10. Irlanda. Nostra Signora di Knock. PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

11. Belgio. Vergine dei Poveri. PER I POVERI, I SENZA TETTO E LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA

12. Algeria. Notre Dame d’Afrique. PER LE PERSONE SOLE E PER COLORO CHE HANNO PERSO LA SPERANZA

13. Portogallo. Beata Vergine del Rosario. PER I CARCERATI

14. India. Nostra Signora della Salute. PER GLI SCIENZIATI E GLI ISTITUTI DI RICERCA MEDICA

15. Bosnia. Madonna Regina della Pace. PER I MIGRANTI

16. Australia. St. Mary’s Cathedral. PER LE VITTIME DELLA VIOLENZA E DELLA TRATTA UMANA

17. Stati Uniti. Immacolate Conception. PER I RESPONSABILI DELLE NAZIONI E DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI

18. Francia. Nostra Signora di Lourdes. PER I MEDICI E GLI INFERMIERI

19. Turchia. Meryem Ana. PER LE POPOLAZIONI IN GUERRA E LA PACE NEL MONDO

20. Cuba. Nostra Signora della Carità del Cobre. PER I FARMACISTI E IL PERSONALE SANITARIO

21. Giappone. Madonna di Nagasaki. PER GLI OPERATORI SOCIO-ASSISTENZIALI

22. Spagna. Nostra Signora di Montserrat. PER I VOLONTARI

23. Canada. Notre Dame du Cap. PER LE FORZE DELL’ORDINE, I MILITARI E I POMPIERI

24. Cina. National Shrine of our Lady. PER COLORO CHE GARANTISCONO I SERVIZI ESSENZIALI

25. Malta. Santuario Nazionale della Madonna di Ta’Pinu. PER GLI INSEGNANTI, GLI STUDENTI
E GLI EDUCATORI

26. Messico. Nostra Signora di Guadalupe. PER I LAVORATORI E GLI IMPRENDITORI

27. Ucraina. Madre di Dio. PER I DISOCCUPATI

28. Germania. Madonna Nera di Altötting. PER IL PAPA, I VESCOVI, I PRESBITERI, I DIACONI

29. Libano. Nostra Signora del Libano. PER LE PERSONE CONSACRATE

30. Italia. Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. PER LA CHIESA

31. Italia. Giardini Vaticani. PER LA FINE DELLA PANDEMIA E LA RIPRESA DELLA VITA SOCIALE E LAVORATIVA

31 maggio. Giardini Vaticani per la fine della pandemia con Papa Francesco
Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Napoleone, 1821-2021 il bicentenario dell'Imperatore

NAPOLEONE BONAPARTE, IL BICENTERARIO DELL' IMPERATORE DEI FRANCESI. 1821-2021 L'ANNO NAPOLEONICO 

Il 5 maggio la Francia commemora il bicentenario della morte dell'Imperatore dei francesi avvenuta alle ore 17,49 in esilio nella sperduta isola Atlantica di Sant'Elena.

Impossibile raccontare la storia anche breve di un personaggio così unico, infatti la sua figura ha ispirato artisti, letterati, musicisti, politici, filosofi e storici, dall'Ottocento fino ai giorni nostri.

Bonaparte valica il Gran San Bernardo, il ritratto equestre di Napoleone Bonaparte di Jacques-Louis David tra il 1800 ed il 1803.
GRANDE E TEMERARIO GENERALE

Amato o odiato sicuramente un mito indelebile che ha attraversato tutto il XIX e XX secolo, Napoleone Bonaparte ha certamente segnato con le sue riforme la storia, la cultura e le istituzioni dell'Europa moderna schiacciata dalle grandi vecchie e ammuffite monarchie che riusciranno, tutte insieme, alleandosi in una "Settima coalizione" (Regno Unito, Russia, Prussia, Austria, Svezia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna, Spagna, Portogallo ed un certo numero di stati tedeschi) a sconfiggerlo in un'ultima battaglia e dopo la sua caduta, il Congresso di Vienna ristabilì in Europa i vecchi regni pre-napoleonici detta Restaurazione

