INFOGRAFICA E DINTORNI

INFORMATION GRAPHICS E COMUNICAZIONE VISIVA

Il Papa e i 30 santuari nel mondo contro la pandemia

PAPA FRANCESCO SCENDE IN CAMPO CONTRO LA PANDEMIA E NEL MESE MARIANO CHIEDE AIUTO AL CIELO

In una lettera Francesco invita tutte le persone a pregare nelle proprie case durante tutto il mese di maggio:  

“Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia”

Con un tweet del 1° maggio il Papa ha iniziato a guidare la lunga maratona di Rosario dando inzio alla catena che vede conivolti 30 Santuari mariani sparsi ai quattro capi della Terra.


Il 1° maggio il Rosario per la fine della pandemia nella Cappella Gregoriana in Vaticano è stato recitato da Francesco davanti all'icona della Madonna del Soccorso venerata fin dal VII° secolo e l'ultimo sarà il 31 maggio, sempre con la sua presenza, nei Giardini Vaticani. 30 coroncine benedette dal Papa sono state inviate nei 30 Santuari mariani rappresentativi, dove alle ore 18:00 ora di Roma dal 1° al 31 maggio, inizierà la maratona di preghiera e si potranno unire tutti i fedeli che lo vorranno attraverso i vari mezzi di comunicazione e anche in collegamento con il sito www.vaticannews.it

LA MARATONA DEI 30 SANTUARI

I 30 santuari mariani del mondo che reciteranno il Rosario. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ogni Santuario del mondo è invitato a pregare nei modi e nelle lingue in cui la tradizione locale si esprime, per invocare la ripresa della vita sociale, del lavoro e delle tante attività umane rimaste sospese durante la pandemia, sono inoltre chiamati a promuovere e sollecitare quanto più possibile la partecipazione del popolo per la fine della pandemia nel mondo.

Nei secoli passati durante le epidemie si facevano manifestazioni, famosa a Roma la processione del 1522 dove un crocifisso fu portato dalla folla in processione per le strade di Roma fino alla chiesa di San Marcello al Corso dove è attualmente e viene chiamato Crocifisso della Peste, per chiedere la fine della pestilenza che flagellava la città e che poi finì forse chissà magari grazie anche alle preghiere, oggi invece con un tweet il Papa chiama a raccolta in una processione immaginaria e virtuale i fedeli di tutto il mondo per lo stesso obiettivo chiedere al cielo: la fine del flagello.

QUANDO DOVE E PERCHÉ

1. Inghilterra. Nostra Signora di Walsingham. PER I DEFUNTI

2. Nigeria. Jesus the Saviour and Mother Mary. PER COLORO CHE NON HANNO POTUTO SALUTARE I PROPRI CARI

3. Polonia. Madonna di Częstochowa. PER I CONTAGIATI E I MALATI

4. Israele. Basilica dell’Annunciazione. PER LE DONNE IN ATTESA E I NASCITURI

5. Corea del Sud. Beata Vergine del Rosario. PER I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI

6. Brasile. Nostra Signora d’Aparecida. PER I GIOVANI

7. Filippine. Our Lady of Peace and Good Voyage. PER LE FAMIGLIE

8. Argentina. Nostra Signora di Luján. PER GLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE

9. Italia. Santa Casa di Loreto. PER GLI ANZIANI

10. Irlanda. Nostra Signora di Knock. PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

11. Belgio. Vergine dei Poveri. PER I POVERI, I SENZA TETTO E LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA

12. Algeria. Notre Dame d’Afrique. PER LE PERSONE SOLE E PER COLORO CHE HANNO PERSO LA SPERANZA

13. Portogallo. Beata Vergine del Rosario. PER I CARCERATI

14. India. Nostra Signora della Salute. PER GLI SCIENZIATI E GLI ISTITUTI DI RICERCA MEDICA

15. Bosnia. Madonna Regina della Pace. PER I MIGRANTI

16. Australia. St. Mary’s Cathedral. PER LE VITTIME DELLA VIOLENZA E DELLA TRATTA UMANA

17. Stati Uniti. Immacolate Conception. PER I RESPONSABILI DELLE NAZIONI E DEGLI ORGANISMI INTERNAZIONALI

18. Francia. Nostra Signora di Lourdes. PER I MEDICI E GLI INFERMIERI

19. Turchia. Meryem Ana. PER LE POPOLAZIONI IN GUERRA E LA PACE NEL MONDO

20. Cuba. Nostra Signora della Carità del Cobre. PER I FARMACISTI E IL PERSONALE SANITARIO

21. Giappone. Madonna di Nagasaki. PER GLI OPERATORI SOCIO-ASSISTENZIALI

22. Spagna. Nostra Signora di Montserrat. PER I VOLONTARI

23. Canada. Notre Dame du Cap. PER LE FORZE DELL’ORDINE, I MILITARI E I POMPIERI

24. Cina. National Shrine of our Lady. PER COLORO CHE GARANTISCONO I SERVIZI ESSENZIALI

25. Malta. Santuario Nazionale della Madonna di Ta’Pinu. PER GLI INSEGNANTI, GLI STUDENTI
E GLI EDUCATORI

26. Messico. Nostra Signora di Guadalupe. PER I LAVORATORI E GLI IMPRENDITORI

27. Ucraina. Madre di Dio. PER I DISOCCUPATI

28. Germania. Madonna Nera di Altötting. PER IL PAPA, I VESCOVI, I PRESBITERI, I DIACONI

29. Libano. Nostra Signora del Libano. PER LE PERSONE CONSACRATE

30. Italia. Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. PER LA CHIESA

31. Italia. Giardini Vaticani. PER LA FINE DELLA PANDEMIA E LA RIPRESA DELLA VITA SOCIALE E LAVORATIVA

31 maggio. Giardini Vaticani per la fine della pandemia con Papa Francesco
Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Napoleone, 1821-2021 il bicentenario dell'Imperatore

NAPOLEONE BONAPARTE, IL BICENTERARIO DELL' IMPERATORE DEI FRANCESI. 1821-2021 L'ANNO NAPOLEONICO 

Il 5 maggio la Francia commemora il bicentenario della morte dell'Imperatore dei francesi avvenuta alle ore 17,49 in esilio nella sperduta isola Atlantica di Sant'Elena.