LA CREAZIONE DEI LICEI

Certamente diffuse, o impose a seconda dei punti di vista, nel continente i fondamenti della Rivoluzione francese, gettando le basi per gli Stati moderni, attraverso molte riforme, tra cui quella del sistema giuridico (confluita nel Codice Napoleonico), che introdusse chiarezza e semplicità delle norme e pose le basi per il moderno "Codice civile" insieme ad altri interventi legislativi. Si occupò, tra una battaglia e l'altra, anche di scuola con creazione dei licei statali, scuole riservate ai giovani di buona famiglia o di eccezionale talento, i licei napoleonici erano, come oggi, pubblici e finanziati dalle tasse e con investimenti del governo così come i docenti erano dipendenti dello Stato. 

LE TRE VITE

L'ASCESA AL POTERE da giovane generale nato in un'isola, la Corsica, da una famiglia italiana, con le sue battaglie militari sui campi con la sua armata nella campagne soprattutto in Italia.
LE CONQUISTA MILITARI in vent'anni in giro per l'Europa, grazie al suo sistema di alleanze e a brillanti vittorie, conquistò e governò larga parte dell'Europa continentale fino alla creazione dell'Impero e all'incoronazione nel 1804 a Imperatore dei Francesi e le 1805 nel Duomo di Milano come Re d'Italia.
IL DECLINO e la prigionia prima all'Isola d'Elba e poi dopo il suo rocambolesco ritorno e la sconfitta di Waterloo, l'esilio finale in un'isola sperduta nell'Atlantico, sotto controllo dei britannici a Sant'Elena, tre facce di un mito a cavallo tra rivoluzionario e leader autoritario.

Incoronazione dell'Imperatore di Jacques-Louis David 1806

NAPO'S SISTERS

Ebbe una famiglia ingombrante 4 fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Girolamo; le 3 sorelle Elisa, Paolina, Carolina e uno zio monsignore, di cui si dovette occupare tutta la vita e a cui dovette sempre trovare un'occupazione di prestigio con distribuzione di ruoli e regni. Delle tre, Paolina forse la più bella e la meno politica, si sposò in seconde nozze con il principe Camillo Borghese e fu spedita fra l’altro a fare la "prefettessa" a TorinoPaolina non si curava di politica ma fu l’unica a non abbandonare il fratello detronato, vendette i gioielli per aiutarlo e andò anche a trovarlo all’Isola d’Elba, insomma, come spesso accade, questa donna criticata per i suoi costumi disinvolti per l'epoca, mostrò molto più fedele e riconoscente degli altri fratelli.

Paolina Borghese opera del Canova del 1805 alla Galleria Borgese di Roma

LA STELE DI ROSETTA

La più grande conquista della spedizione in Egitto di Napoleone non fu né militare e né politica, ma archeologica e scientifica: il ritrovamento da parte di un capitano francese Pierre-Francois Bouchard nella città portuale di Rosetta (oggi Rashid) nel delta del Nilo nel 1799 mentre scavava una trincea, una strana pietra di granito scuro di 760 kg poi chiamata la Stele di Rosetta, che riportava 3 diverse grafie: geroglifico, demotico e greco. Una scoperta straordinaria che ha permesso a Jean François Champollion detto Champollion il Giovane (1790-1832), archeologo ed egittologo francese che conosceva nove lingue (latino, ebraico, greco, arabo, siriaco, caldeo, copto, persinao e sanscrito) di capire e "decifrare" nel 1822 i geroglifici, aprendo la strada allo studio della storia dell'Antico Egitto. La Stele di Rosetta fin dal 1802 è esposta al British Museum a causa della sconfitta della Francia nella guerra contro l'Inghilterra e dal 2003 l'Egitto chiede la restituzione dell'opera. Al Museo del Cairo esiste attualmente una copia.

La Stele di Rosetta British Museum

LE SEI BARE

Napoleone riposa oggi in un monumento posto in una cripta ricavata nel pavimento della chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi, esattamente sotto la cupola dorata terminato nel 1861, che consiste in un grande sarcofago di porfido rosso della Finlandia, contenente sei bare entro cui è stato chiuso il corpo di Napoleone: dalla più interna alla più esterna: una bara in lamiera, una in mogano, due bare in piombo, una in ebano e l'ultima in legno di quercia. Cirocnda il sarcofago dell'Imperatore un loggiato circolare decorato con statue raffiguranti dodici Vittorie.