Impossibile raccontare la storia anche breve di un personaggio così unico, infatti la sua figura ha ispirato artisti, letterati, musicisti, politici, filosofi e storici, dall'Ottocento fino ai giorni nostri.

Bonaparte valica il Gran San Bernardo, il ritratto equestre di Napoleone Bonaparte di Jacques-Louis David tra il 1800 ed il 1803.
GRANDE E TEMERARIO GENERALE

Amato o odiato sicuramente un mito indelebile che ha attraversato tutto il XIX e XX secolo, Napoleone Bonaparte ha certamente segnato con le sue riforme la storia, la cultura e le istituzioni dell'Europa moderna schiacciata dalle grandi vecchie e ammuffite monarchie che riusciranno, tutte insieme, alleandosi in una "Settima coalizione" (Regno Unito, Russia, Prussia, Austria, Svezia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna, Spagna, Portogallo ed un certo numero di stati tedeschi) a sconfiggerlo in un'ultima battaglia e dopo la sua caduta, il Congresso di Vienna ristabilì in Europa i vecchi regni pre-napoleonici detta Restaurazione. 

LA CREAZIONE DEI LICEI

Certamente diffuse, o impose a seconda dei punti di vista, nel continente i fondamenti della Rivoluzione francese, gettando le basi per gli Stati moderni, attraverso molte riforme, tra cui quella del sistema giuridico (confluita nel Codice Napoleonico), che introdusse chiarezza e semplicità delle norme e pose le basi per il moderno "Codice civile" insieme ad altri interventi legislativi. Si occupò, tra una battaglia e l'altra, anche di scuola con creazione dei licei statali, scuole riservate ai giovani di buona famiglia o di eccezionale talento, i licei napoleonici erano, come oggi, pubblici e finanziati dalle tasse e con investimenti del governo così come i docenti erano dipendenti dello Stato. 

LE TRE VITE

L'ASCESA AL POTERE da giovane generale nato in un'isola, la Corsica, da una famiglia italiana, con le sue battaglie militari sui campi con la sua armata nella campagne soprattutto in Italia.
LE CONQUISTA MILITARI in vent'anni in giro per l'Europa, grazie al suo sistema di alleanze e a brillanti vittorie, conquistò e governò larga parte dell'Europa continentale fino alla creazione dell'Impero e all'incoronazione nel 1804 a Imperatore dei Francesi e le 1805 nel Duomo di Milano come Re d'Italia.
IL DECLINO e la prigionia prima all'Isola d'Elba e poi dopo il suo rocambolesco ritorno e la sconfitta di Waterloo, l'esilio finale in un'isola sperduta nell'Atlantico, sotto controllo dei britannici a Sant'Elena, tre facce di un mito a cavallo tra rivoluzionario e leader autoritario.

Incoronazione dell'Imperatore di Jacques-Louis David 1806

NAPO'S SISTERS

Ebbe una famiglia ingombrante 4 fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Girolamo; le 3 sorelle Elisa, Paolina, Carolina e uno zio monsignore, di cui si dovette occupare tutta la vita e a cui dovette sempre trovare un'occupazione di prestigio con distribuzione di ruoli e regni. Delle tre, Paolina forse la più bella e la meno politica, si sposò in seconde nozze con il principe Camillo Borghese e fu spedita fra l’altro a fare la "prefettessa" a Torino. Paolina non si curava di politica ma fu l’unica a non abbandonare il fratello detronato, vendette i gioielli per aiutarlo e andò anche a trovarlo all’Isola d’Elba, insomma, come spesso accade, questa donna criticata per i suoi costumi disinvolti per l'epoca, mostrò molto più fedele e riconoscente degli altri fratelli.

Paolina Borghese opera del Canova del 1805 alla Galleria Borgese di Roma

LA STELE DI ROSETTA

La più grande conquista della spedizione in Egitto di Napoleone non fu né militare e né politica, ma archeologica e scientifica: il ritrovamento da parte di un capitano francese Pierre-Francois Bouchard nella città portuale di Rosetta (oggi Rashid) nel delta del Nilo nel 1799 mentre scavava una trincea, una strana pietra di granito scuro di 760 kg poi chiamata la Stele di Rosetta, che riportava 3 diverse grafie: geroglifico, demotico e greco. Una scoperta straordinaria che ha permesso a Jean François Champollion detto Champollion il Giovane (1790-1832), archeologo ed egittologo francese che conosceva nove lingue (latino, ebraico, greco, arabo, siriaco, caldeo, copto, persinao e sanscrito) di capire e "decifrare" nel 1822 i geroglifici, aprendo la strada allo studio della storia dell'Antico Egitto. La Stele di Rosetta fin dal 1802 è esposta al British Museum a causa della sconfitta della Francia nella guerra contro l'Inghilterra e dal 2003 l'Egitto chiede la restituzione dell'opera. Al Museo del Cairo esiste attualmente una copia.

La Stele di Rosetta British Museum

LE SEI BARE

Napoleone riposa oggi in un monumento posto in una cripta ricavata nel pavimento della chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi, esattamente sotto la cupola dorata terminato nel 1861, che consiste in un grande sarcofago di porfido rosso della Finlandia, contenente sei bare entro cui è stato chiuso il corpo di Napoleone: dalla più interna alla più esterna: una bara in lamiera, una in mogano, due bare in piombo, una in ebano e l'ultima in legno di quercia. Cirocnda il sarcofago dell'Imperatore un loggiato circolare decorato con statue raffiguranti dodici Vittorie.

LA DONAZIONE DI HITLER

Esiste una maschera funebre, il cui calco sull’originale venne eseguito dal medico còrso Antommarchi e dal medico inglese Francis Burton, ed è conservata presso l'Accademia degli Euteleti a San Miniato, in provincia di Pisa, città dalla quale la famiglia Bonaparte aveva origine. All'interno della cripta è presente anche la tomba del figlio di Napoleone, Napoleone Francesco, il cui corpo fu qui trasferito da Adolf Hitler nel 1940 dalla Cripta dei Cappuccini di Vienna, dov'era sepolto come tutti i membri della casa d'Austria come dono ai francesi, dopo l'occupazione all'inizio della Seconda Guerra Mondiale.  

Il monumento nella chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi

Certo con questo clima recente di revisionismo, censure, perbenismo e falso conformismo in cui si cerca di rimettere in discussione azioni, fatti, episodi, miti e personaggi del passato rapportandoli ingiustamente ai nostri tempi con i nostri valori o disvalori attuali e non considerando che sono figli della loro epoca e della loro storia, oggi posso dire che mi associo ai cugini francesi e posso dire VIVA L'IMPERATORE! 

Bruna Pisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri del Recovery plan italiano per ripartire

L'INFOGRAFICA DEL PIANO

Tutti i numeri del Piano di Ripresa e Resilienza - PNRR Italy del governo di Draghi presentato al Consiglio dei Ministri.

Due gli obiettivi chiave: Riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica e Contribuire ad affrontare le debolezze strutturali dell'economia italiana. Gli strumenti sono gli Investimenti in 6 MISSIONI e un grande e ambizioso pacchetto di Riforme strutturali.

Infografica del Recovery plan. Infograficapisano@RIPRODUZIONE RISERVATA
LA STRUTTURA DEL PIANO

 Gli investimenti sono organizzati in 6 Missioni e le Riforme affrontano in modo strutturato tre problemi di fondo: DISUGUAGLIANZA DI GENERE, INCLUSIONE GIOVANILE, DIVARI TERRITORIALI.

Gli investimenti complessivi sono 221,5 miliardi di euro con un 191,5 di RRF e un Fondo Complementare di 30 miliardi. Saranno 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti.

Criteri adottati per lo spostamento di progetti nel Fondo Complementare di 30 miliardi: rispetto del budget in presenza di richieste superiori ai 191,5 miliardi del RRF; rispetto tagging digital e green; rispetto DNSH e Aiuti di Stato; scelta di progetti che per complessità, coinvolgimento di una pluralità di attori, potrebbero creare maggiori problemi per la realizzazione entro il 2026.

ALTRE RIFORME

Riforme abilitanti: Orizzontali rispetto alle 6 Missioni e destinate a garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti (es: semplificazioni per la concessione di permessi e autorizzazioni, interventi sul codice degli appalti) 

Riforme settoriali: Indirizzate a specifici settori o azioni previste nelle 16 componenti. Finalizzate ad aumentare l'efficienza e rafforzare la gestione degli interventi previsti del piano (es: nuove regole per la produzione di rinnovabili; interventi sul "contratto di programma" per le Ferrovie).

IMPATTO ATTESO SULL'ECONOMIA

Sostegno alla ripresa ciclica, più dinamica e sostenuta nel futuro. 

Aumento della crescita potenziale: 

-Incrementare la produttività attraverso innovazione, digitalizzazione, investimenti in capitale umano

-La crescita media del Pil nel 2022-2026 sarà del 1,4 punti più alta rispetto al 2015-2019

-Nel 2026 il Pil sarà di 3 punti % più alto rispetto allo scenario di base (senza PNRR)

Estratto dal piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - PNRR Italy
Fonte dati MEF Ministero dell'Economia e delle Finanze aprile 2021. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Rinascimento. Raffaello il genio della bellezza

IL MITO RAFFAELLO SANZIO IL PITTORE DELLA GRAZIA E DELLA BELLEZZA PER ECCELLENZA

(6 aprile Urbino 1483-Roma 1520)

Oggi 6 aprile di 501 anni fa, nel giorno del suo compleanno, moriva a soli 37 anni dopo 15 giorni di agonia per forti febbri, Raffaello, il maestro assoluto del Rinascimento italiano. Su questo meraviglioso artista che ha, nella sua breve vita in pratica 10 anni veri di attività, raccontato il suo mondo fatto di recupero del classicismo e reinventato in chiave moderna attraverso il suo talento è molto difficile scrivere in sintesi, molti più bravi ed esperti di me lo hanno fatto e lo faranno ancora, ma oggi ci tengo a scrivere alcune cose per ricordarlo.