LA DONAZIONE DI HITLER

Esiste una maschera funebre, il cui calco sull’originale venne eseguito dal medico còrso Antommarchi e dal medico inglese Francis Burton, ed è conservata presso l'Accademia degli Euteleti a San Miniato, in provincia di Pisa, città dalla quale la famiglia Bonaparte aveva origine. All'interno della cripta è presente anche la tomba del figlio di Napoleone, Napoleone Francesco, il cui corpo fu qui trasferito da Adolf Hitler nel 1940 dalla Cripta dei Cappuccini di Vienna, dov'era sepolto come tutti i membri della casa d'Austria come dono ai francesi, dopo l'occupazione all'inizio della Seconda Guerra Mondiale.  

Il monumento nella chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi

Certo con questo clima recente di revisionismo, censure, perbenismo e falso conformismo in cui si cerca di rimettere in discussione azioni, fatti, episodi, miti e personaggi del passato rapportandoli ingiustamente ai nostri tempi con i nostri valori o disvalori attuali e non considerando che sono figli della loro epoca e della loro storia, oggi posso dire che mi associo ai cugini francesi e posso dire VIVA L'IMPERATORE! 

Bruna Pisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri del Recovery plan italiano per ripartire

L'INFOGRAFICA DEL PIANO

Tutti i numeri del Piano di Ripresa e Resilienza - PNRR Italy del governo di Draghi presentato al Consiglio dei Ministri.

Due gli obiettivi chiave: Riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica e Contribuire ad affrontare le debolezze strutturali dell'economia italiana. Gli strumenti sono gli Investimenti in 6 MISSIONI e un grande e ambizioso pacchetto di Riforme strutturali.

Infografica del Recovery plan. Infograficapisano@RIPRODUZIONE RISERVATA
LA STRUTTURA DEL PIANO

 Gli investimenti sono organizzati in 6 Missioni e le Riforme affrontano in modo strutturato tre problemi di fondo: DISUGUAGLIANZA DI GENERE, INCLUSIONE GIOVANILE, DIVARI TERRITORIALI.

Gli investimenti complessivi sono 221,5 miliardi di euro con un 191,5 di RRF e un Fondo Complementare di 30 miliardi. Saranno 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti.

Criteri adottati per lo spostamento di progetti nel Fondo Complementare di 30 miliardi: rispetto del budget in presenza di richieste superiori ai 191,5 miliardi del RRF; rispetto tagging digital e green; rispetto DNSH e Aiuti di Stato; scelta di progetti che per complessità, coinvolgimento di una pluralità di attori, potrebbero creare maggiori problemi per la realizzazione entro il 2026.

ALTRE RIFORME

Riforme abilitanti: Orizzontali rispetto alle 6 Missioni e destinate a garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti (es: semplificazioni per la concessione di permessi e autorizzazioni, interventi sul codice degli appalti) 

Riforme settoriali: Indirizzate a specifici settori o azioni previste nelle 16 componenti. Finalizzate ad aumentare l'efficienza e rafforzare la gestione degli interventi previsti del piano (es: nuove regole per la produzione di rinnovabili; interventi sul "contratto di programma" per le Ferrovie).

IMPATTO ATTESO SULL'ECONOMIA

Sostegno alla ripresa ciclica, più dinamica e sostenuta nel futuro. 

Aumento della crescita potenziale

-Incrementare la produttività attraverso innovazione, digitalizzazione, investimenti in capitale umano

-La crescita media del Pil nel 2022-2026 sarà del 1,4 punti più alta rispetto al 2015-2019

-Nel 2026 il Pil sarà di 3 punti % più alto rispetto allo scenario di base (senza PNRR)

Estratto dal piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR Italy
Fonte dati MEF Ministero dell'Economia e delle Finanze aprile 2021. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Rinascimento. Raffaello il genio della bellezza

IL MITO RAFFAELLO SANZIO IL PITTORE DELLA GRAZIA E DELLA BELLEZZA PER ECCELLENZA

(6 aprile Urbino 1483-Roma 1520)

Oggi 6 aprile di 501 anni fa, nel giorno del suo compleanno, moriva a soli 37 anni dopo 15 giorni di agonia per forti febbri, Raffaello, il maestro assoluto del Rinascimento italiano. Su questo meraviglioso artista che ha, nella sua breve vita in pratica 10 anni veri di attività, raccontato il suo mondo fatto di recupero del classicismo e reinventato in chiave moderna attraverso il suo talento è molto difficile scrivere in sintesi, molti più bravi ed esperti di me lo hanno fatto e lo faranno ancora, ma oggi ci tengo a scrivere alcune cose per ricordarlo.

Particolare della Scuola di Atene, autoritratto

LA PRIMA STARTUP DEL 1450

Mi voglio soffermare sulla sua visione moderna del ruolo dell'artista, fu il primo a organizzare attorno a sé una scuola di artisti che collaboravano con lui, sotto la sua rigida supervisione, per poter così far fronte alle tante commesse intraprese da consegnare ai committenti visto il suo enorme successo. Creò una tale "scuola di maniera" che poi alla sua morte prematura porterà lo stile raffaellesco attraverso i suoi allievi in tutta Italia.

IL SACCO DI ROMA

Quando con la discesa dei Luterani, i famosi Lanzichenecchi, con il Sacco di Roma (1527 per fortuna dopo la sua morte), che tra l'altro oltre a uccidere rubare stuprare e dare fuoco alla città, vollero incidere per sfregio il nome di Lutero sui capolavori del Vaticano, la scuola si sciolse e fuggendo i maestri, che avevano accompagnato Raffaello in vita, portarono il suo stile il "Rinascimento Italiano" oltre confine fino nel profondo Nord Europeo contribuendo alla nascita del Rinascimento Europeo. Roma dopo quella violenza non fu più la stessa. Il mito eterno di Raffaello influenzò tutto il periodo artistico a seguire e fu messo molto in risalto nell'800 con i Nazzareni (per i capelli lunghi) che importarono il suo modo e il suo stile alla ricerca della grazia assoluta nelle opere e traslando il tutto nel romanticismo della poesia della letteratura e nel teatro con il melodramma.

Il secondo sacco di Roma nel 1527
L'INCISIONE DEL BULINO
Raffaello capì anche con questa sua moderna visione dell'opera dell'artista a servizio della società con un'idea da imprenditore, l'importanza dell'INCISIONE (una delle tecniche si chiamava bulino) che usò per diffondere il suo stile e veicolando la diffusione del Rinascimento oltre confine. Il vero primo mezzo di "stampa e di comunicazione" prima della fotografia che l'artista usò subito capendone la forza, facendo pervenire alle botteghe di incisori di tavolette i disegni dei suoi quadri che venivano diffusi ovunque ancor prima della fine dell'opera e arrivarono ovunque anche nello studio in quel nord tedesco, a Norimberga, di Albrecht Durer.

Il Giudizio di Paride, disegno di Raffaello in incisione

IL PRIMO SOPRINTENDENTE DELLA STORIA

Possiamo considerare Raffaello come il primo soprintendente della storia: con lui si produsse una nuova sensibilità nei confronti dei beni culturali, alle origini di quella moderna. Vista l'amore dell'artista verso le antichità il Papa Leone X lo nominò a tutela del patrimonio artistico e soprattutto in difesa dei furti e delle vendite di opere e reperti storici.
Raffaello scrisse una famosa "Lettera a papa Leone X" (la trascrizione nell'Archivio di stato di Mantova) tra l'altro si leggeva “l’assunzione di responsabilità da parte di Raffaello e degli umanisti suoi contemporanei, a partire da Leone X, per la salvaguardia di un patrimonio monumentale unico, frammentario e minacciato, in nome della trasmissione della memoria e del passaggio di testimone all’età nuova”.  Nella nostra Costituzione si cita questa sensibilità che possiamo certamente ricollegare a Raffaello: Articolo 9: "La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