Particolare della Scuola di Atene, autoritratto

LA PRIMA STARTUP DEL 1450

Mi voglio soffermare sulla sua visione moderna del ruolo dell'artista, fu il primo a organizzare attorno a sé una scuola di artisti che collaboravano con lui, sotto la sua rigida supervisione, per poter così far fronte alle tante commesse intraprese da consegnare ai committenti visto il suo enorme successo. Creò una tale "scuola di maniera" che poi alla sua morte prematura porterà lo stile raffaellesco attraverso i suoi allievi in tutta Italia.

IL SACCO DI ROMA

Quando con la discesa dei Luterani, i famosi Lanzichenecchi, con il Sacco di Roma (1527 per fortuna dopo la sua morte), che tra l'altro oltre a uccidere rubare stuprare e dare fuoco alla città, vollero incidere per sfregio il nome di Lutero sui capolavori del Vaticano, la scuola si sciolse e fuggendo i maestri, che avevano accompagnato Raffaello in vita, portarono il suo stile il "Rinascimento Italiano" oltre confine fino nel profondo Nord Europeo contribuendo alla nascita del Rinascimento Europeo. Roma dopo quella violenza non fu più la stessa. Il mito eterno di Raffaello influenzò tutto il periodo artistico a seguire e fu messo molto in risalto nell'800 con i Nazzareni (per i capelli lunghi) che importarono il suo modo e il suo stile alla ricerca della grazia assoluta nelle opere e traslando il tutto nel romanticismo della poesia della letteratura e nel teatro con il melodramma.

Il secondo sacco di Roma nel 1527
L'INCISIONE DEL BULINO
Raffaello capì anche con questa sua moderna visione dell'opera dell'artista a servizio della società con un'idea da imprenditore, l'importanza dell'INCISIONE (una delle tecniche si chiamava bulino) che usò per diffondere il suo stile e veicolando la diffusione del Rinascimento oltre confine. Il vero primo mezzo di "stampa e di comunicazione" prima della fotografia che l'artista usò subito capendone la forza, facendo pervenire alle botteghe di incisori di tavolette i disegni dei suoi quadri che venivano diffusi ovunque ancor prima della fine dell'opera e arrivarono ovunque anche nello studio in quel nord tedesco, a Norimberga, di Albrecht Durer.

Il Giudizio di Paride, disegno di Raffaello in incisione

IL PRIMO SOPRINTENDENTE DELLA STORIA

Possiamo considerare Raffaello come il primo soprintendente della storia: con lui si produsse una nuova sensibilità nei confronti dei beni culturali, alle origini di quella moderna. Vista l'amore dell'artista verso le antichità il Papa Leone X lo nominò a tutela del patrimonio artistico e soprattutto in difesa dei furti e delle vendite di opere e reperti storici.
Raffaello scrisse una famosa "Lettera a papa Leone X" (la trascrizione nell'Archivio di stato di Mantova) tra l'altro si leggeva “l’assunzione di responsabilità da parte di Raffaello e degli umanisti suoi contemporanei, a partire da Leone X, per la salvaguardia di un patrimonio monumentale unico, frammentario e minacciato, in nome della trasmissione della memoria e del passaggio di testimone all’età nuova”.  Nella nostra Costituzione si cita questa sensibilità che possiamo certamente ricollegare a Raffaello: Articolo 9: "La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

IL FUNERALE DEL MITO AL PANTHEON
Il suo funerale fu un evento straordinario e tutta la città di Roma pianse questo amato e adorato genio morto troppo giovane, le donne gettavano fiori dalle finestre su quel feretro portato da quattro cardinali verso il Pantheon.
Dal racconto del funerale di Raffaello, riportato da Audin, autore della vita di Leone X:
"Prima della partenza del corteo funebre verso la Rotonda, la folla si pressava intorno al corpo di Raffaello, chi baciava le frange del drappo mortuario, chi toccava la mano che aveva dipinto tanti capolavori, chi appoggiava le labbra sulla fronte che lo spirito di Apelle aveva animato per 37 anni. Il corteo era iniziato da Castel sant'Angelo. Era preceduto da una folla di carri, di cavalli, di uomini armati, poi seguivano le confraternite della città poste su due file illuminate da fiaccole, in seguito tutto quello che Roma possedeva di pittori, di scultori, di architetti, con una mano reggevano un ramo di cipresso, con l'altra un cero acceso, Seguivano i cardinali, i prelati, i preti, alla fine il feretro di Raffaello sostenuto da quattro cardinali in abito viola. Dietro il feretro camminavano a piedi il governatore, il tesoriere e tutta la magistratura di Roma. Il corteo era chiuso dalla guardia svizzera, dietro la quale si era adunata una folla immensa. Dalle finestre e dai balconi, le donne lanciavano dei fiori sui resti del glorioso artista, non ci fu occhio che non versasse lacrime. Era come un lutto immenso e una calamità pubblica. Dopo che ciascuno ebbe sparso l'acqua santa sul corpo del defunto, questo fu sistemato nella nicchia praticata accanto all'altare della Vergine, poi venne chiuso l'accesso alla nicchia con una pietra sulla quale fu incisa l'iscrizione che il Bembo fece in seguito in onore dell'artista. Il corpo rimase esposto nella chiesa per tre giorni".

ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI
RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI.
QUI E’ QUEL RAFFAELLO DA CUI, FIN CHE VISSE, MADRE NATURA TEMETTE DI ESSERE SUPERATA E QUANDO MORI’ TEMETTE DI MORIRE CON LUI.
La traduzione di un distico di Pietro Bembo (Venezia, 1470 Roma, 1547)

Insomma il principe degli artisti italiani un illuminato colto bellissimo amatissimo e innamorato della vita con la grazia e la bellezza dentro di sé che ha saputo trasferire nelle sue opere con grande maestria e senza difficoltà, e tutto questo patrimonio ora è proprio grazie a lui nel DNA di tutti noi italiani.

L'OPERA SCELTA: 

"LA SCUOLA DI ATENE". Nella Stanza della Segnatura, del 1509/1511, Musei Vaticani © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

L'opera in affresco esalta la ricerca razionale dell'uomo e rappresenta i più celebri personaggi dell'antichità. Si contano 58 figure tra filosofi e matematici che parlano e si confrontano tra loro in uno scenario classicheggiante in prospettiva tanto caro a Raffaello. I gruppi di personaggi sono disposti su due piani su una scalinata, e si dividono: il primo ai lati di una coppia centrale che sono Platone e Aristotele che parlano, il secondo gruppo a sinistra in cui ci sono i pensatori che si sono dedicati ai fenomeni terrestri e alla natura e un terzo gruppo a destra dove c'è l'autoritratto di Raffaello.

Nella struttura architettonica del fondo invece sulla gradinata dove si trovano i filosofi ai lati ci sono due statue classiche di marmo, a sinistra Apollo con sotto un bassorilievo di lotta e guerra e a destra Minerva con lo scudo e la testa di Medusa e sotto un altro basso rilievo con una figura femminile e lo zodiaco. Opera firmata ("RVSM": "Raphaël Urbinas Sua Manu").

LA COMPOSIZIONE DEI PARTECIPANTI

1) Zenone di Cizio
2) Epicuro o Rito orfico | Fedra Inghirami (alle cui spalle Federico Gonzaga bambino)
3) Federico II Gonzaga
4) Severino Boezio o Anassimandro o Aristosseno o Empedocle o Senocrate
5) Averroè (con il turbante)
6) Pitagora (che legge un libro)
6) Telaugue
7) Alcibiade
8) Antistene o Senofonte
9) Kalokagathia greca (cosiddetta Ipazia) | Il Sodoma
10) Eschine o Senofonte o Alcibiade
11) Parmenide o Senocrate o Aristosseno
12) Socrate (con la tunica verde)
13) Eraclito (raffigurato appoggiato a un blocco di marmo, intento a scrivere e rappresentato con i tratti di Michelangelo, impegnato in quel periodo a dipingere la vicina Cappella Sistina)
14) Platone (al centro che conversa)
15) Arisotele (accanto a Platone)
16) Diogene di Sinope (sdraiato sulle scale)
17) Plotino (con l'abito rosso ai piedi di Minerva)
18) Euclide o Archimede | Bramante (intento a disegnare una figura geometrica)
19) Zoroastro | Baldassarre Castiglione (con in mano un globo e la sfera terrestre)
20) Claudio Tolomeo
21) Apelle | Raffaello
21) Protogene | Il Sodoma o Perugino o Timoteo Viti

©Bruna Pisano. RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Rinascimento. La magia di Piero della Francesca

RESURREZIONE. L'OPERA MAGICA DI PIERO DELLA FRANCESCA 

Una delle opere ad affresco e tempera che amo di più è certamente questa di Piero della Francesca l'artista di Borgo Sansepolcro vicino Arezzo in Toscana che la dipinse tra il 1450 e il 1463 mentre completava altri cicli di affreschi.

Resurrezione di Piero della Francesca, 1450/1463 Museo Civico di Sansepolcro. Arezzo

L'ALLEGORIA DELLA VITA

Un Cristo vivo e molto atletico come una statua antica, al centro perfetto dell'immagine, come al vertice di un triangolo immaginario, che si sveglia, e, con una posa inusuale e plastica, appoggia un piede al bordo del sarcofago, ed esce dalla tomba con in mano il vessillo del trionfo dei Crociati, mentre, alla base del triangolo, si vedono 4 splendidi soldati romani caduti addormentati, dividendo così con la sua figura dominante la composizione del paesaggio retrostante in due parti: la sinistra un luogo privo di vita invernale con alberi spogli, la parte destra un paesaggio estivo, caldo con la natura che si risveglia, un chiaro riferimento allegorico al ciclo della vita.


L'ISPIRAZIONE TRA IL SONNO E LA VEGLIA

Il richiamo visivo è anche il contrasto tra veglia e sonno dove la Divinità regna sempre vigile e protettiva verso l'umanità addormentata. Magnifici i quattro soldati romani un'alternanza di abbigliamento, pose e colori sgargianti tra berretti e mantelli e il secondo da sinistra senza l'elmo è un autoritratto dell'autore direttamente sotto il vessillo del Signore a sottolinearne l'ispirazione. 

Particolare Resurrezione, Museo Civico di Sansepolcro. Arezzo
 
Particolare, autoritratto Piero della Francesca

UN ARTISTA DI TRADIZIONE E NELLO STESSO TEMPO INNOVATIVO

Piero della Francesca (1416-1492) pittore e matematico italiano è una delle figure più rappresentative del Rinascimento italiano, esponente della seconda onda di pittori umanisti con uno straordinario stile pittorico sospeso tra perfezione geometrica e insieme arte a vari livelli di lettura sia filosofico che teologico, unendo infine influssi tradizionali e innovativi viaggiando tra la religione e nuove tendenze dell'Umanesimo. Tutto sempre con rigore prospettico e attenta ricerca della luce che mettesse in risalto tutta la plasticità delle figure umane, quasi sempre monumentali. Fu un grande ispiratore per tutta l'arte del Nord Italia e soprattutto veneta.