IL FUNERALE DEL MITO AL PANTHEON
Il suo funerale fu un evento straordinario e tutta la città di Roma pianse questo amato e adorato genio morto troppo giovane, le donne gettavano fiori dalle finestre su quel feretro portato da quattro cardinali verso il Pantheon.
Dal racconto del funerale di Raffaello, riportato da Audin, autore della vita di Leone X:
"Prima della partenza del corteo funebre verso la Rotonda, la folla si pressava intorno al corpo di Raffaello, chi baciava le frange del drappo mortuario, chi toccava la mano che aveva dipinto tanti capolavori, chi appoggiava le labbra sulla fronte che lo spirito di Apelle aveva animato per 37 anni. Il corteo era iniziato da Castel sant'Angelo. Era preceduto da una folla di carri, di cavalli, di uomini armati, poi seguivano le confraternite della città poste su due file illuminate da fiaccole, in seguito tutto quello che Roma possedeva di pittori, di scultori, di architetti, con una mano reggevano un ramo di cipresso, con l'altra un cero acceso, Seguivano i cardinali, i prelati, i preti, alla fine il feretro di Raffaello sostenuto da quattro cardinali in abito viola. Dietro il feretro camminavano a piedi il governatore, il tesoriere e tutta la magistratura di Roma. Il corteo era chiuso dalla guardia svizzera, dietro la quale si era adunata una folla immensa. Dalle finestre e dai balconi, le donne lanciavano dei fiori sui resti del glorioso artista, non ci fu occhio che non versasse lacrime. Era come un lutto immenso e una calamità pubblica. Dopo che ciascuno ebbe sparso l'acqua santa sul corpo del defunto, questo fu sistemato nella nicchia praticata accanto all'altare della Vergine, poi venne chiuso l'accesso alla nicchia con una pietra sulla quale fu incisa l'iscrizione che il Bembo fece in seguito in onore dell'artista. Il corpo rimase esposto nella chiesa per tre giorni".

ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI
RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI.
QUI E’ QUEL RAFFAELLO DA CUI, FIN CHE VISSE, MADRE NATURA TEMETTE DI ESSERE SUPERATA E QUANDO MORI’ TEMETTE DI MORIRE CON LUI.
La traduzione di un distico di Pietro Bembo (Venezia, 1470 Roma, 1547)

Insomma il principe degli artisti italiani un illuminato colto bellissimo amatissimo e innamorato della vita con la grazia e la bellezza dentro di sé che ha saputo trasferire nelle sue opere con grande maestria e senza difficoltà, e tutto questo patrimonio ora è proprio grazie a lui nel DNA di tutti noi italiani.

L'OPERA SCELTA: 

"LA SCUOLA DI ATENE". Nella Stanza della Segnatura, del 1509/1511, Musei Vaticani © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

L'opera in affresco esalta la ricerca razionale dell'uomo e rappresenta i più celebri personaggi dell'antichità. Si contano 58 figure tra filosofi e matematici che parlano e si confrontano tra loro in uno scenario classicheggiante in prospettiva tanto caro a Raffaello. I gruppi di personaggi sono disposti su due piani su una scalinata, e si dividono: il primo ai lati di una coppia centrale che sono Platone e Aristotele che parlano, il secondo gruppo a sinistra in cui ci sono i pensatori che si sono dedicati ai fenomeni terrestri e alla natura e un terzo gruppo a destra dove c'è l'autoritratto di Raffaello.

Nella struttura architettonica del fondo invece sulla gradinata dove si trovano i filosofi ai lati ci sono due statue classiche di marmo, a sinistra Apollo con sotto un bassorilievo di lotta e guerra e a destra Minerva con lo scudo e la testa di Medusa e sotto un altro basso rilievo con una figura femminile e lo zodiaco. Opera firmata ("RVSM": "Raphaël Urbinas Sua Manu").

LA COMPOSIZIONE DEI PARTECIPANTI

1) Zenone di Cizio
2) Epicuro o Rito orfico | Fedra Inghirami (alle cui spalle Federico Gonzaga bambino)
3) Federico II Gonzaga
4) Severino Boezio o Anassimandro o Aristosseno o Empedocle o Senocrate
5) Averroè (con il turbante)
6) Pitagora (che legge un libro)
6) Telaugue
7) Alcibiade
8) Antistene o Senofonte
9) Kalokagathia greca (cosiddetta Ipazia) | Il Sodoma
10) Eschine o Senofonte o Alcibiade
11) Parmenide o Senocrate o Aristosseno
12) Socrate (con la tunica verde)
13) Eraclito (raffigurato appoggiato a un blocco di marmo, intento a scrivere e rappresentato con i tratti di Michelangelo, impegnato in quel periodo a dipingere la vicina Cappella Sistina)
14) Platone (al centro che conversa)
15) Arisotele (accanto a Platone)
16) Diogene di Sinope (sdraiato sulle scale)
17) Plotino (con l'abito rosso ai piedi di Minerva)
18) Euclide o Archimede | Bramante (intento a disegnare una figura geometrica)
19) Zoroastro | Baldassarre Castiglione (con in mano un globo e la sfera terrestre)
20) Claudio Tolomeo
21) Apelle | Raffaello
21) Protogene | Il Sodoma o Perugino o Timoteo Viti

©Bruna Pisano. RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Rinascimento. La magia di Piero della Francesca

RESURREZIONE. L'OPERA MAGICA DI PIERO DELLA FRANCESCA 

Una delle opere ad affresco e tempera che amo di più è certamente questa di Piero della Francesca l'artista di Borgo Sansepolcro vicino Arezzo in Toscana che la dipinse tra il 1450 e il 1463 mentre completava altri cicli di affreschi.

Resurrezione di Piero della Francesca, 1450/1463 Museo Civico di Sansepolcro. Arezzo

L'ALLEGORIA DELLA VITA

Un Cristo vivo e molto atletico come una statua antica, al centro perfetto dell'immagine, come al vertice di un triangolo immaginario, che si sveglia, e, con una posa inusuale e plastica, appoggia un piede al bordo del sarcofago, ed esce dalla tomba con in mano il vessillo del trionfo dei Crociati, mentre, alla base del triangolo, si vedono 4 splendidi soldati romani caduti addormentati, dividendo così con la sua figura dominante la composizione del paesaggio retrostante in due parti: la sinistra un luogo privo di vita invernale con alberi spogli, la parte destra un paesaggio estivo, caldo con la natura che si risveglia, un chiaro riferimento allegorico al ciclo della vita.


L'ISPIRAZIONE TRA IL SONNO E LA VEGLIA

Il richiamo visivo è anche il contrasto tra veglia e sonno dove la Divinità regna sempre vigile e protettiva verso l'umanità addormentata. Magnifici i quattro soldati romani un'alternanza di abbigliamento, pose e colori sgargianti tra berretti e mantelli e il secondo da sinistra senza l'elmo è un autoritratto dell'autore direttamente sotto il vessillo del Signore a sottolinearne l'ispirazione. 

Particolare Resurrezione, Museo Civico di Sansepolcro. Arezzo
 
Particolare, autoritratto Piero della Francesca

UN ARTISTA DI TRADIZIONE E NELLO STESSO TEMPO INNOVATIVO

Piero della Francesca (1416-1492) pittore e matematico italiano è una delle figure più rappresentative del Rinascimento italiano, esponente della seconda onda di pittori umanisti con uno straordinario stile pittorico sospeso tra perfezione geometrica e insieme arte a vari livelli di lettura sia filosofico che teologico, unendo infine influssi tradizionali e innovativi viaggiando tra la religione e nuove tendenze dell'Umanesimo. Tutto sempre con rigore prospettico e attenta ricerca della luce che mettesse in risalto tutta la plasticità delle figure umane, quasi sempre monumentali. Fu un grande ispiratore per tutta l'arte del Nord Italia e soprattutto veneta.

È una delle mie opere preferite, che secondo me al meglio descrive lo spirito di questa giornata. Perciò a tutti auspico di essere sempre pronti e svegli sull'umanità addormentata.

Buona Resurrezione!

Il Borgo di Sansepolcro, Arezzo Toscana Italia

http://www.museocivicosansepolcro.it/missione.aspx

©BRUNA PISANO, RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI ARGOMENTI

Le 17 Terre Rare vitali per lo sviluppo della tecnologia

Molte di queste Terre furono scoperte all’inizio dell’800 quando si capì che alcuni minerali ne ospitavano altri sotto forma di ossidi con...