È una delle mie opere preferite, che secondo me al meglio descrive lo spirito di questa giornata. Perciò a tutti auspico di essere sempre pronti e svegli sull'umanità addormentata.

Buona Resurrezione!

Il Borgo di Sansepolcro, Arezzo Toscana Italia

http://www.museocivicosansepolcro.it/missione.aspx

©BRUNA PISANO, RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelangelo Buonarroti uno dei geni italiani più amati

Michelangelo il genio toscano insuperabile

Il 6 marzo di 541 anni fa nasceva a Caprese vicino Arezzo in Toscana da una famiglia nobile Michelangelo Buonarroti uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. A 12 anni già alla bottega del Ghirlandaio uno dei più importanti artisti del '400 poi all'Accademia del giardino di San Marco sostenuta da Lorenzo il Magnifico che, intuendo la grandezza e la genialità, lo portò nella residenza dei Medici e da lì iniziò la sua meravigliosa vita da artista che lo renderà immortale.

Una delle opere scultoree più famose: David, 1501-1504, marmo bianco, Galleria dell’Accademia, Firenze
Pittore scultore urbanista architetto e poeta. Impossibile dimenticare il suo compleanno perché il suo genio immortale ci accarezza l'anima ancora oggi e in maniera definitiva scriveva e ci faceva sapere nei secoli la sua assoluta passione per la scultura:

"Questo sol m'arde e questo sol m'innamora" 

Michelangelo Buonarroti, David, 1501-1504
 I corpo trafugato e le due sepolture

Visse 88 anni fu sepolto all'inizio a Roma nella chiesa dei SS. Apostoli ma poi il corpo fu "sottratto" dal nipote che, temendo di essere scoperto, lo nascose avvolgendolo dentro alcuni tappeti e mercanzie e dopo un viaggio in carretto di una settimana arrivò a Firenze e scortato da tutti i maestri dell'accademia del tempo fu accolto a notte fonda da una folla immensa che illuminò il suo ultimo viaggio con torce accese e fu definitivamente sepolto in Santa Croce in un monumento straordinario scolpito dal Vasari. Dove riposa. Auguri maestro. (1457/1564)

Michelangelo Buonarroti 1471/1564 Ritratto
Prima sepoltura a SS Apostoli a Roma
La Tomba di Michelangelo, Basilica di Santa Croce, Firenze

La Tomba di Michelangelo, Basilica di Santa Croce, Firenze

La Tomba di Michelangelo  a Firenze

È opera del Vasari nel 1570 e si trova all’inizio della navata destra entrando nella Basilica di Santa Croce. Sopra al sepolcro si trovano tre sculture con atteggiamento di tristezza che simboleggiano l'inconsolabile dolore per la scomparsa del Maestro e che rappresentano le personificazioni della Pittura, della Scultura e dell’Architettura, ma l’insieme del sepolcro è una fusione tra pittura, scultura ed architettura. È sovrastata dal busto di Michelangelo (opera di Battista Lorenzi) ed è decorata dalle statue dell’Architettura (opera di Giovanni dell’Opera), della scultura (opera di Valerio Cioli), della Pittura (opera di Battista Lorenzi) e da affreschi opera di G. B. Naldini.

Basilica di Santa Croce dove si trova La Tomba di Michelangelo. Firenze
©Bruna Pisano. RIPRODUZIONE RISERVATA

La città Stato più piccola del mondo nel cuore di Roma

Il Vaticano e la Santa Sede quali sono le differenze della città Stato più piccola del mondo.

http://www.ilregno.it/documenti/2020/19/trasparenza-negli-appalti-vaticani-francesco

Per capire la struttura dello Stato più piccolo del mondo occorre conoscere la suddivisione amministrativa la struttura di controllo e l'organizzazione. In questa infografica è descritta la suddivisione organica della Città del Vaticano e della Santa Sede con il ruolo indiscusso e apicale di capo legislatore, esecutivo e giudiziario che è rappresentato dal Papa.

Organigramma Santa Sede e Città del Vaticano. ©Infograficapisano. RIPRODUZIONE RISERVATA
Città del Vaticano Nasce come stato nel 1929 con i Patti Lateranensi con il fine di assicurare un territorio alla Santa Sede per l’esercizio indipendente delle sue funzioni e della sovranità  “politica” del papa e della Santa Sede. Ha proprie leggi civili e penali, moneta propria (ora euro) targhe auto, servizio postale.

Santa Sede Suprema autorità di governo della Chiesa cattolica nel mondo, ha rapporti con gli stati e gli organismi internazionali, diritto di legislazione attiva e passiva, di intrattenere relazioni diplomatiche e di concludere trattati. È il complesso dei dicasteri, uffici, commissioni ed enti collegati.

Città del Vaticano. Foto ©BRUNA PISANO. RIPRODUZIONE RISERVATA
 
LA TRASPARENZA Nella struttura dell'organigramma vengono segnalate tutte le Riforme che sono state attuate nel tempo e soprattutto quella del 2014 che ha delineato una nuova governance al fine di creare delle strutture di controllo economico e di vigilanza sui dicasteri e sugli enti. Vengono anche segnalati i Bilanci della Città del Vaticano e di quello della Santa Sede con le situazioni patrimoniali di Entrate e Uscite e soprattutto il controllo dei flussi finanziari e il contrasto al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo attraverso la vigilanza dell'AIF, Autorità di Informazione Finanziaria.

Impaginato Il Regno N.19/2020. RIPRODUZIONE RISERVATA

Trasparenza negli appalti vaticani
Lettera apostolica motu proprio sulla trasparenza nei contratti pubblici della Santa Sede
«Al fine di consentire una più efficace gestione delle risorse, ho… ritenuto di approvare un insieme di norme volte a favorire la trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici stipulati per conto della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». In continuità con le riforme avviate a partire dal 2014 sugli assetti economici e sui criteri di gestione della curia romana e dello stato vaticano, il 1° giugno papa Francesco ha promulgato con il motu proprio Sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano una legislazione che costituisce un vero e proprio codice dei contratti e degli appalti (...)

 Su http://www.ilregno.it Documenti, 19/2020, 01/11/2020, pag. 601

Ercole e Lica di Canova alla Galleria d'Arte Moderna

DOPO LA CHIUSURA A CAUSA DELLE RESTRIZIONI COVID-19 DA FEBBRAIO 2021 RIAPRE AI VISITATORI LA GALLERIA D'ARTE MODERNA DI ROMA

http://www.galleriaartemodernaroma.it/

L'OPERA DI OGGI

Il gruppo marmoreo "Ercole e Lica" che Antonio Canova, artista di Treviso (1757-1822), iniziò nel 1795 e finì di scolpire nel 1815 dopo varie peripezie soprattutto politiche italiane del tempo che sconvolsero i suoi piani, si può ammirare oggi nella Galleria d'Arte Moderna di Roma.

Ercole e Lica di Antonio Canova©Foto Pisano RIPRODUZIONE RISERVATA
 
LA REPUBBLICA ROMANA

A Roma l'arrivo dei rivoluzionari francesi del generale Berthier che con le sue truppe si diede al saccheggio dei tesori del Vaticano fece fuggire nel 1798 il papa Pio VI e spinti dallo spirito giacobino e rivoluzionario proclamarono Roma una "Repubblica". Dopo questo affronto al papa, un esercito reclutato a Napoli di 70 mila uomini e comandato dal generale austriaco Karl von Marck arrivò a Roma per ristabilire l'autorità papale e i soldati napoletani si batterono in città contro i francesi che a loro volta organizzarono una controffensiva vincente a Civita Castellana nel 1798.

Il generale Berthier entra a Roma nel 1798
 

Canova intanto a Venezia attendeva momenti migliori per scendere a Roma e finire l'opera e appena i francesi abbandonarono la città, lasciandola in mano all'esercito napoletano/austriaco che dichiararono fallito l'esperimento della Repubblica Romana, decise di tornare. Nel 1800 quindi ecco l'artista di 43 anni di nuovo a Roma e al lavoro nel suo atelier romano dove riuscì finalmente a terminare la colossale opera che Torlonia acquistò e posizionò dove è oggi, dentro una grande sala rotonda a luce zenitale che il principe fece costruire all'architetto Valadier.

Ercole e Lica di Antonio Canova©Foto Pisano RIPRODUZIONE RISERVATA
LE RAZZIE FRANCESI

La notizia che i francesi erano in Italia per razziare le opere d'arte, come fecero anche i nazisti in tempi più recenti, fece il giro della penisola e chi più e chi meno riuscì a salvare qualcosa nascondendo le opere dei nostri maestri. Agli Uffizi, per esempio, fu grazie all'intervento di decine di muratori, manovali e imbianchini fiorentini che lavorarono notte e giorno per creare delle intercapedini e finti muri dove murarono e nascosero i Raffaello, Tiziano, Caravaggio e gli altri artisti. Tennero tra l'altro anche il segreto e così i francesi, che impiegarono molto tempo nella caccia, non riuscirono a trovare nulla grazie anche al perfetto lavoro di muratura degli operai di Firenze che contribuirono a salvare molti capolavori. 

John Jackson (1778 - 1831) – Artist (British) Ritratto Antonio Canova

LE OPERE RECUPERATE

Fu poi lo stesso Antonio Canova, il primo grande difensore del patrimonio artistico italiano, che si recò a Parigi per riportare in Italia centinaia di opere rubate dalle truppe francesi in Italia e in Vaticano tra dipinti e sculture che erano state trafugate per ordine di Napoleone per realizzare il suo sogno allestire cioè il Museo più grande e ricco del mondo: Il Louvre.

Foto gruppo marmoreo "Ercole e Lica" di BrunaPisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

I 30 eroi dell'informazione di Reporters sans frontières

Reporters sans frontières (RSF) elenca 30 eroi dell'informazione, nell'edizione 2020 del World Press Freedom Index, che si sono distinti dall'inizio della pandemia Covid-19. Giornalisti, whistleblower e media, con il loro coraggio, la perseveranza e anche la loro capacità di innovazione, hanno contribuito a diffondere informazioni affidabili, particolarmente vitali in tempi di eccezionale crisi.

Chiamandoli eroi dell'informazione RSF desidera rendere omaggio ai giornalisti, ai cittadini informatori e ai media che si sono distinti nella loro lotta per la libertà di stampa in un momento di crisi sanitaria mondiale e cerca anche di dimostrare che il caos informativo, acuito grazie alla pandemia, non è inevitabile e che le figure citate ad esempio possono rappresentare modelli di riferimento in un momento in cui è diventato urgente difendere le informazioni affidabili e combattere la disinformazione.

L'elenco che è visualizzato nella prima infografica, comprende 18 personaggi noti ma anche molti sconosciuti e quasi un terzo proviene dall'Asia, dove è iniziata l'epidemia di Covid-19, molti si trovano in Europa e in Asia centrale, mentre il resto sono cittadini di Africa, America e Medio Oriente. Qui ci sono le loro vite, le denunce, le persecuzioni, la prigione e anche per molti la morte.

Gli Eroi dell'informazione di RSF. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

La maggior parte ha in comune l'aver rivelato informazioni che mostrano la gravità della pandemia o la denuncia della cattiva gestione della crisi sanitaria da parte delle autorità del proprio paese. Alcuni sono giornalisti esperti, come la serba Ana Lalic, o investigatori combattivi come lo sloveno Blaž Zgaga, o dalle comore Andjouza Abouheir e il bielorusso Sergei Satsouk. 

Ma altri sono semplici cittadini che, di fronte all'urgenza e alla gravità della crisi sanitaria, hanno scelto di informare quante più persone possibile per salvare vite umane. È stato un oftalmologo, Li Wenliang, il primo ad avvertire il mondo dell'inizio di un'epidemia meteorica alla fine di dicembre 2019, e un avvocato, Chen Qiushi, che ha riferito sul caos ambientale che regnava nel negli ospedali di Wuhan, il primo focolaio del Coronavirus, grazie ai suoi video pubblicati sul suo blog. Il primo è morto di Covid-19, il secondo è stato messo in quarantena con la forza e non è mai ricomparso. 

In Venezuela, per un tweet che metteva in dubbio l'attendibilità dei dati ufficiali sulla pandemia, il giornalista indipendente Darvinson Rojas ha scontato 12 giorni di carcere. In India, per aver rivelato che le restrizioni al confinamento hanno portato i bambini affamati a nutrirsi di foraggi destinati al bestiame, il giornalista Vijay Vineet rischia di passare sei mesi in carcere. In Bangladesh, il famoso fumettista Ahmed Kabir Kishore rischia l'ergastolo per aver pubblicato sui social vignette che raccontano la vita politica nel suo paese durante la crisi del Covid-19 e che denunciano, tra l'altro, casi di corruzione. 

Interrogato dalla polizia per un articolo che metteva in dubbio la gestione della crisi sanitaria nel regno di Eswatini, il direttore del sito di notizie Swati Newsweek, Eugene Dube, è stato costretto all'esilio, il corrispondente del New York Times da Pechino Chris Buckley, dopo aver trascorso 76 giorni a Wuhan al culmine dell'epidemia di Coronavirus, è stato costretto a lasciare la Cina e per la prima volta in 24 anni, il suo visto non è stato rinnovato.
 
La seconda infografica contiene l'elenco delle 12 testate giornalistiche scelte da RSF che hanno denunciato la cattiva gestione della crisi e che hanno avuto il coraggio di rivelare informazioni sulla gravità della pandemia.
Gli Eroi del giornalismo di RSF. Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA

Il sito di notizie indipendente cinese-britannico Caixin che ha moltiplicato le rivelazioni mettendo in discussione la narrativa delle autorità cinesi. Diversi corrispondenti della Casa Bianca negli Stati Uniti si sono anche distinti per la loro perseveranza nel continuare il loro lavoro nonostante le avversità dell'amministrazione Trump e del suo entourage, mettendo sotto accusa della sua gestione della pandemia.

Questa crisi sanitaria ha anche rivelato iniziative innovative che hanno contribuito a facilitare la diffusione delle informazioni sulla diffusione del Covid-19.

In Africa, una web radio ivoriana, Wa FM, e un sito di informazione togolese, TogoCheck, si sono attivate per aiutare a diffondere informazioni utili sulla salute, la sicurezza e protezione delle popolazioni. 
 
In Brasile, i media si sono riuniti in una "crisi Gabinete" per informare le popolazioni abbandonate delle favelas, mentre i giornalisti della rete Wayuri hanno raccolto la sfida di informare più di 750 comunità indigene in Amazzonia.  
 
In Russia, 25 pubblicazioni raccolte all'interno di Syndicat-100 hanno anche istituito un sistema per aiutare il personale medico, gravemente colpito dall'inizio dell'epidemia, a riportare informazioni e allertare l'opinione pubblica.

RSF ha infine assegnato un tributo speciale ai giornalisti di Guayaquil, la capitale economica dell'Ecuador e primo epicentro dell'epidemia in America Latina per le loro immagini di cadaveri lasciati per le strade che hanno fatto il giro del mondo. Nonostante la poca preparazione e senza equipaggiamento protettivo, i giornalisti della stampa locale hanno continuato il loro lavoro di informazione e hanno riferito anche da aree altamente contaminate e morendo in tredici, dato di aprile 2020.

"Certains ont pris de tels risques pour informer sur la réalité de la pandémie qu’ils en sont morts, quand d’autres sont toujours portés disparus ou derrière les barreaux. Poursui- vis, agressés, insultés, ils sont nombreux à avoir payé le prix fort pour avoir défendu le droit à l’information et lutté contre les rumeurs et la désinformation qui aggravent les conséquences de la crise sanitaire. Ces nouveaux héros nous rappellent que le journalisme peut sauver des vies. Ils méritent toute notre attention et admiration". Il segretario generale di RSF Christophe Deloire
Fonte testi: Reporters sans frontières. "Les Héros de l'information au temps du coronavirus: le journalisme peut sauver des vies". Infograficapisano©RIPRODUZIONE RISERVATA


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